Depressione: Sintomi, cose da Sapere, da Fare e da Sfatare

Come si cura la depressione?

Pubblicato il 24 febbraio, 2014  / Ansia e Depressione
Depressione: Sintomi, cose da Sapere, da Fare e da Sfatare
La depressione è circa due volte più frequente tra le donne che tra gli uomini

I disturbi dell’umore comportano alterazioni gravemente invalidanti della sfera emozionale. Nella depressione abbiamo a che fare con sentimenti estremi di tristezza e distacco emotivo, a differenza della “mania” presente nel disturbo bipolare, una forma più complessa di disturbo dell’umore caratterizzata anche da fasi maniacali come forte esaltazione o irritabilità, agitazione, loquacità insolita, diminuito bisogno di sonno, distraibilità, incuranza delle potenziali conseguenze disastrose di alcuni comportamenti come rapporti sessuali a rischio o guida imprudente.
Qui parleremo solo della depressione più comune, la depressione maggiore.

I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

I sintomi principali della depressione sono uno stato emotivo caratterizzato da profonda tristezza e/o dall’incapacità di vivere il piacere. La tristezza fa parte della vita e la maggiorparte delle persone afferma in qualche momento dell’esistenza di sentirsi “depressa”, ma la vera depressione è un’esperienza differente, è una vera e propria paralisi stagnante e disperata dell’anima.

I pensieri delle persone depresse tendono a focalizzarsi sui propri difetti e presunte mancanze. Prestare attenzione può diventare un compito così estenuante da rendere difficile ricordare ciò che si è letto o ascoltato. Inoltre si vedono le cose in una luce molto negativa, perdendo ogni speranza.

Sintomi depressioneLa depressione comporta molto spesso anche sintomi fisici, come stanchezza, scarsa energia e dolori vari. Questi sintomi di depressione possono essere così gravi da indurci a credere di essere affetti da una grave malattia fisica.
Inoltre alcune persone depresse possono avere notevoli difficoltà a prendere sonno e svegliarsi spesso durante la notte, mentre altre si ritrovano a dormire per tutto il giorno o a sentirsi come in una perenne campana di vetro.

Chi soffre di depressione può trovare i cibi privi di sapore e non sentire più appetito o al contrario, provare un notevole aumento dell’appetito. Alcuni soggetti depressi possono sentire le gambe pesanti. In certi casi si ha un rallentamento dei pensieri e dei movimenti, mentre in altri non si riesce a stare fermi e si è costantemente agitati.

Oltre ai sintomi fisici e cognitivi appena descritti le persone possono manifestare perdita di iniziativa e di desiderio sessuale.
Il ritiro sociale è un sintomo molto comune nelle persone depresse, che spesso preferiscono restare da sole in disparte e rimanere in silenzio.
Molte persone che soffrono di umore depresso trascurano il proprio aspetto fisico.

Quando sentono di essere arrivati a “raschiare il fondo”, a sentirsi invisibili agli occhi di tutti, sentendosi privi di speranza, spesso arrivano anche a concepire pensieri suicidi.

La società occidentale attualmente stabilisce che per poter diagnosticare il disturbo i sintomi della depressione debbano essere presenti quasi ogni giorno, per gran parte della giornata e per almeno 2 settimane.

DEPRESSIONE: PERCHE' LE DONNE SOFFRONO DI PIU'?

La depressione è circa due volte più frequente tra le donne che tra gli uomini. Sicuramente le differenze di genere rispetto al disturbo depressivo sono legate a diversi fattori che continuano ad essere oggetto di ricerca.

Alcuni elementi che spiegano la differenza sono questi (Nolen-Hoeksema, 2001):

  • le bambine sono più esposte all’abuso sessuale durante l’infanzia
  • durante l’età adulta le donne hanno più probabilità degli uomini di essere sottoposte a fattori di stress e di farsi carico dell’accudimento dei figli e dei familiari malati
  • l’accettazione dei ruoli sociali prestabiliti può intensificare nelle ragazze atteggiamenti di autocritica verso se stesse
  • i ruoli sociali possono interferire nel dedicarsi ad attività potenzialmente gratificanti ma considerate “non femminili”
  • Le donne hanno uno stile di risoluzione dei conflitti focalizzato sulle emozioni e questo può favorire il prolungarsi dell’umore triste dopo eventi particolarmente stressanti

I FATTORI SOCIALI CHE FAVORISCONO LA DEPRESSIONE

Gli eventi stressanti dell’esistenza hanno un ruolo importante nel facilitare l’insorgenza della depressione maggiore (Kendler et al., 1999). Allo stesso tempo la depressione aumenta la presenza di eventi stressanti nella propria vita.

