7 modi di pensare che contribuiscono all'ansia

Pubblicato il 23 giugno, 2018  / Psicologia e dintorni
ansia

L'ansia è decisamente diffusa e non esiste essere umano che non abbia a che fare con essa ogni tanto. Che ci piaccia o meno, fa parte della vita.

É un problema che si fa sentire in tutto il corpo (cuore che batte forte, respirazione alterata, senso di svenimento...) ma che fondamentalmente ha origine nella nostra testa, nei nostri pensieri.

Gran parte della nostra ansia infatti deriva spesso dalla “brutta storia” che ci raccontiamo.

Pensieri come:

- “Non sono abbastanza intelligente/bravo/simpatico/attraente”

- “Sono troppo giovane/vecchio”

- “Non ho abbastanza esperienza”

- “Farò brutta figura”

- “Non sono capace”

- “Le cose vanno sempre male”

sono solo alcuni esempi di schemi di pensiero errati, talvolta inconsapevoli, che portano a distorcere le cose e a vederle più negative di come sono in realtà.

Cambiare la narrazione che avviene nella nostra testa, cambiare la storia che ci raccontiamo, può invece cambiare la nostra vita.

Per questo motivo è fondamentale imparare a fare amicizia con il nostro dialogo interiore.

Queste sono le 7 distorsioni di pensiero che più di ogni altre alimentano l'ansia:

1. Pensiero assolutistico

Si tratta di un tipo di pensiero dove non può esserci alcuna alternativa positiva e solitamente porta al vittimismo.

“Non troverò mai l'amore”

“Le persone alla fine ti deludono sempre”

“É finita”

“Non posso essere felice senza di lui”

“Non avrò mai un lavoro che mi piace”

La vita è o tutta bianca o tutta nera. Gli eventi spiacevoli che ci accadono vengono enfatizzati all'ennesima potenza portandoci inevitabilmente ad una sensazione di sconfitta e fallimento infinito.

Pensare in questo modo ci rende “ciechi” e non ci permette di aprire la mente per trovare valide alternative.

Il risultato è che la visione della nostra vita sarà oscurata dai nostri pensieri distorti.

2. Banalizzare le cose positive

Questo succede quando su una scala da 1 a 10, nella nostra vita diamo importanza 10 alle cose che non vanno (le troviamo tutte!) mentre diamo importanza 1 alle cose belle che ci succedono.

Come avviene questo?

Ad esempio sminuendo i nostri successi, liquidando le belle esperienze come cose di poco conto, raccontandoci che il problema che abbiamo risolto alla fine non era così grande…

e alla fine non saper godere del bello della vita diventa un canale per l'ansia.

3. Saltare subito alle conclusioni

Dare subito un'interpretazione negativa degli eventi sembra un esercizio molto frequente tra le persone. Peccato che un'ulteriore analisi di soli 5 minuti avrebbe potuto portare a conclusioni opposte.

“Non mi ha detto una parola oggi, sarà arrabbiata con me! Cosa ho fatto di sbagliato?”

E se invece fosse semplicemente preoccupata per una cattiva notizia ricevuta in mattinata?

Personalizzare ogni cosa che succede, credendoci il centro del mondo e pensando che tutto ciò che le persone dicono e fanno siano una reazione verso di noi rende la vita sicuramente più stressante.

4. Prevedere il futuro

Accade quando abbiamo l'abitudine di anticipare che le cose andranno male. Purtroppo per noi quei pensieri spesso diventano una profezia che si auto avvera. Vivendo il disastro nella nostra mente ancora prima che sia realmente successo predisponiamo negativamente sia il nostro corpo che la nostra mente.

5. Pensare che ciò che proviamo sia la realtà

L'errore consiste nel credere che i nostri pensieri e le nostre emozioni rispecchino la realtà di ciò che accade.

La convinzione distorta è “io sento questo, quindi deve essere vero”.

Se ti senti stupido allora vuol dire che sei stupido, se ti senti noiosa allora vuol dire che sei noiosa.

Eh no, non è affatto così.

Questo modo di ragionare crea ansia ingiustificata.

Non tutto ciò che accade nella nostra testa è vero anche là fuori, nel mondo. Non tutto ciò che senti e provi tu, è un dato di fatto. Allenandoci possiamo imparare a destreggiarci abilmente tra i nostri pensieri.

6. Doverizzazioni

Spesso ci convinciamo che “dobbiamo” per forza ottenere qualcosa per essere soddisfatti nella nostra vita, senza la quale non potremo essere felici.

Anche con le migliori intenzioni, talvolta la vita non va come vorremmo che vada.

Un pensiero distorto che prefigura esiti catastrofici in caso di fallimento, può generare ansia, stress e senso di colpa.
Un esercizio utile è provare a trasformare i “devo” in “desidero”, cercando di capire PERCHÉ desidero davvero una cosa, in modo da agire/pensare con maggiore serenità.

7. Incapacità di filtrare la realtà

Esempio.

Scrivi un post su facebook. Ricevi 10 commenti positivi e 1 commento aspramente negativo.
Soprassederai sui commenti positivi focalizzandoti e amplificando le sensazioni spiacevoli legate al commento negativo.

Dimenticherai tutto il resto, con la mano andrai a raccogliere quel commento negativo e lo infilerai dritto dritto nella tua testa, lasciandolo crescere minuto dopo minuto, isolando e dimenticando tutte le informazioni che invece producono serenità.

Non possiamo controllare le azioni degli altri. Ma possiamo controllare i nostri atteggiamenti, i nostri pensieri, le nostre parole, le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Comprendere i nostri schemi di pensiero distorti è il miglior punto di partenza.

Riconosci i tuoi pensieri non funzionali, scegline uno o due (i più rilevanti per te e per la tua vita) su cui lavorare e inizia a prendere il controllo già da oggi!

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