Essere amante: quando ci basta avere un ruolo di secondo piano nella vita dell'altro

Pubblicato il 4 dicembre, 2017  / Psicologia e dintorni
Essere amante: quando ci basta avere un ruolo di secondo piano nella vita dell'altro

A volte capita di incontrare lo sguardo di una persona già impegnata sentimentalmente. Il valore della fedeltà è presto messo in un cassetto al fine di poter vivere la passione e la gioia legata all'istinto ma anche alla sfida di conquistare e far proprio il cuore impegnato dell'altro.

Sembra che tutto proceda al meglio, dandosi del tempo per sistemare ognuno la propria situazione, organizzando momenti fugaci e impegni continui per potersi incontrare, guardare, toccare. Tutto procede per il meglio fino a quando non arriva l'aspetto sociale a mettere i bastoni fra le ruote. Una ricorrenza, una festa comandata, un anniversario ed ecco che il partner impegnato sfugge totalmente al nostro controllo.

Finiscono le telefonate interminabili, gli incontri casuali ma pianificati con un alert, le cascate di messaggini allussivi e romantici, a volte erotici quasi pornografici.

Finisce tutto, per il tempo in cui si dovrà ricoprire il ruolo di compagno, marito, moglie, figlio, genitore e così via.

Finisce tutto fino a quando l'orologio non tornerà a segnare l'ora della routine che corrisponde all'opportunità di evasione che l'infedele si concede per giustificare il pesante pegno d'amore.

Chi si trova dall'altra parte però inizia a rinunciare al tempo, alle opportunità, ad una parte importante di se stessi. Il pieno amore, la completa attenzione, lo scambio di parole, opinioni, l'aiuto reciproco e tutto quello che fa di una relazione sociale una vera e propria storia d'amore. Rimane solo il sesso, spesso il ricordo del sesso. Nulla di più, perché anche nel caso ci fosse qualcosa viene annegato dalla lontananza, dalla mancanza, dal recriminarsi impegni differenti, intenzioni diverse, regole non rispettate.

In poche parole, quando l'amante diventa partner tutto finisce. Non sempre ma spesso tutto finisce perché quel gioco che si era creato non ha più senso se è uguale a ciò che l'uno o l'altra hanno già in casa.

Arriva quindi il tempo di capire il perché ci siamo innamorati di qualcuno che non è totalmente a disposizione. Sicuramente avremo avuto il modo di leggere alcuni messaggi velati o a volte chiarissimi ma che si scontrano ad un certo punto con la realtà dei fatti.

Siamo quindi in una condizione in cui, da soli, ci limitiamo nella scelta dell'amore per percorrere sentieri già battuti e quindi poco impegnativi? Siamo in un momento della nostra vita in cui, pur se ci può mancare la socialità di un rapporto, ci sta bene una passione a mezzo servizio?

Verosimilmente a volte l'amore è complicato ma abbiamo il dovere verso noi stessi e verso la nostra felicità di porci queste domande quando arrivamo a pensare che "quello sbagliato" siamo proprio noi.