DepressioneLa mancanza di supporto sociale è un altro elemento che favorisce episodi di depressione.
Le persone depresse tendono ad avere reti sociali piuttosto limitate e a valutarle di scarso supporto (Keltner e Kring, 1998). La mancanza di un adeguato sostegno sociale può indebolire la persona, riducendone la capacità di far fronte agli eventi stressanti della vita e rendendola vulnerabile alla depressione.

Ad esempio alcune ricerche hanno dimostrato che le donne che affrontavano eventi esistenziali gravemente stressanti senza il sostegno di un’amica avevano un rischio del 40% di sviluppare episodi depressivi, mentre per le donne che potevano contare su una confidente tale rischio era solo del 4%.

Molte prove indicano che le relazioni familiari problematiche, come ad esempio una situazione conflittuale tra coniugi, hanno una spiccata probabilità di scatenare il disturbo depressivo.

I problemi interpersonali possono scatenare l’insorgenza di depressione e viceversa i sintomi depressivi possono causare problemi nella relazione.

Ma è fondamentale ricordarsi una cosa. Non è la realtà in sé a determinare ciò che proviamo o sentiamo, ma come interpretiamo la realtà, ciò che facciamo con ciò che ci accade.

Conoscete Alex Zanardi e la storia del suo terribile incidente per il quale è stato costretto a vedere amputato mezzo corpo? Che tipo di reazione ci si sarebbe aspettati da lui dopo un trauma così devastante? Beh, si racconta che una delle prime frasi che Alex ha pronunciato quando si è risvegliato in ospedale è stata: “ok, cosa posso fare con la metà che mi rimane?”

Oggi Alex è un simbolo, una fonte di ispirazione e una guida per migliaia di persone.

Siamo noi a fare la differenza, qualunque cosa ci sia accaduta.

LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE

La teoria di Beck della depressione spiega che le persone sviluppano il disturbo depressivo per via del loro modo di pensare e vedere le cose in negativo. Di fatto queste persone hanno una visione negativa di sé, del mondo e del futuro.

E se siamo convinti che il mondo e l’esistenza facciano “schifo” diventa davvero complesso vivere.
Si arriva a credere di non potercela fare a far fronte a tutto quello che la vita ci presenta.

Molte persone hanno acquisito questo schema di pensiero negativo in conseguenza di eventi stressanti come la perdita di un genitore, il rifiuto sociale dei coetanei, la perdita del lavoro, un trauma, la perdita di un’amore, l’atteggiamento depresso di un genitore.
E questi pensieri negativi, più che essere qualcosa di cosciente, sono convinzioni radicate nel profondo che influenzano il significato attribuito dalla persona alle proprie esperienze.

Le persone che soffrono di depressione tendono a prestare eccessiva attenzione al feedback negativi delle loro azioni e a ricordare questo genere di informazioni negative molto più di quanto non facciano persone non depresse.
Al contrario non notano i feedback positivi provocati dalle loro azioni. È come se indossasero delle lenti grigie per osservare il mondo e se stessi.

Hanno appreso un senso di impotenza che compromette la loro prestazione anche dove potrebbero controllare la situazione.

COME CURARE LA DEPRESSIONE: FARMACI SI' O FARMACI NO?

Curare la depressioneCome si cura la depressione? Molto spesso si ascoltano i pareri estremi di coloro che sono a favore della cura farmacologica della depressione e promuovono i farmaci come unica soluzione e coloro che sono assolutamente contro i farmaci.

La premessa da fare è che vivere un momento di sofferenza della nostra vita e assumere farmaci antidepressivi non è disdicevole, non è da “sfigati”, non è da deboli. E una persona ha tutto il diritto di alleviare un dolore acuto ed intenso che non si riesce a sopportare.

In ogni caso gli psicofarmaci andrebbero assunti per brevi periodi o solo in situazioni gravi, e possiamo considerarli un miglioramento per la gestione delle malattie psichiatriche se pensiamo che le cure più “efficaci” che la nostra civiltà aveva trovato in precedenza erano stati la lobotomia e l’elettroschock!

