risposte dello specialista Alessandro Di Domenico
Un'inetta totale
Apri domandaGentile Stefania, nel suo breve trascritto mi sembra di capire che Lei sin da piccola manifesta delle difficoltà che si sono intensificate a causa di diversi eventi ricchi di frustrazione come il litigio con la sua amica in età adolescenziale che Lei ha tentato di gestire attraverso condotte alimentari patologiche come le abbuffate. A ciò si aggiungono il pentimento di non aver scelto il Liceo Classico e il tradimento del Suo ex ragazzo con Sua sorella, persona su cui ha fatto sempre affidamento e mi sembra di vedere che anche qui si è sentita abbandonata e inadeguata come quando ha litigato con la Sua amica. Lei inoltre ha detto che non ha deciso di andare all’università ma mi sembra di vedere che prova una sorta di invidia (emozioni che tutti noi proviamo quando percepiamo una differenza di potere che ci fa sentire inferiori) per le persone che riteneva meno capaci Lei e si vergogna (emozione che proviamo quando l’immagine ideale che noi vorremmo mostrare a noi stessi e agli altri viene compromessa) anche per questo poiché Lei non si sente realizzata. Tuttavia, ciò che è più rilevante a mio avviso è il perenne senso di inadeguatezza che Lei sembra sperimentare sin da piccola associato ad una forte importanza del giudizio che Lei ha di se stessa e degli altri. Anche questi fattori sono indice di una forte vergogna. Mi sorgono qui delle domande “Lei non fa minimamente accenno ai suoi genitori, se non quando dice che dopo il tradimento di Sua sorella se li è messi contro. Dov’erano i suoi genitori quando ha bisogno d’aiuto ora e quando aveva bisogno d'aiuto da piccola? Si è sentita abbandonata anche da loro? I suoi genitori o le altre figure di supporto presenti nella sua famiglia d’origine l’hanno mai fatta sentire inadeguata?” Inoltre Lei riferisce problematiche alimentari in età adolescenziale che si porta tutt’ora. Ha mai fatto terapie precedenti? Se non le ha mai fatte, cosa si è rotto in Lei per chiedere aiuto in questo momento? Dunque l’incapacità di fare le cose da sola, la forte dipendenza dagli altri e il forte senso di inadeguatezza sono nuclei molto strutturati nella sua personalità. Mi preoccupano inoltre anche molto le sue condotte alimentari disfunzionali che Lei mette in atto quando non riesce a gestire alcune emozioni. Alla luce di quanto detto, Le consiglio fortemente di chiedere aiuto ad uno psicologo. Cordiali Saluti Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 389/5287600 Mail: info@alessandrodidomenico,com Via G. Patini 22, Villa Rosa di Martinsicuro (TE) Sito Web: www.alessandrodidomenico.com...
Sono spaventato come non mai nella mia vita
Apri domandaGentile Guglielmo, la scelta universitaria è un periodo molto importante della propria vita ed è normale sentirsi scoraggiati e indecisi. A ciò si aggiunge anche un’indipendenza nella quotidianità, la lontananza dai tuoi affetti e un contesto diverso da quello in cui hai vissuto finora. Tuttavia, nel tuo breve trascritto dici di alternare momenti di tristezza e di euforia, ti senti spaventato e spento e sei poco soddisfatto della tua scelta. Nonostante tu abbia provato a parlarne con i tuoi genitori, mi sembra di vedere che ti sentiresti in colpa nei loro confronti se gli dicessi che Medicina non fa per te e temi inoltre che possano perdere la fiducia in te. Tuttavia, mi sembra anche di vedere che siano i tuoi genitori a scegliere per te e che non si siano preoccupati molto dei tuoi interessi e desideri. Mi sorgono dunque alcune domande. I tuoi genitori in qualche modo hanno sempre avuto un peso rilevante nelle tue scelte e poche volte hanno preso in considerazione i tuoi bisogni? Hai paura di deluderli? Inoltre, affermi di essere spaventato ma non vuoi darlo a vedere. Come ti sentiresti col di fronte ai tuoi genitori e anche nei tuoi confronti se tu dovessi lasciare Medicina? Qual è la cosa più brutta che potrebbe accadere se tu lasciassi Medicina? Come mai non insegui i tuoi interessi relativi allo spazio? Cosa te lo impedisce e cosa potrebbe succedere se tu lo facessi? Ti consiglio delle consulenze psicologiche di sostegno per questo momento cupo che stai attraversando in modo da chiarirti le idee per il tuo futuro. Un saluto Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 389/5287600 Mail: info@alessandrodidomenico,com Via G. Patini 22, Villa Rosa di Martinsicuro (TE) Sito Web: www.alessandrodidomenico.com...
