Narcisismo patologico: come difendersi da un manipolatore perverso

Pubblicato il 3 novembre, 2020  / Psicologia e dintorni
narcisismo patologico - manipolatore perverso
Innamorarsi di un narcisista perverso può essere molto pericoloso

 

Come riconoscere ed evitare un narcisista patologico?

Il mito greco narra che Narciso, innamorato della propria bellezza, si rispecchiò nell’acqua per ammirarsi fino a cadervi e annegare, o, secondo un’altra variante, morì per la disperazione di non poter raggiungere la sua immagine riflessa. Dal suo corpo nacque un fiore, il narciso.

Lo psichiatra sessuologo Ellis, a fine ‘800, introdusse il termine “narcisismo”. Qualche anno dopo Freud ampliò il concetto, portandolo in un contesto psicoanalitico.

Negli anni ’80 il disturbo narcisistico della personalità entrò a far parte del DSM, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Il narcisismo è anche un aspetto normale della personalità, ma può sfociare in patologia nel momento in cui acquisisce determinate caratteristiche. Per la diagnosi finale di disturbo narcisistico l’individuo deve essere caratterizzato dalla presenza di almeno cinque di nove criteri diagnostici, quali:

  1. Un’infondata ed esagerata sensazione della propria grandiosità (esagera talenti e risultati, si aspetta di essere considerato superiore senza alcuna motivazione valida)
  2. Esagerate fantasie di successo, potere, fascino, intelligenza o di amore ideale
  3. Convinzione di essere speciale e unico e di dover frequentare unicamente persone (o istituzioni) di altissimo livello o classe sociale elevata
  4. Costante bisogno e necessità di essere adulato e ammirato incondizionatamente
  5. Percezione di essere meritevole di privilegi
  6. Tendenza a sfruttare gli altri per i propri scopi
  7. Mancanza di empatia, incapacità a riconoscere i sentimenti e le necessità degli altri
  8. Persistente invidia degli altri (e credenza che gli altri lo invidino)
  9. Arroganza e presunzione

In realtà dietro al narcisismo si cela l’altro lato della medaglia, ovvero vulnerabilità e senso di solitudine nascosti dietro la facciata dell’auto esaltazione.

Circa l’1% della popolazione generale è affetto da questo disturbo. Gli interessati sono principalmente di sesso maschile e provengono da paesi occidentali e capitalistici.

Le caratteristiche principali sono l’oscillazione dell’autostima, l’impossibilità di empatizzare, il bisogno esagerato di riconoscimenti e l’egocentrismo smodato, che si traducono in un’urgenza costante di mostrarsi superiori. Sono persone competitive, invidiose, arroganti, bugiarde, presuntuose, instabili, impulsive, egoiste e che vogliono stare al centro dell’attenzione. Tutti questi aspetti, senza dubbio, si manifestano nel tentativo di nascondere il grande punto debole: il profondo senso di solitudine interiore. Da qui, sorge l’odio come difesa alla minaccia, che è la sofferenza psicologica, emotiva e sentimentale.

Distinguiamo due tipologie di narcisisti: il sottotipo overt è colui che non si prende la responsabilità delle sue azioni, il sottotipo covert è colui che si sente inferiore e che quindi si sente vittima piuttosto che carnefice. Il narcisista covert è più difficile da riconoscere e la sua personalità emerge soprattutto quando percepisce una minaccia, con un atteggiamento arrogante e spocchioso.
 

Narcisismo: le caratteristiche di un manipolatore perverso

I narcisisti sono dei veri e propri manipolatori: usano le altre persone per ottenere gratificazioni. È importante essere in grado di identificarli per potersi difendere, specie nelle relazioni. Bisogna notare che il narcisista usa il ricatto affettivo per accrescere la propria immagine. Vuole avere il controllo sul partner e denigrarlo senza pietà, scaricandogli tutte le colpe. Il narcisista non è mai coinvolto emotivamente e non è mai innamorato, anche se può fingere di esserlo: il partner è un mezzo per raggiungere i propri scopi personali.

C’è una dinamica ricorrente nella relazione amorosa: una fase di romanticismo iniziale in cui il partner viene idealizzato e messo su un piedistallo, una fase successiva di svalutazione, e una fase finale di scarto che sfocia nell’abbandono.

Si potrebbe riconoscere una tattica di manipolazione chiamata triangolazione, in cui viene utilizzata una terza parte per annientare l’autostima del partner: il narcisista diventa estremamente generoso nei complimenti rivolti alle persone che non sono gradite al partner, che, così, viene completamente tagliato fuori. A letto spesso il narcisista è perverso, esibizionista, feticista e ama umiliare la donna.
 

Possibili cause del narcisismo patologico

Spesso all’origine del narcisismo si cela un ambiente familiare carente di amore, in cui il bambino, mentre sviluppa la sua personalità, sente un senso di abbandono, che a poco a poco fa crescere in lui odio, odio che diventa il suo muro di difesa. Da qui nasce il paradosso della dipendenza affettiva, quell’amore-odio tossico verso il genitore, che poi sarà veicolato verso il partner.

Secondo altre ipotesi, i contesti familiari disfunzionali che porterebbero allo sviluppo di una personalità narcisistica potrebbero essere anche ambienti iperprotettivi, eccessivamente permissivi, distruttivi per l’autostima del bambino o oltremodo esigenti.
 

Come difendersi da un narcisista patologico?

Avere a che fare con una persona narcisistica può essere devastante. Per proteggersi è fondamentale rispondere con indifferenza. Inoltre, per il narcisista stesso, la propria personalità può compromettere fortemente la qualità della vita professionale, sociale e relazionale.

È raro che il narcisista capisca di avere bisogno di aiuto. Questo succede principalmente quando subisce una perdita o una sconfitta proprio a causa della sua attitudine oppure quando il disturbo di personalità si presenta insieme a depressione, abuso di alcol e sostanze, ansia, panico o insonnia. La terapia cognitivo-comportamentale è un ottimo metodo per cercare di riportare il narcisista a una chiara visione della realtà, così come può rivelarsi uno strumento prezioso anche per le vittime dei manipolatori affettivi per uscire dall’incubo.

 

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