Il buon senso nell’utilizzo della cura farmacologica della depressione però non è ciò che accade nella realtà.

L’attuale società occidentale promuove abbondantemente l’utilizzo degli psicofarmaci per risolvere problemi psichici ed esistenziali, ma dietro questo fenomeno ci sono soprattutto gli interessi miliardari delle industrie farmaceutiche.
Gli psicofarmaci vengono venduti anche a milioni di persone che non ne avrebbero bisogno.

È bene imparare a distinguere tra 4 tipi di depressione:

  1. Una depressione come malattia fisica in cui un alterazione genetica provoca la produzione e l’introduzione in circolo di intermediari neurochimici che interferiscono con le normali funzioni cerebrali
  2. Una depressione causata da una condizione cerebrale indotta (quindi biologica ma non genetica) come ad esempio l’abuso di certe sostanze, l’effetto collaterale di anfetamine e alcol
  3. Una depressione causata da un trauma irrisolto o da un particolare problema. Per cui si tratta di una situazione psicologica, non medica.
  4. Una depressione causata da un evento improvviso avvenuto nella normale vita quotidiana, come ad esempio un licenziamento, una crisi professionale, una sventura finanziaria, una separazione, un fallimento o un conflitto morale.

Bene, nei primi due casi la persona depressa ha bisogno di cure mediche e gli psicofarmaci possono essere in grado di attenuare i sintomi e di stabilizzare l’umore depresso.
Ma è importante ricordare che gli psicofarmaci non sono la soluzione e non possono curare il problema che sta alla base, pertanto è sempre indicato l’affiancamento di un sostegno di tipo psicologico.

Nel terzo e nel quarto caso invece l’utilizzo degli psicofarmaci non è necessario, funzionerebbero solo come un “tappo” per i sintomi della depressione e inevitabilmente avremo a che fare con gli effetti “collaterali”, che andrebbero invece chiamati effetti paralleli.

Non troverai mai le tue risposte in un flaconcino di pillole. Convincersi che basta un antidepressivo per cambiare la vita ci fa correre il rischio di non dedicarci al lavoro psicologico necessario per affrontare e superare le sfide che si presenteranno davanti a noi.
Gli psicofarmaci non cambiano il mondo esterno e senza un reale cambiamento avrai sempre a che fare con un superiore arrogante, un partner trascurante, un lavoro insoddisfacente o con una banca che ti fa le pulci.

È quindi controproducente assumere farmaci per la cura della depressione laddove non servono perché nel lungo periodo provocano dipendenza, un’appiattimento emotivo (le emozioni sono il cuore della vita, oltre all’ansia, alla rabbia, alla frustrazione vengono sedate la gioia, l’entusiasmo, la felicità) e si corre il rischio di accettare passivamente il proprio problema soffocando quel sano stimolo al cambiamento.

Soffrire non vuoldire essere malati e i sintomi hanno un profondo significato, ci stanno comunicando che c’è qualcosa da cambiare nella nostra vita.

UMORE DEPRESSO: L'IMPORTANZA DI INFORMARSI

Sul funzionamento del nostro cervello sappiamo più cose da questi ultimi 10 anni di ricerche piuttosto che dagli ultimi 3000 anni di civiltà. Ma il cervello è ancora un universo da esplorare, siamo solo all’inizio.

A seguito dei tentati suicidi e dei suicidi avvenuti negli USA vi sono attualmente 170 cause civili e penali intentate contro l’industria produttrice del Prozac, che è stato uno degli antidepressivi più famosi del nuovo millennio ed è stato somministrato anche ai bambini.

Uno psicofarmaco pubblicizzato in TV per curare la depressione che però indurrebbe al suicidio e in alcuni casi all’omicidio.

Nel Luglio 2013 il New York Times ha denunciato, attraverso il rapporto dei Centers For Disease Control and Prevention (Cdc), gli organismi di controllo della Sanità Pubblica degli Stati Uniti, il fenomeno dell’abuso di psicofarmaci.

Secondo le fonti citate dal New York Times un americano su dieci utilizza antidepressivi, fra le donne tra i 40 e i 50 anni vengono utilizzati nel 25% dei casi e nella fascia di età superiore ai 65 anni su sette persone considerate “depresse” ben sei non lo sono affatto.

