Cosa sono le “rage rooms”?
Negli ultimi anni, le rage rooms, conosciute anche come “stanze della rabbia”, hanno guadagnato sempre più popolarità. Si tratta di spazi in cui le persone possono sfogare la propria rabbia o stress distruggendo fisicamente degli oggetti. Originarie dal Giappone, si sono diffuse anche negli Stati Uniti e in molti paesi del mondo, Italia compresa.
Le stanze sono attrezzate con oggetti destinati ad essere distrutti, tipicamente voluminosi o fragili, come vecchi elettrodomestici, piatti, bicchieri, bottiglie di vetro, mobili, televisori e dispositivi elettronici. è consentito portare degli oggetti personali da distruggere, come un servizio di piatti.
Gli strumenti per la distruzione forniti possono essere mazze da baseball, martelli, tubi metallici, ferri da golf, badili, piedi di porco o altri. Ai clienti viene consegnato un vestiario antinfortunistico protettivo che include caschi, armature e guanti, in modo che possano rompere tutto ciò che desiderano nella massima sicurezza.
Il processo è generalmente accompagnato da una musica ad alto volume, spesso di genere hard rock oppure scelta dai clienti stessi. È anche possibile gridare, dire parolacce o inveire contro qualcuno, in quanto le stanze sono protette da pannelli insonorizzati.
Chiaramente, non è consentito distruggere nulla che non sia destinato a quel proposito, come i microfoni e le telecamere presenti nella stanza per la supervisione e il controllo delle norme di sicurezza, né manomettere i sistemi di videosicurezza.
La formula di accesso è di solito questa: si prenota, ci si presenta al giorno e all’orario stabilito in fase di prenotazione, si ricevono delle istruzioni riguardo al regolamento e si inizia la sessione della durata corrispondente al pacchetto acquistato, per esempio di 15 minuti. Alcune rage room offrono opzioni aggiuntive, come la registrazione video dell'esperienza, l'uso di strumenti di distruzione alternativi o l’organizzazione di un evento speciale per un gruppo.
A chi sono destinate?
Le rage rooms sono destinate ad utenti maggiorenni di tutti i sessi e di tutte le età e in buone condizioni di salute.
Nella maggior parte dei casi, ne usufruiscono singoli individui, come lavoratori stressati, mogli e mariti con problemi di coppia, studenti in ansia per gli esami, e, in generale persone che desiderano sfogare o esprimere la propria rabbia accumulata o risentimento represso in un modo alternativo e vivere un’esperienza sui generis.
Secondo le statistiche, quasi il 67% dei clienti delle rage room è di sesso femminile ed ha un età compresa tra i 25 e i 40 anni. Questa prevalenza femminile potrebbe essere spiegata dalle discrepanze esistenti nell'espressione emotiva tra uomini e donne e dal fatto che le donne tendano ad essere giudicate in maniera negativa quando esprimono la rabbia pubblicamente.
Le rage rooms vengono anche utilizzate in contesti diversi. Per esempio, in alcune grandi aziende negli Stati Uniti, le rage rooms vengono utilizzate come strumento per rafforzare lo spirito di squadra, promuovendo un senso di condivisione attraverso un'attività fuori dal comune, e aiutare i dipendenti a scaricare lo stress, migliorando il loro benessere psicologico.
Perché si prova rabbia secondo la scienza?
Secondo un recente studio, la rabbia e l'aggressività sono legate a un'eccessiva attenzione verso stimoli irritanti e a una tendenza all'impulsività.
Questo si riflette, a livello cerebrale, in una disfunzione dell'amigdala, area del cervello coinvolta nelle emozioni, e della corteccia prefrontale ventromediale, una regione specificamente coinvolta nel controllo degli impulsi.
Da un punto di vista psicologico, uno studio del 2009 ha teorizzato che la rabbia è una risposta legata all'approccio piuttosto che all'evitamento.
Ciò significa che è legata a una motivazione che spinge a cercare soluzioni o ad affrontare direttamente le difficoltà, a differenza dell'ansia che è associata alla percezione della minaccia e quindi all’evitamento.
La rabbia, quindi, ha una funzione evolutiva, mobilitando l'energia per affrontare le sfide o le ingiustizie percepite.
Tuttavia, è fondamentale imparare a gestirla, poiché se incontrollata, può diventare pericolosa e dannosa, sia per la salute mentale che per le relazioni personali, portando a comportamenti impulsivi o aggressivi.
Perché le rage rooms hanno successo?
La popolarità delle rage rooms è probabilmente collegata alla necessità che in molti hanno di trovare un modo efficace per scaricare lo stress accumulato.
La società odierna è caratterizzata da ritmi frenetici e dalla repressione delle emozioni per conformarsi alle norme sociali. Reprimere quotidianamente rabbia e stress può farci sentire bloccati, frustrati e impotenti.