Ansiolitici e gravidanza
Apri domandaGentile GENT. Premettendo che non conosco la gravità del suo disturbo di panico (ammesso che le sia stato diagnosticato) e non conosco il professionista a cui si è rivolta (probabilmente un medico di base, uno psichiatra o un neurologo), mi sembra strano che nel 2017 sia ancora diffusa la credenza che per la cura del Disturbo di Panico si faccia riferimento esclusivamente ad un terapia farmacologica (che si usa solitamente, in associazione ad una psicoterapia, quando il disturbo è molto grave e compromette la sua vita a livello sociale, personale e lavorativo) . Lei deve sapere infatti che esistono terapie non farmacologiche come la Terapia Cognitivo Comportamentale che hanno un'efficacia superiore ai farmaci soprattutto per la prevenzione delle ricadute. Tuttavia, non essendo un medico e non avendo competenze a riguardo, non penso ci siano rischi per il feto ma le consiglio di consultare un parere di un medico che le saprà dare una consulenza più esaustiva della mia. Le consiglio inoltre di contattare uno psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale che la aiuterà a superare il problema degli attacchi di panico e così potrà vivere serenamente la sua gravidanza. Cordiali saluti. Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in psicoterapia Cognitivo Comportamentale CELL: 389/5287600 MAIL: [email protected] Via G. Patini 22, Villa Rosa di Martinsicuro (TE) 64014 www.alessandrodidomenico.com...
Non ho voglia di fare niente e ho attacchi di panico
Apri domandaGentile M., nel suo trascritto mi sembra di cogliere che Lei sta passando un periodo della sua vita molto difficile. Lei parla di insoddisfazione e di scarso interesse in generale che sembrano limitare la sua qualità della vita e non le permettono di continuare l’università con la giusta voglia e serenità. Mi sembra inoltre di vedere che questo stato di scarso interesse e di insoddisfazione generale è presente anche al di fuori del contesto universitario poiché passa delle giornate intere senza chiamare nessuno e addirittura, appena può, evita alcune situazioni e ciò sembra dunque compromettere la sua qualità della vita a livello sociale, personale e lavorativo. Mi viene allora da chiederle: “Da quanto tempo presenta questi sintomi? Come mai ha chiesto aiuto solo adesso? Come ha vissuto la separazione con i suoi? C’è stato qualche evento in particolare che l’ha buttata giù che potrebbe aver indotto in lei questa stato di malessere?" Da alcuni sintomi che lei elenca, ipotizzo che lei sia in uno stato depressivo ma queste poche righe non sono assolutamente sufficienti per darle una risposta esaustiva. Per il momento, continui a fare sport attraverso la corsa se le fa stare bene ma deve sapere che ciò non sarà sufficiente per ristabilire il suo equilibrio psicofisico. La esorto dunque a rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale che la aiuterà. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato l’efficacia della terapia cognitivo comportamentale nel trattamento della maggior parte dei disturbi psicologici come la depressione (ipotizzando che lei ce l’abbia) e in altre forme di psicopatologia. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti. Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 3895287600 Mail: [email protected] www.alessandrodidomenico.com Via G. Patini 22 a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo)...
