Violenza psicologica: anche le parole lasciano il segno!

Pubblicato il 10 novembre, 2020  / Psicologia e dintorni
Violenza psicologica
Nel 92,14% dei casi a compiere abuso psicologico sono partner, ex partner o familiari.

Cos’è la violenza psicologica?

La violenza psicologica è una forma di abuso emotivo che vede come arma principale il maltrattamento verbale, insieme a minacce costanti e gelosia estrema. Il denominatore degli abusi psicologici è la sottomissione della persona lesa, la quale spesso non si accorge di ciò che sta accadendo.

Qui sta la principale differenza con la violenza fisica: essendo il maltrattamento psicologico un’esperienza soggettiva, riconoscerla non è sempre facile. Tuttavia, i segni possono essere ancora più intensi e dannosi dei lividi visibili sulla pelle.
 

Tipi di maltrattamento psicologico

La violenza psicologica nella relazione di coppia è tra le più comuni. Nel caso tipico avviene da parte dell’uomo nei confronti della donna, ma non solo. Dato che si instaura spesso in maniera subdola, per rendersi conto della situazione e prendere consapevolezza occorre notare dei punti caratteristici sempre presenti. Innanzitutto, la persona violenta tende ad annullare l’autostima della vittima, con insulti, umiliazioni e parole che la sminuiscono e la svalutano. La gelosia porta a un controllo esagerato su tutto ciò che fa la vittima, atteggiamento che ha lo scopo di isolarla e renderla un oggetto di possesso. L’insistenza può sfociare anche sul piano fisico, in particolare nel rapporto sessuale. L’atmosfera generale è quella di una minaccia costante, cosa che conduce a un forte disagio psico-emotivo e una limitazione della libertà di pensiero e dell’autonomia propria. Spesso la persona violenta si mostra falsamente pentita e pronta a cambiare, il che rende ancor più difficile per la vittima dare un taglio alla situazione tossica.

Un altro tipo di violenza psicologica è quella infantile. L’abuso può avvenire in famiglia, quando i genitori con il loro comportamento manipolatorio e aggressivo erodono profondamente l’autostima del bambino e il suo sviluppo psico-emotivo.
 

Le conseguenze per la vittima di violenza psicologica

Per via della natura sottile e tagliente del mare di violenza in cui la vittima è immersa, la maggior parte delle volte non si vede la via di uscita. Una temibile conseguenza è quella di annullare l’autostima a tal punto da sentire di non potere modificare in alcun modo la condizione in cui ci si ritrova. Sorgono sensazioni di vergogna, ansia, smarrimento, dipendenza, mancanza di fiducia, instabilità emotiva, pensieri suicidi che possono evolversi in disturbi psichiatrici e organici come depressione, disturbo da stress post-traumatico, perdita di memoria, deficit di concentrazione, dolori muscolari, disturbi digestivi e insonnia persistente.
 

Violenza psicologica: come difendersi?

Come abbiamo già detto, reagire alla violenza psicologica non è una passeggiata. Tuttavia, c’è una soluzione: trovare il coraggio di allontanarsi da chi fa violenza e coltivare l’amore per sé stessi dedicandosi al proprio benessere come priorità assoluta. Oltre a lasciare una persona che fa del male, al contempo bisognerebbe rinunciare a tutte le situazioni tossiche, come un lavoro che non gratifica, una casa che non fa sentire al sicuro o un’abitudine che pare non corrispondere alla propria persona.

Il primo passo è riconoscere e ammettere di essere vittime di una violenza psicologica, affrontando di petto la difficile situazione e facendo caso a tutte le caratteristiche delle dinamiche che si instaurano nella relazione con il maltrattatore. È importante ricordare che non siamo noi a poter cambiare una persona violenta e quindi non bisogna auto-incolparsi. Non bisogna chiedere scusa o accettare la situazione: il potere di cambiare le cose è nelle nostre mani. Stabilire dei confini ben definiti e pianificare una strategia di uscita è lo step finale verso la libertà e la salute.

Affrontare una transizione di tale entità con qualcuno è sempre una buona idea. Parlare con un amico o un familiare può essere un balsamo per la psiche e un contributo reale alla conclusione della brutta esperienza. Importante è il coraggio di rivolgersi a un terapeuta o psicologo: ricordate che un aiuto professionale può rivelarsi spesso uno strumento risolutivo.

È confortante sapere che una persona che esercita violenza psicologica può essere denunciata. Non si tratta di un reato a sé stante, ma la violenza psicologica può essere inclusa in altri reati penali come stalking, violenza privata, minaccia e maltrattamenti familiari. Pertanto, ci si può presentare dalle forze dell’ordine con testimonianze e prove, come messaggi o foto, per avere giustizia e uscire dall’incubo con un’ulteriore sicurezza.

Psicologi che trattano questo argomento