Nell’Aprile 2013 il Journal of Psychotherapy and Psychosomatics aveva inoltre pubblicato un’indagine che dimostrava che su 5 mila pazienti giudicati depressi due su tre non lo erano affatto. Solo il 38,4 per cento delle valutazioni mediche era esatto (e attualmente ai pazienti non viene effettuato nessun tipo di esame organico per determinare la diagnosi di depressione).
Dal 2000 al 2008 l’utilizzo di psicofarmaci in Italia è aumentato del 310% e queste cifre continuano ad aumentare. Tristezza trattata da malattia e bombardata coi farmaci.

E QUINDI COSA FARE, SI PUO' DAVVERO USCIRE DALLA DEPRESSIONE?

Se nel momento in cui leggi stai attraversando un periodo particolarmente difficile ricorda che dalla depressione si può uscire.

Sì assolutamente! sono milioni le testimonianze di persone che sono tornate a vivere.

È un percorso facile? No non è facile. Ma è possibile farcela con l’aiuto di un professionista che potrà fornirti le giuste strategie.

Uscire dalla depressione non è il “sorriso finto” visto negli spot televisivi degli antidepressivi (che ora sono stati tolti dal web).

Significa dover mettere simbolicamente le mani nella propria “cacca”, significa doversi prendere a calci (sempre simbolicamente) per trovare la forza di prendere il primo appuntamento e andare alle sedute, per trovare la motivazione per uscire di casa e stare in mezzo agli altri, per trovare l’energia di fare le cose anche quando il cervello vorrebbe farci fare tutt’altro, per trovare quella spinta interiore e non abbattersi mai, mai, mai… e per fare questo sì, dovrai anche prenderti metaforicamente a calci! e se in questo momento stai pensando “ma io le ho provate tutte, non ce la faccio più”, ricordati che sono solo bugie, provarle tutte significa provarci la volta successiva e ci sarà sempre una volta successiva.

Non sentirti in colpa per come ti senti. In questo momento probabilmente stai soffrendo così tanto anche perché hai una qualità ormai sempre più rara: la Sensibilità.

Se vuoi uscire dalla depressione:

  1. trova il professionista giusto per te, preparato, con cui ti trovi bene e con il quale vuoi affrontare questo viaggio. Fai tutte le domande che ritieni utili e ascolta tutte le risposte in modo da prendere la scelta nel modo più consapevole possibile.
  2. Credi in te, collabora, sii attivo e partecipativo, mettiti in gioco, se cadi sette volte rialzati otto.
  3. Non rinchiuderti in te stesso, stai in mezzo agli altri, parla delle tue difficoltà, condividi le tue emozioni con le persone che ti sono vicine.
  4. Focalizza la tua attenzione sulla soluzione, non sul problema e desidera ardentemente il futuro che vuoi per la tua vita.
  5. Non affrontare tutto da solo. Chiedi subito aiuto ad un Professionista.

Durante il percorso per uscire dalla depressione non lavorerai solo per capire cosa ti è successo in passato ma affronterai il presente, migliorando il rapporto con te stesso e con gli altri, gestendo nel modo più efficace i conflitti e le sfide della vita.

Esplorerai le tue emozioni e i tuoi sentimenti riguardo le decisioni importanti e al fare cambiamenti per risolvere i problemi.
Migliorerai la tua comunicazione con gli altri in modo da soddisfare meglio anche i tuoi bisogni ed esigenze, per avere interazioni soddisfacenti, per dare e ottenere maggiore sostegno.

Conoscerai il potere della tua mente e saprai usarlo nel modo più efficace, imparerai a mettere in discussione alcune tue convinzioni depotenzianti e utilizzerai strategie per elaborare giudizi più realistici e costruttivi. Ti metterai in gioco nel fare esperienze che accresceranno la possibilità di vivere la vita che desideri e godere del momento presente.

E una volta che avrai superato la depressione tutta questa esperienza sarà un bagaglio importantissimo per la tua vita.

Se quando alzerai lo sguardo ritroverai l’amore nel cuore e la luce negli occhi ne uscirai come una persona molto più forte di prima e potrai essere d’aiuto per tutte quelle persone che ancora stanno soffrendo di depressione e sono in dubbio sull’affrontare o meno questo viaggio.

È giunto il momento di riprendere in mano la propria vita.
Un abbraccio.

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