Nalmefene (Selincro) aiuta a smettere di bere?
Apri domandaGentile Giorgio, se vuole iniziare una terapia farmacologica a base di Nalfemene, le consiglio una consulenza di un medico psichiatra (noi psicologi non siamo medici e dunque non siamo abilitati alla prescrizione farmacologica). Per quanto riguarda la terapia psicologica, le consiglio di contattare uno psicologo che la aiuterà a prendere consapevolezza di come il suo problema si sia strutturato ma soprattutto dei suoi fattori di mantenimento che limitano la sua qualità della vita. Cordiali saluti. Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 389/5287600 Mail: info@alessandrodidomenico,com Via G. Patini 22, Villa Rosa di Martinsicuro (TE) Sito Web: www.alessandrodidomenico.com...
Rabbia e crisi di mio figlio
Apri domandaGentile Gaia, immagino che sia molto preoccupata ed allarmata per lo stato di sofferenza di suo figlio. Tuttavia, dalla sua breve descrizione, mi sembra di capire che suo figlio sia molto aggressivo, sia incline a forti crisi di rabbia che non riesce a gestire, abbia una scarsa tolleranza alla frustrazione e presenta ricorrenti idee suicidarie. Queste informazioni mi fanno ipotizzare una probabile depressione ma, per averne la certezza, bisognerebbe effettuare dei colloqui psicologici e somministrare dei test psicodiagnostici poiché ho pochissime informazioni per azzardare una diagnosi. Vista la gravità della situazione, la esorto dunque a contattare immediatamente uno psicologo psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale ed intervenire quanto prima per migliorare la qualità della vita di suo figlio e dell’intera famiglia. La psicoterapia cognitivo comportamentale vanta dei protocolli d’intervento scientificamente provati ed è considerata da diverse organizzazioni nazionali ed internazionali come il trattamento elettivo per la maggior parte dei disturbi mentali tra cui la depressione (premesso che suo figlio ce l’abbia). Inoltre, la terapia cognitivo comportamentale presenta in relazione ad alcune patologie, tra cui la depressione, un’efficacia pari o superiore ai farmaci, soprattutto per la prevenzione delle ricadute. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni. Un saluto Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 3895287600 Mail: [email protected] www.alessandrodidomenico.com Riceve previo appuntamento presso il Centro Clinico di Psicologia e Psicoterapia "Incipit" sito in via G. Patini 22 a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo)...
Ho bisogno di un consiglio
Apri domandaGentile Anna, da ciò che lei scrive mi sembra di capire che da circa un anno presenta emozioni quali ansia e paura che spesso sono sfociate in attacchi di panico. Mi sembra di vedere inoltre che queste emozioni sono così intense che lei mette in atto meccanismi di evitamento come il non uscire più di casa ed evitare posti al buio anche in compagnia sia luoghi affollati. Nonostante io non conosca la frequenza, l’intensità e la durata della sua ansia e dei suoi attacchi di panico né come mai dopo un anno abbia chiesto aiuto solo in questo momento, ipotizzo che lei abbia un disturbo di panico ma, per esserne certi, bisognerebbe effettuare dei colloqui psicologi e somministrare dei test psicodiagnostici. Tuttavia, mi permetto di darle delle nozioni sulla sintomatologia che riporta affinché lei possa dare un senso alla sua sofferenza. Un singolo episodio di attacco di panico non rappresenta una forma di psicopatologia poiché l’essere umano è fisiologicamente predisposto ad una