Anche se è importante cercare di controllare queste emozioni, non dovrebbero essere completamente soffocate. Secondo gli esperti, se le emozioni negative non vengono espresse adeguatamente, possono non solo farci sentire infelici, ma anche avere effetti negativi sulla salute, aumentando il rischio di malattie.
Le rage rooms hanno successo perché rappresentano la possibilità di un rilascio fisico e un sollievo immediato della tensione, trasferendo la rabbia da dentro a fuori. Infatti, distruggere oggetti ha un effetto catartico per molte persone, specialmente per chi tende a reprimere la propria rabbia, e regala un’esperienza liberatoria e immersiva, data dal mix di scarica di adrenalina e controllo sull’ambiente fisico.
Un ambiente simile offre un senso di libertà totale, uno spazio sicuro che permette di riconoscere e dare sfogo temporaneamente a un’emozione spesso considerata socialmente inaccettabile, consentendole di manifestarsi in un contesto controllato, in totale sicurezza e senza conseguenze negative.
Servono davvero?
Le rage rooms possono offrire un sollievo temporaneo e un senso di distensione, soprattutto a livello fisico, insieme a una sensazione di liberazione elettrizzante e immediata. Secondo gli esperti, agiscono come un'attività sportiva, in quanto stimolano una scarica di adrenalina e la produzione di ormoni legati al piacere e alla soddisfazione come la dopamina e le endorfine.
Per queste ragioni, le rage rooms possono essere considerate efficaci nel breve termine, in quanto offrono un'opportunità per esprimere la rabbia.
Possono considerarsi efficaci anche a medio termine, in quanto potrebbero essere utili nell’evitare che la rabbia venga espressa in modi e contesti non idonei, come nelle relazioni personali o al lavoro, o che esploda in attacchi di aggressività e violenza con il rischio di danni a sé stessi o agli altri.
Analizzando un po’ più a fondo, il concetto di catarsi sul quale si basa il funzionamento delle rage room presuppone che esprimere fisicamente le emozioni negative faccia sì che queste diminuiscano e che non si creino danni psicologici. Tuttavia, questa teoria, che ha radici nella psicoanalisi freudiana, è stata messa in dubbio dalla ricerca psicologica moderna, la quale dimostra che sfogare la rabbia attraverso atti di violenza potrebbe rinforzare il comportamento aggressivo.
Ciò significa che le rage rooms, nel tempo, potrebbero influenzare il comportamento dell’utente, che si troverebbe ad “allenare” il suo cervello a rispondere con rabbia di fronte alle emozioni negative. Questo condizionamento induce la persona a compiere atti aggressivi che potrebbero diventare atteggiamenti standard nel tempo. Così, potrebbe instaurarsi un ciclo di violenza, lo stato emotivo della persona peggiorerebbe e non vi sarebbe alcun beneficio sulla gestione della rabbia.
Per questo, a lungo termine, le rage rooms non servono davvero nella gestione della rabbia, che richiede tecniche più profonde e strutturate, come la terapia cognitivo-comportamentale, la meditazione, o pratiche di gestione dello stress come lo yoga e il rilassamento muscolare progressivo.
Aspetti positivi e negativi
Le rage rooms offrono quindi una serie di vantaggi e svantaggi che vale la pena considerare attentamente.
Ecco i principali aspetti positivi:
Scarico di energia liberatorio: La distruzione degli oggetti permette di sfogare fisicamente la rabbia in modo immediato.
Esperienza catartica: In molti riportano una sensazione di sollievo emotivo dopo aver distrutto degli oggetti. Questa catarsi emotiva porta a sentirsi più leggeri e liberi, alleviando le tensioni dovute alle emozioni represse.
Divertimento: Chi riesce a padroneggiare bene le proprie emozioni, può vivere l’esperienza della rage room divertendosi, con uno spirito leggero.
Ambiente sicuro: Le rage rooms offrono un ambiente controllato, dove chiunque può "perdere il controllo" senza timore di farsi male o di causare danni ad altre persone o proprietà. Questo riduce i rischi di comportamenti distruttivi nel mondo reale e permette di vivere l’esperienza in un contesto privo di conseguenze legali o sociali.
Tuttavia, vi sono anche diversi aspetti negativi da non sottovalutare:
Rinforzo della rabbia: La ricerca ha dimostrato che esprimere la rabbia in modo violento o aggressivo, anche in contesti sicuri come una rage room, può fare abituare gli utenti a una manifestazione violenta della rabbia, rinforzando la tendenza a rispondere a questa emozione con comportamenti distruttivi. Questo può portare a un peggioramento della gestione delle emozioni, aumentando il rischio di aggressività o sfoghi inappropriati in altri contesti. Per questo, le rage rooms sono particolarmente controindicate alle persone che provano rabbia cronica o che hanno caratteri particolarmente irascibili o suscettibili.
