Nuovi studi: esiste un collegamento tra microbiota intestinale e salute mentale

Microbiota intestinale: la ricerca fa passi da gigante

Pubblicato il 7 ottobre, 2019  / Psicologia e dintorni
Microbiota intestinale

Recentemente, è stato pubblicato online il primo studio sulla popolazione che si sia occupato del collegamento tra la salute mentale e il microbiota intestinale. Questa ricerca si basa su dati provenienti da oltre un migliaio di individui che hanno preso parte al Flemish Gut Flora Project (o FGFP). L'FGFP costituisce uno dei più grandi studi sulla flora intestinale mai eseguiti al mondo ed è in grado di offrire delle prove empiriche potenzialmente rivoluzionarie sul microbiota e il microbioma intestinale umano.

Microbiota intestinale e neuroattività: una nuova ricerca

I ricercatori del VIB-KU di Leuven, nei Paesi Bassi, sono riusciti ad individuare i batteri intestinali in grado di stabilire un collegamento positivo o negativo con la salute mentale e la qualità della vita.

Sapendo che la maggior parte dei composti neuroattivi vengono prodotti all’interno dell’intestino, lo studio in questione ha voluto indagare alcune colonie specifiche presenti all'interno del microbioma intestinale che sembrerebbero coinvolte in questo processo.

I microbiologi hanno analizzato la capacità a produrre dei composti neuroattivi di oltre 500 batteri intestinali isolati all'interno del tratto gastro-intestinale umano. La scoperta potrebbe portare ad uno dei primi cataloghi del microbioma intestinale per quanto concerne la neuroattività.

Più nel dettaglio, lo studio ha messo in risalto una correlazione tra depressione clinica e l’assenza di due tipi di batteri in particolare: il Coprococcus e il Dialister. Questa assenza si verificava sia nel caso di pazienti che assumevano antidepressivi sia nel caso di pazienti che non assumevano alcun farmaco.

Sempre secondo lo studio i batteri Faecalibacterium (produttore di Burtirato) e Coprococcus, microorganismi in grado di produrre il DOPAC, ovvero un metabolita del neuro-trasmettitore umano dopamina, erano associati ad una migliore qualità della vita.

Per la fase successiva di questo studio, i ricercatori si stanno preparando ad eseguire un'altra serie di prelevamenti dal Flemish Gut Flora Project. Questi nuovi prelevamenti sono previsti per un futuro prossimo.

Attenzione al consumo di probiotici commerciali

Occorre precisare un aspetto che gli studiosi ritengono importante relativamente ai probiotici e alla concezione equivoca secondo la quale assumere degli integratori da banco, contenenti un particolare ceppo di batteri intestinali cosiddetti "buoni", come quelli che lo studio collega ad una migliore qualità della vita, sia una vera e propria panacea.

La pericolosità di questa idea sta nel fatto che, in realtà, l'ecosistema del microbiota intestinale è estremamente complesso ed influenzato da un numero infinito di fattori diversi che gli scienziati stanno iniziando a comprendere soltanto in questi anni. Per alcune persone, inoltre, consumare dei probiotici commerciali prodotti in serie può avere delle ripercussioni negative.

Per comprendere la complessità dell’argomento basti pensare che studi recenti hanno scoperto che il microbioma potrebbe giocare un ruolo non solo nella malattia di Alzheimer, ma anche nel caso del Parkinson, della depressione, della schizofrenia, dell'autismo e di altre malattie. Inoltre, queste nuove scoperte presentano dei limiti importanti: dal momento che i ricercatori stanno trasferendo centinaia di specie di batteri alla volta, gli esperimenti non possono rivelare quali siano i batteri davvero responsabili dei cambiamenti all'interno del cervello.

La relazione tra microbiota intestinale e la salute mentale costituisce un soggetto controverso nella ricerca sul microbioma:. la comunicazione microbioma intestinale-cervello è stata studiata soprattutto in occasione di modelli animali, mentre la ricerca sugli umani è ancora ai primi stadi.

Altri passi avanti nella ricerca sul microbiota intestinale

In aggiunta al recente studio di cui sopra, una nuova ricerca eseguita da un’equipe internazionale è stata in grado di identificare ed isolare 105 nuove specie di batteri intestinali umani.

Questo studio ha portato alla creazione del database pubblico più vasto e completo dei batteri intestinali associati alla salute umana. Questa risorsa importante potrebbe essere in grado di cambiare radicalmente il modo in cui i ricercatori studiano il microbioma.,

Nel dettaglio, la Collezione della cultura batterica gastrointestinale umana (HBC) è un insieme completo di 737 isolati batterici che rappresentano 273 specie (tra cui 105 nuove) provenienti da 31 famiglie che si trovano all'interno del microbiota gastrointestinale umano. L'HBC aumenta il numero di genomi batterici derivati dal microbiota gastrointestinale umano del 37%.

Questa collezione rappresenta una risorsa in grado di rendere l'analisi del microbioma più rapida, meno costosa e più accurata, e che permette di eseguire degli studi ulteriori sulla sua biologia e sulle sue funzioni. In ultima analisi, questo ci porterà a sviluppare delle nuove diagnosi e dei nuovi trattamenti per tutte quelle malattie relative al tratto gastro-intestinale, come le infezioni e le condizioni autoimmuni.

Fonti:

  • Mireia Valles-Colomer et al. "The Neuroactive Potential of the Human Gut Microbiota in Quality of Life and Depression." Nature Microbiology (First published: February 4, 2019) DOI: 10.1038/s41564-018-0337-x
  • Samuel C. Forster et al., "A Human Gut Bacterial Genome and Culture Collection for Improved Metagenomic Analyses." Nature Biotechnology (First published: February 4, 2019) DOI: 10.1038/s41587-018-0009-7