sua eventuale insorgenza. Un disturbo di panico è invece un disturbo d’ansia caratterizzato da almeno due o più attacchi di panico e uno di questi deve essere seguito, per un periodo di almeno un mese, dalla preoccupazione persistente relativa all’insorgenza o alle conseguenze di altri attacchi di panico (es. perdere il controllo, avere un attacco cardiaco o “impazzire”) e da comportamenti disadattivi come l’evitamento dell’esercizio fisico, la riorganizzazione le attività quotidiane al fine di garantirsi dei soccorsi se si dovesse verificare un attacco di panico e la limitazione delle situazioni non familiari come uscire di casa e usare i mezzi pubblici. Ci tengo inoltre sottolineare che l’ansia è un’emozione primaria, caratterizzata da apprensione, preoccupazione e tensione, che ognuno di noi sperimenta quando percepiamo una minaccia e ci prepariamo ad affrontarla. L’ansia puo’ essere considerata patologica quando le persone non riescono a gestirla e a ciò segue una compromissione del funzionamento sociale, personale, lavorativo e scolastico. Gli attacchi di panico si verificano quando alcune sensazioni corporee e mentali innocue e legate ad uno stato d’ansia non patologico vengono percepite a livello soggettivo come molto pericolose e sono quindi interpretate come catastrofiche (es. paura di morire, impazzire e/o perdere il controllo). Ne consegue dunque che il soggetto temerà di trovarsi in una catastrofe imminente e tenderà ad allarmarsi ulteriormente fino ad arrivare al panico, un’emozione caratterizzata da un senso di paura o morte immediata e da una tendenza comportamentale di fuga o lotta che serve a gestire un evento traumatico in atto. Infine, la esorto a rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale della sua zona. Deve sapere infatti che la psicoterapia cognitivo comportamentale si è dimostrata eccellente nell’85% dei casi nel trattamento del Disturbo di Panico (premesso che lei ce l’abbia) ed ha inoltre dimostrato un’efficacia pari o superiore ai farmaci, soprattutto per la prevenzione delle ricadute. Rimango a sua disposizione e, se dovesse averne bisogno, non esiti a contattarmi. Un saluto. Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 389/5287600 Mail: [email protected] www.alessandrodidomenico.com Riceve previo appuntamento presso il Centro Clinico di Psicologia e Psicoterapia "Incipit" sito in via G. Patini 22 a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo)...
Ossessione
Apri domandaGentile Nunzia, dalla sua breve descrizione mi pare di intuire che lei sia molto insoddisfatta del suo aspetto fisico e ciò non le permette di vivere una sana sessualità con suo marito. Lei dice inoltre di sentirsi inferiore, forse perché prova vergogna, emozione che proviamo quando ciò che pensiamo di noi stessi e ciò che pensano gli altri di noi ci fa sentire inadeguati e non all'altezza. Le consiglio di contattare uno psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale della sua zona per approfondire meglio il suo malessere personale e le difficoltà conseguenti ad avere rapporti intimi con suo marito al fine di migliorare la qualità della sua vita. Rimango a sua disposizione e, se dovesse averne bisogno, non esiti a contattarmi. Un saluto. Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 389/5287600 Mail: [email protected] Sito Web: www.alessandrodidomenico.com Riceve previo appuntamento presso il Centro Clinico di Psicologia e Psicoterapia "Incipit" sito in via G. Patini 22 a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo)...
