La ripresa dopo l'emergenza coronavirus

Pubblicato il 4 maggio, 2020  / Psicologia e dintorni
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La ripresa

Ci siamo trovati di fronte ad una situazione molto difficile per tutti noi. Ciò che abbiamo visto accadere in Cina è successo da noi senza che nemmeno ce ne rendessimo conto. Siamo vissuti sospesi e spaventati per due mesi e ci siamo trovati di fronte ad uno stravolgimento nel nostro lavoro, nella nostra vita, nel nostro modo di organizzarci. Sono cambiate le abitudini e i punti di riferimento.

​In questa situazione le reazioni emotive che abbiamo attraversato sono passate dall’ottundimento mentale (nella disorganizzazione e perdita dei punti di riferimento), alla paura del contagio, alla tristezza per tutte le perdite (di movimento, di denaro, di amici e di persone care, di contatto,….), alla rabbia (per tutto ciò che non si riesce a fare e che non è più possibile), forse alla disperazione in certi momenti.

Alcuni sintomi derivanti da questo periodo di chiusura potrebbero essere:

  • problemi di memoria, concentrazione, difficoltà a risolvere problemi, senso di irrealtà
  • impotenza, rabbia, depressione, appiattimento emotivo, irritabilità
  • chiusura/isolamento, evitamento, aggressività, cambiamenti nelle abitudini alimentari, difficoltà ad addormentarsi o mantenere il sonno

​È normale che accada perché noi siamo una specie sociale e l’isolamento ci porta un senso di deprivazione e una perdita di contatto sociale che genera sofferenza: l’attaccamento è un bisogno fondamentale dell’uomo e la vicinanza sociale è legata ad un ancestrale senso di sopravvivenza.

La restrizione che abbiamo subito può tuttavia determinare o peggiorare situazioni di ansia, disturbi dell’umore, dipendenze.

Il concetto è che siamo in una situazione che non dipende da noi, non possiamo cambiare le condizioni esterne ma possiamo invece cambiare il nostro dialogo interiore. E’ importante stare nella situazione, viverla per quella che è. Nel frattempo prendersi il tempo di rielaborarla e accettare i sentimenti di frustrazione, senza però coltivarli con un continuo rimuginio in modo catastrofico.

Terminata la quarantena forzata servirà un periodo per riprendersi, il tempo di rielaborare quanto accaduto e poter smaltire lo stress.

L’uomo è dotato di resilienza e la mente tende naturalmente alla guarigione.

Per riprendere

Ricorriamo alle nostre risorse:

  • chiediamoci, in passato, che cosa ci ha aiutato nei momenti più difficili.
  • chiediamoci cosa conta di più per noi fare, in ordine di priorità, nei prossimi giorni e a breve termine.
  • valutiamo se c'è un  dialogo interiore negativo che ostacola la ripresa

Quando chiedere aiuto

  • ​quando sembra di non poter gestire la situazione
  • quando la propria paura ed ansia sembrano eccessive e creano disagio;
  • quando ci si accorge che la situazione attuale riattiva traumi o problemi passati
  • quando con il protrarsi della situazione in atto si sente il bisogno di un aiuto per ridurre lo stress
  • Se si fa fatica a riprendere
  • Se si hanno episodi di attacchi di panico, collera, depressione
  • Se si è deteriorata la vita di coppia o di famiglia e la convivenza è diventata difficile