Sensibilità emotiva: punto di debolezza o di forza?

Pubblicato il 24 dicembre, 2020  / Psicologia e dintorni
sensibilità emotiva


Cos'è la sensibilità emotiva?

In psicologia, la sensibilità è la facoltà degli esseri viventi di conoscere tramite i sensi e di provare piacere o dolore in base alle sensazioni. Per ipersensibilità si intende quel riflesso doloroso della capacità emotiva agli stimoli ambientali percepiti, in risposta a un trauma o a un particolare contesto. L’insensibilità è invece un intorpidimento emotivo, che causa un ottundimento delle emozioni, nonché una perdita della capacità di sentire ciò che sorge in profondità all’interno di sé stessi e negli altri.

La sensibilità emotiva, come definito dalla psichiatra M. Linehan, è il risultato dell’interazione di fattori biologici e temperamentali con fattori ambientali relativi allo sviluppo. La predisposizione biologica delle persone altamente sensibili conferisce una vulnerabilità maggiore alle sollecitazioni ambientali e questo è stato provato scientificamente in studi condotti sul sistema di attivazione reticolare cerebrale di questi soggetti. D’altro canto, un ambiente incompetente, come un contesto familiare poco affettuoso, influenza lo sviluppo della capacità di regolazione emotiva nel bambino. La coesistenza di vulnerabilità biologica e ambiente inadeguato può portare a un’estrema sensibilità, che può sfociare in un certo grado di fragilità emotiva e stati dolorosi frequenti.

In questo contesto è utile introdurre il concetto di intelligenza emotiva, cioè la capacità di riconoscere e provare le emozioni, proprie e altrui, e l’abilità di tradurre tale consapevolezza in azioni e comportamenti. Nonostante gli ipersensibili tendono a reagire impulsivamente e gestiscono con difficoltà le emozioni, essere ipersensibili non vuol dire necessariamente essere emotivamente fragili e neanche essere meno intelligenti emotivamente.


Caratteristiche delle persone sensibili

Le persone altamente sensibili, secondo la definizione di E. Aron, sono persone dotate di alti livelli di sensibilità ed elaborazione sensoriale, iper-reattive agli stimoli minori e ai dettagli sottili, che attivano aree cerebrali di neuro-sensibilità e hanno difficoltà a gestire lo stress psicofisiologico.

Presentano una personalità caratteristica. Innanzitutto, dispongono di una forte capacità empatica che consente loro di comprendere più profondamente gli stati degli altri. Allo stesso tempo, possono avere un’impulsività emotiva poco conveniente in alcuni contesti sociali. Sono degli ottimi amici, presenti, sinceri e con un nobile ideale di amicizia, cosa che li espone anche al rischio di sentirsi facilmente traditi e incompresi. Preferiscono rapporti intensi e profondi con persone selezionate, piuttosto che rapporti superficiali con molte persone.

Nelle relazioni amorose danno particolarmente importanza all’intimità e alla delicatezza. Spesso sono attratti da persone poco compatibili con loro o da persone problematiche, o addirittura da narcisisti. Non gradiscono ambienti sovraffollati e si infastidiscono in contesti, di svago e di lavoro, rumorosi e caotici.


Sensibilità: vantaggi e svantaggi

La sensibilità emotiva costituisce al contempo un punto di forza e un punto di debolezza. Facendo un’analisi delle caratteristiche delle persone sensibili, emergono numerosi vantaggi, come l’empatia, che permette di comprendere e aiutare da vicino le altre persone, la consapevolezza sociale, legata a una percezione più profonda della realtà, e l’ascolto attivo, che decodifica i dettagli della comunicazione e del linguaggio. Tutte queste informazioni possono essere utilizzate a scopo auto-protettivo dalle persone sensibili.

D’altra parte, ansia, depressione e stress sono disturbi comuni in questi soggetti. Le persone sensibili sono spesso insicure e suscettibili e faticano a gestire le proprie emozioni e ad affrontare i cambiamenti. Inoltre, la tendenza a focalizzare l’attenzione sui dettagli può ostacolare una visione complessiva della totalità.


Come gestire la propria emotività?

Avere una spiccata sensibilità può essere considerato un dono. Tuttavia, è consigliabile in questi casi mettere in atto delle strategie per esaltarne le qualità e le potenzialità, in modo da apportare un valore alla società e gestire il proprio mondo interiore con fiducia in sé stessi.

Ecco alcuni consigli.

In primis, è opportuno conoscere sé stessi, con un processo di auto-osservazione, che può essere facilitato da un diario. Bisogna accettare di essere destinati a provare emozioni intensamente e a volte violentemente e di decifrare dettagliatamente migliaia di informazioni.

In amicizia, in amore e al lavoro, bisogna essere selettivi, sapere dire di no senza sensi di colpa e avere il coraggio di tagliare fuori le persone e le situazioni che hanno un’influenza negativa e contenere i propri pensieri.

Nelle relazioni bisogna trovare l’equilibrio tra dare e ricevere, senza annullarsi, senza pretendere dall’altro, e proteggendosi dai conflitti, selezionando con cura gli argomenti che meritano essere discussi.

Nei contesti lavorativi è bene non confrontarsi di continuo con i colleghi, né farsi inibire da chi ha più potere. In ambienti del genere si consiglia di non usare le proprie energie cercando di farsi comprendere dagli altri, di non avere pregiudizi sui possibili ruoli da ricoprire e di non prendere sul personale le cose che accadono per via di dinamiche lavorative.

La sensibilità non va usata come un alibi per sentirsi vittime e rinunciare ad affrontare determinate situazioni. Nel tempo libero i passatempi creativi sono un toccasana, così come gli sport non competitivi e le attività all’area aperta.

Un percorso con uno psicologo può essere un ausilio preziosissimo per conoscere meglio le proprie potenzialità e imparare a gestire al meglio le emozioni.

 

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