Non so più come comportarmi
Apri domandaGentile Elisabetta, dalla sua breve descrizione mi sembra di capire che lei “si sente molto sola” e capisco che vivere in un contesto straniero lontano dai familiari e culturalmente diverso dal nostro non sia facile. Tuttavia, adesso ha iniziato una frequentazione con una persona che ha fallito un matrimonio a causa del suo alcolismo ma che non è il suo ragazzo. Lei afferma che non riesce ad essere “egoista” e che la sua felicità dipende sempre dalle altre persone. Sarebbe interessante sapere se lei pensa che aiutare gli altri sia l’unico modo per sentirsi amata ed accettata all’interno delle relazioni oppure se li sceglie per colmare il suo senso di solitudine perché pensa che da sola non riesce ad andare avanti. Inoltre, bisognerebbe approfondire se nelle sue relazioni passate ha scelto sempre partner esclusivamente “problematici” e perché lo ha fatto, cosa provava e come si sentiva. Riassumendo, sarebbe interessante approfondire i suoi comportamenti da “crocerossina” (spero non si senta giudicata da questo termine poiché ho scelto di usarlo al fine di intenderci e di evitare fraintendimenti) ed esplorare le aspettative che lei nutre nelle relazioni sperimentali. Tuttavia, queste sono solo delle ipotesi visto che in poche righe è impossibile darle una spiegazione esaustiva del suo malessere. La esorto a rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale (possibilmente italiano a Londra per non creare disguidi a livello verbale) al fine di fare chiarezza sulla sua situazione. Deve sapere infatti che diversi studi scientifici controllati hanno dimostrato l’efficacia della terapia cognitivo comportamentale nel trattamento della maggior parte delle problematiche psicologiche. Inoltre, altre ricerche condotte sia a livello nazionale come l’IIS (Istituto Superiore della Sanità) sia internazionale come l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno dimostrato che la psicoterapia cognitivo comportamentale ha un’efficacia maggiore o pari agli psicofarmaci nella cura di molti disagi e aggiungo che, se paragonata agli psicofarmaci, la terapia cognitivo comportamentale è più utile nella prevenzione delle ricadute. Non esiti quindi e si faccia aiutare per riprendere in mano la sua vita e prendere coscienza delle sue modalità relazionali con i partner. Un saluto. Dr. Di Domenico Alessandro Psicologo Psicoterapeuta Specializzando in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Cell: 389/5287600 Mail: [email protected] Sito Web: www.alessandrodidomenico.com...
Non vivo bene
Apri domandaGentile Alice, dalla sintomatologia che lei riporta è difficile azzardare una diagnosi con certezza. Tuttavia, mi sembra di capire che in lei stia esordendo un disturbo ossessivo compulsivo. Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una forma di psicopatologia caratterizzata sia dalla presenza di ossessioni che insorgono improvvisamente nella mente di una persona sia dalle compulsioni, azioni ripetitive finalizzate a neutralizzare le ossessioni allo scopo di prevenire un disagio o una situazione temuta. Le ossessioni più comuni sono idee, pensieri e immagini ricorrenti, intrusive, fastidiose e prive di senso (lei parla infatti di ossessioni come l’essere uccisa nel sonno, di avere una malattia incurabile, di uccidere, di fare del male in generale a qualcuno, che possano rapirla) mentre le compulsioni consistono sia in azioni mentali come contare, pregare, fare formule di annullamento e attività di ruminazione sia in azioni comportamentali come pulire, mettere in ordine e controllare ripetutamente (“ mi assicuro che la porta sia chiusa bene, copro la webcam, controllo le stanze, gli armadi, nascondo oggetti pericolosi e a volte addirittura sto sveglia per controllare che tutto vada bene. Immagini terribili si fondono nella mia mente e cerco di sostituirle con altre almeno più belle”). Alla luce di quanto ipotizzato, le consiglio di rivolgersi quanto prima ad uno psicologo psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale. Deve sapere infatti che le linee guida internazionali e alcuni studi scientifici hanno dimostrato che, tra tutte le forme di trattamento psicoterapeutico, la terapia cognitivo comportamentale risulta essere la più efficace nel trattamento del DOC in integrazione con la terapia farmacologica nei casi più compromessi. Rimango a disposizione per eventuali dubbi e chiarimenti. Un saluto. Dr. Di Domenico Alessandro Centro Clinico di Psicologia e Psicoterapia “Incipit” sito in Via Giuseppe Patini n°22 a Villa Rosa di Martinsicuro (TERAMO) CELL: 389/5287600 MAIL: [email protected] Sito Web: WWW.ALESSANDRODIDOMENICO.COM...