Dimagrire con lo psicologo, si può?

La psicologia del comportamento alimentare e della gestione del peso

Pubblicato il 7 luglio, 2016  / Psicologia e dintorni
Dimagrire con lo psicologo, si può?

Quante volte hai provato tutte quelle diete che compaiono nelle riviste o su internet e non hai ottenuto risultati?

Quante volte hai deciso di lasciar perdere tutte quelle diete fai-da-te e hai deciso di rivolgerti ad un professionista della nutrizione (nutrizionista, dietologo o dietista) senza ottenere risultati?

Quante volte hai acquistato vagonate di farmaci o integratori di ogni genere, spendendo moltissimi soldi, senza ottenere risultati?

ATTENZIONE, nessuno qui vuol mettere in dubbio l’efficacia né delle diete, né dei farmaci, né degli integratori e né dei professionisti della nutrizione.

Sicuramente per molte persone seguire queste strade è stato un successo, ma ve ne sono moltissime altre che, nonostante tutti questi tentativi, non sono riuscite ad ottenere i loro obiettivi.

Qual è il motivo?

Beh, il motivo spesso ignorato sia dalle persone che dai professionisti riguarda il fatto che mangiare è un comportamento. Ed in particolare è un comportamento volontario. E qual è il professionista che generalmente si occupa del comportamento umano?

Eh sì, è proprio lui, lo psicologo.

Ed in particolare, ad occuparsene, è quello psicologo che ha come area di specializzazione lo studio e l’intervento sul comportamento alimentare e sulla gestione del peso.

Se i professionisti della nutrizione, quali i dietologi, i dietisti ed i nutrizionisti si concentrano sulla composizione organica degli alimenti e sugli effetti che questi hanno sull’organismo delle persone, lo psicologo è invece l’esperto dell’atto del mangiare gli alimenti e di tutto il contesto che ruota attorno a questo comportamento.

Dunque, se molte volte il tentativo di perdere peso o di mangiare in modo equilibrato fallisce dopo essere stati da vari professionisti della nutrizione o dopo aver assunto integratori e farmaci, la colpa non è né loro né tua. Semplicemente, quelle non erano le risposte giuste ai tuoi bisogni!

In questo caso, la risposta giusta è comprendere meglio il tuo comportamento alimentare: come mangi (e non soltanto cosa) e quali emozioni, sensazioni e pensieri sono associati al cibo.

Il rapporto tra gli esseri umani e il cibo non è meccanico, come molti professionisti della nutrizione sostengono, poiché è carico di enormi implicazioni psicologiche, emotive, cognitive e corporee.

In alcuni casi, quando la propria alimentazione si basa su cibo spazzatura, appare abbastanza chiaro che dimagrire non sarà un obiettivo facile da raggiungere.

Ma in molti altri casi, quando la propria dieta (intesa come abitudini alimentari) è di buona qualità, ma nonostante questo non si riesce a dimagrire, i motivi possono essere legati ad aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali, come:

  • Mancanza di motivazione: alcune persone riescono ed essere motivate e ad auto-motivarsi, ma molte altre non ci riescono. Il processo di motivazione richiede metodo e capacità, non basta semplicemente ripetere a sé stessi “voglio dimagrire” per riuscirci davvero. Potenziare la motivazione è uno degli ambiti d’intervento dove la competenza professionale dello psicologo può essere molto utile;
     
  • Scarsa capacità di leggere e gestire le proprie emozioni, come ad esempio la frustrazione legata alla fame. Vi è differenza, infatti, tra fame biologica e fame emotiva. Nutrizionisti, dietisti e dietologi sanno come aiutare la persona a gestire quella biologica. Ma la fame emotiva, ovvero quella che ci spinge a mangiare in seguito ad emozioni negative quali, rabbia, ansia, senso di vuoto, solitudine, noia o depressione, attivano una forma di appetito che non può essere gestito con una dieta. Soltanto con un lavoro di tipo psicologico si può imparare a gestire la fame emotiva;
     
  • Scarsa capacità di valutare e distinguere correttamente il senso di fame e quello di sazietà: con un lavoro di tipo psicologico si può agire sui giudizi cognitivi dati a queste percezioni e sensazioni corporee;
     
  • Cattivo stile di vita, come la sedentarietà. Probabilmente, saprai già dell’importanza del movimento e dell’attività fisica, ma per diversi motivi non riesci a metterla in pratica in modo adeguato. Uno psicologo può esserti di supporto anche in questo: non tanto negli esercizi, per questo è più adeguato rivolgersi ad un personal trainer, ma nella motivazione al movimento e nel riuscire ad inserire l’attività fisica all’interno della tua quotidianità.
     
  • Bassa autostima, che spesso è eccessivamente legata al voler raggiungere a tutti i costi un ideale di magrezza per nulla realistico. Qui si può lavorare per “slegare” l’autostima dall’immagine ideale di un corpo perfetto e fare in modo che la persona possa guadagnare fiducia ed essere orgogliosa di sé in molti altri aspetti della sua vita.
     
  • Errate credenze e pensieri scorretti, inculcati dalla DIET INDUSTRY che propone continuamente diete e prodotti farmaceutici dimagranti miracolosi, in realtà scientificamente inefficaci. Con un lavoro psicologico è possibile “dotare” una persona dell’abilità di difendersi dalla mole di pubblicità, e di valutare in modo critico e intelligente i vari alimenti e prodotti.

Se rientri nella categoria dei “delusi” dalle mille diete proposte dalle riviste, dalle centinaia di prodotti ed integratori dimagranti o dall’eccessiva rigidità di una dieta prescritta da un professionista della nutrizione al quale risponderesti “ma fattela tu questa dieta!”, uno psicologo che si occupa del comportamento alimentare può esserti davvero d’aiuto.