Sollievo temporaneo e non efficacia a lungo termine: Anche se rompere oggetti può sembrare una valvola di sfogo, la sensazione di liberazione è temporanea. Le rage rooms non permettono di affrontare il problema che ha scatenato la rabbia, né insegnano gli utenti a gestirne le cause. Infatti, una volta che l'adrenalina cala, la rabbia può riaffiorare, portando a un ciclo di frustrazione.
Esistono alternative più funzionali per gestire la rabbia?
Le rage rooms offrono un’esperienza fisica che rappresenta una soluzione immediata e superficiale alla rabbia, perché non permettono di sviluppare competenze emotive per gestirla né aiutano a risolvere davvero il problema di fondo. Per esempio, non aiutano a migliorare la capacità di comunicare i propri sentimenti o a risolvere i conflitti in modo sano e produttivo.
La rabbia è un'emozione complessa e multifattoriale, spesso associata a frustrazione, paura o senso di impotenza. Così come altre emozioni primarie (paura, gioia, tristezza), dovrebbe essere espressa in modo costruttivo e non distruttivo, e non dovrebbe essere confinata a contesti artificiali, perché è parte integrante della nostra vita quotidiana.
Per quanto le rage rooms possano sembrare divertenti e liberatorie, ci sono strategie di gestione e contenimento delle emozioni negative più efficaci. Si tratta di attività che permettono di esprimere rabbia, rancore, stress e sensazioni connesse in maniera più armonica, sana e non distruttiva, offrendo benefici più duraturi e profondi.
Ecco alcune alternative alle rage rooms più funzionali:
Esercizio fisico: Gli sport, come la corsa e il nuoto, o altre discipline come il pilates e lo yoga, rappresentano ottimi canali per scaricare la rabbia repressa in modo sano. L’attività fisica aiuta a ridurre lo stress e favorisce il rilascio di endorfine, che migliorano il benessere emotivo. A differenza della distruzione in una rage room, l’esercizio ha anche effetti positivi sul corpo e sulla mente a lungo termine.
Meditazione: Pratiche come la meditazione, la mindfulness, il respiro consapevole e le tecniche di rilassamento aiutano a coltivare una maggiore consapevolezza delle emozioni e a rispondere in modo più calmo e riflessivo alle situazioni difficili. Queste tecniche consentono di focalizzarsi nel momento presente, rallentando il sistema nervoso e riducendo la reattività emotiva. In questo modo, si può apprendere a controllare l’impulso di sfogare istintivamente la rabbia in modo distruttivo e canalizzare quell’energia verso modalità più costruttive.
Scrittura espressiva: Tenere un diario o scrivere dei pensieri quando ci si sente arrabbiati può essere un modo efficace per elaborare le emozioni senza sfogarle fisicamente. La scrittura aiuta a chiarire i propri sentimenti e a identificare le cause profonde della rabbia.
Dialogo: Esprimere all’altro i propri sentimenti, come l’amarezza, il disaccordo o la delusione rappresenta una tecnica di gestione emotiva costruttiva, che aiuta a calmare il fuoco della rabbia.
Terapia cognitivo-comportamentale: Questa terapia psicologica aiuta a identificare e modificare i pensieri e i comportamenti negativi legati alla rabbia. Permette di affrontare i fattori scatenanti della rabbia e fornisce strumenti pratici per affrontare situazioni stressanti senza ricorrere a sfoghi aggressivi. Inoltre, grazie a un percorso psicologico è possibile incanalare la propria naturale aggressività verso energie più positive e comportamenti più funzionali, che portano a sviluppare assertività, determinazione e capacità di affermarsi.
Consigli utili per gestire la rabbia
Per ottenere un miglioramento duraturo nella gestione della rabbia è essenziale adottare tecniche che favoriscano la consapevolezza emotiva e il benessere psicologico a lungo termine.
Ecco dei consigli utili:
Identificare i fattori scatenanti: Comprendere le situazioni o i pensieri che portano alla rabbia è il primo passo per poterla affrontare in modo più costruttivo.
Fare una pausa: Quando ci si sente sopraffatti dalla rabbia, è il momento di fermarsi un attimo. Fare 3 respiri profondi e consapevoli, contare fino a 10 o fare una breve passeggiata sono dei metodi per prendersi una pausa dalla nebbia mentale che la rabbia genera. Anche pochi minuti di distanza dalla situazione possono fare la differenza e apportare chiarezza e calma.
Comunicazione assertiva: Imparare a esprimere i propri bisogni e sentimenti in modo chiaro e rispettoso è fondamentale per evitare accumuli di rabbia. La comunicazione assertiva evita i conflitti e riduce il rischio di esplosioni emotive.
Supporto psicologico: Se la rabbia diventa difficile da controllare, è consigliabile cercare il supporto di un professionista e intraprendere un percorso psicologico.
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Bibliografia
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