Il disturbo affettivo stagionale: il malessere del cambio di stagione

Pubblicato il 4 febbraio, 2020  / Psicologia e dintorni
disturbo affettivo stagionale

Il cambio di stagione rappresenta un momento critico per chi soffre di depressione, ansia e attacchi di panico, ma anche per chi conduce uno stile di vita particolarmente trascurato o stressante, per gli anziani e per i bambini.

Tuttavia, alcune persone possono riscontrare sintomi ad andamento ciclico, come cambiamenti del tono dell’umore, stanchezza, irritabilità, aumento o calo dell’appetito, in concomitanza con il cambio di stagione, anche in assenza di patologie o situazioni predisponenti.

Nonostante il rapporto tra il tempo atmosferico e l’umore sia oggi riconosciuta oltre che che dalla saggezza popolare, anche dalla comunità scientifica, inizialmente la descrizione di questa sindrome incontrò un certo scetticismo.

Recentemente, la ricerca psichiatrica ha approfondito il rapporto tra i cambiamenti stagionali e la depressione arrivando a definire il disturbo affettivo stagionale come un sottotipo di disturbo dell’umore che presenta particolari caratteristiche di esordio e di remissione. Il manuale di diagnostica e statistica delle malattie psichiatriche DSM-5 lo identifica, infatti, come “Disturbo Depressivo Maggiore ricorrente con andamento stagionale” evidenziando, appunto, che la sintomatologia si manifesta in specifici intervalli di tempo nell'arco dell'anno, regredendo negli altri periodi.

La persona che per prima si è occupata di questo disturbo è stato Norman E. Rosenthal, psichiatra e scienziato sudafricano che nel 1980 descrisse per primo la depressione invernale o Disturbo Affettivo Stagionale (SAD) e aprì la strada all'uso della fototerapia per il suo trattamento.

Tuttavia, studi recenti, ribaltano l’immaginario comune evidenziando la presenza della sintomatologia anche in occasione dell’arrivo della stagione calda con un incremento di episodi di ansia, di suicidi e del numero dei trattamenti sanitari obbligatori nei mesi tra marzo e giugno. In questi casi si parla di depressione estiva, o meglio di SAD estiva.

Ma quali sono i sintomi del SAD?

Che si tratti di SAD estiva o invernale, la sintomatologia può essere molto disturbante e difficile da gestire. Spesso chi ne soffre si sente “senza speranza”, senza alcuna via d’uscita. I sintomi sono principalmente: riduzione dell’energia e dell’umore, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, aumento o calo dell’appetito con eccessivo bisogno di carboidrati, irritabilità, ansia.

Cosa fare per stare meglio?

Se l’episodio si verifica durante all’arrivo della stagione invernale, può essere utile esporsi alla luce del sole. Lunghe camminate all'aria aperta, anche se fa freddo, stare seduti su una panchina a prendere il sole, anche se è nuvoloso. Tenere le tapparelle sempre aperte, in modo da far entrare la luce del sole e illuminare l’ambiente.

Nel caso in cui, invece, i sintomi compaiano in estate, evitare di andare in giro nel bel mezzo di una giornata calda e assolata, fare una doccia fredda e accendere l’aria condizionata può aiutare a trovare sollievo.

È importante, inoltre, curare l’alimentazione, assumendo cibi ricchi di grassi Omega-3, frutta e verdura e limitando i cibi ricchi di grassi saturi.

Praticare un’attività fisica moderata e inserire nella quotidianità momenti che inducano uno stato di benessere, come la lettura di un libro, la coltivazione di un interesse o di un hobby, può essere d’aiuto. Ad esempio, una giornata dedicata alla cura del nostro corpo, come un massaggio o una seduta alla spa, una manicure o una giornata di shopping per le donne o tutto ciò che è fonte di benessere può dare una mano a superare i sintomi del SAD.

Se tutto questo non dovesse bastare?

Quando i sintomi sono particolarmente severi o senti di “non farcela”, chiedi aiuto ad uno specialista. Un percorso psicoterapeutico può rappresentare un valido aiuto per affrontare e superare questo momento. La psicoterapia ti aiuterà ad identificare la causa dei pensieri negativi, offrendoti strumenti per affrontarli e trasformarli in stimoli positivi.

 

Bibliografia:

  • Rivista di psichiatria, 2001, 36, 3 - “Disturbi periodici del comportamento ed il campo d’impiego clinico della fototerapia” VIRGINIA SCHIAVELLO, ALESSANDRA GARAVINI, GIUSEPPE BERSANI
  • Rivista di psichiatria, 2007, 42, 4 - “Prevalenza del disturbo affettivo stagionale in Italia” FRANCESCA PACITTI, DANIELE RUSSO, ANGELA IANNITELLI, GIUSEPPE BERSANI
  • 2017, “Risalire in superficie” Siracusano, Alberto
  • 2013, Il paziente depresso e i suoi familiari – Salvatore Di Salvo Collana di Psichiatria Divulgativa