Un'inetta totale
E' la prima volta che scrivo, spinta da una grande frustrazione generale. Ho 26 anni, e più volte ho cercato di farmi delle auto analisi per capire da dove deriva il mio "non riuscire a prendere concretamente delle decisioni" se non quando non ho alternative. Cercherà di essere breve...
Sin da piccola ho avuto problemi a socializzare: avevo 5/6 anni e ricordo che ero legatissima a mia sorella (che essendo maggiore di me di 3 anni, non sopportava l'idea di aver tra i piedi). Andavo ovunque andava lei... era lei che sceglieva le amicizie, e io le accettavo e se non mi ritrovavo con quella cerchia di persone conosciute, piangevo disperatamente. Iniziai a frequentare compagnie diverse in adolescenza: uscendo con una ragazza 2 anni più grande di me, che era esattamente il mio opposto.. scherzava e rideva con tutti, mentre io nelle uscite non parlavo mai con altri. Successivamente si fidanzò, litigammo per una sciocchezza e non ci parlammo per anni. Quello per me fù un evento traumatico.... fù come se avessi perso il "bastone" che sorreggeva la mia vita. Da quel momento, con qualsiasi amicizia iniziai a legare, volevo l'esclusiva e ho iniziato una sorta di gelosia. In quel periodo, ebbi anche a che fare con problemi alimentari che mi porto dietro tutt'ora: mi sfogo mangiando ogni volta che sono giù di morale.
Un altro problema che mi affligge e che si ripercuote molto oggi, è stata la scelta degli studi. Sono sempre stata brava a scuola, i miei e la mia famiglia, ma soprattutto io, avevo grandi aspettative. Alle medie sono uscita con ottimo, le insegnanti continuavano a dirigermi verso il liceo classico, ma io, non sapendo davvero cosa scegliere, ho optato per il professionale commerciale, scuola frequentata da mia sorella, e che io di per sè odiavo ancor prima di andarci! son certa che se mia sorella avesse scelto il liceo classico, avrei fatto il suo stesso percorso. Ancora oggi non mi spiego se è stato dovuto al non essere abbastanza matura e determinata, con le idee ben chiare, o se sia stato solo un voler seguire ancora una volta "per comodità" le scelte di mia sorella.
Fatto sta che da "mente eccelsa" quale ero, diventai svogliata nello studio e ne uscii con un misero 75. (consapevole che con il mio solito impegno avrei aspirato al 100 tranquillamente). Quest'altro evento mi segnò molto e mi fece capire di essere io la prima traditrice di me stessa. Non mi sono mai perdonata la scelta di non frequentare il classico, (se tornassi indietro lo sceglierei ad occhi chiusi). Ma la ciliegina sulla torta arrivò nel 2010 quando, impegnata da mesi con un ragazzo, venni a scoprire che mi tradiva niente me no che .... con mia sorella! la mia reazione inizialmente fù eclatante, ma non so come, il giorno dopo la scoperta mi calmai, e pensai che dal momento in cui non potevo più cambiare quello che era successo fra loro, li perdonai! anche perchè non riuscivo a vivere nè senza l'afeftto di mia sorella e nè senza quello del mio ormai ex. ( che è una storia che ancora oggi ricordo solo nel bene e paradossalmente non nel male). Da li, avvennero una serie di vicende spiacevoli... mia madre lo venne a sapere e mi proibì di vederlo. Io mi misi contro tutta la famiglia, ma alla fine mi lasciò nel 2011 e fino al 2014 fui trementamente ancora innamorata di lui. Passai anni a non voler uscire di casa, e a non voler frequentare nessuno.... avevo paura. Nell?ottobre 2014 conobbi il mio attuale ragazzo, persona meravigliosa che mi ha ridato il sorriso, ma ad oggi io non mi reputo soddisfatta in nulla nella mia vita. Non sono andata all'università...e vedo ragazze più piccole e che reputavo meno "in gamba" di me, che si realizzano, viaggiano, studiano all'estero. Io non riesco! non riesco andare neanche con la macchina in città per paura del traffico. Ho sempre timore del giudizio della gente e mi sento che non arriverò mai a nulla. Possibile che una come me, che era capacissima nello studio, oggi si ritrova a pensare di essere una rimbambita? possibile che so esattamente cosa fare per sentirmi meglio, ma tutto ciò che riesco in pratica a fare, è accettare le scelte che mi impongono gli altri e a sognare la mia vita da donna realizzata e in carriera? Perdonatemi lo sfogo troppo lungo.... ma pensavo che entrare un po nei dettagli forse serve per una risposta più esaustiva.
Sto troppo male con me stessa!