Indagine sulla qualità della vita e sull'umore delle persone affette da malattia di Ménière

Psicologia e dintorni
Indagine sulla qualità della vita e sull'umore delle persone affette da malattia di Ménière

 

Autori:
Dottor D’Elia Graziano (Audiometrista) – Dottoressa Costanzo Carla (Psicologa Psicoterapeuta)

Riassunto

I pazienti affetti da malattia di Ménière vivono elevati livelli di stress psicologici e umorali, oltre a consequenziali alterazioni fisiologiche e sintomatiche. Lo studio valuta in che modo e in che misura la malattia di Ménière incida sulla qualità della vita e sull'umore delle persone che ne sono affette.

60 soggetti sono stati divisi secondo i criteri stabiliti in gruppo sperimentale e di controllo.

Lo strumento di valutazione è stato il POMS (Profile Of Mood States) che valuta differenti stati umorali ed emozionali. Nel gruppo sperimentale i livelli di stress, confusione, ansia, depressione e stanchezza, risultano aumentati in maniera significativa rispetto al gruppo di controllo.

Parole Chiave: Ménière, POMS, qualità di vita, aspetti psicologici, umore.

 

Introduzione

Prima di procedere con l’esposizione dello studio da noi effettuato è doveroso effettuare una piccola descrizione di quella che è la malattia di Ménière. Questa patologia riguarda l’apparato vestibolare dell’orecchio umano e prende il nome dal medico e scienziato francese che per primo la descrisse nel 1861, Prosper Ménière.

Si tratta sostanzialmente di un aumento di liquidi, più precisamente di un’idrope endolinfatica; dovuta ad una sovraproduzione o ad un malassorbimento della stessa endolinfa. Tuttavia l’eziologia certa resta ancora oggi sconosciuta. I sintomi principali sono: fullness, ipoacusia, acufeni e vertigini. E si effettua solitamente terapia di tipo farmacologica e nei casi in cui si presenti necessità, una di tipo chirurgica. È una malattia difficile da diagnosticare, per questo non è facile accertarne incidenza e prevalenza.

La scelta o meglio la necessità di prendere in esame la malattia di Ménière deriva dalla complessa semplicità della patologia; quasi a voler indicare un ossimoro medico, un mistero che ci chiama per essere risolto. Ma la spinta motivazionale più forte è data dal bisogno di aumentare il focus su quelle persone che soffrono di questa malattia e che quotidianamente ci convivono, lottando e andando avanti.

Lo studio e la ricerca da noi effettuati hanno nello specifico l'obiettivo di approfondire la qualità della vita, l’umore e gli aspetti psicologici delle persone affette da malattia di Ménière.

 

La Ricerca

Partecipanti

Sono stati reclutati 60 soggetti, su territorio nazionale (Italia), mediante campionamento casuale semplice.

Di questi, 30 soggetti (15 di sesso femminile e 15 di sesso maschile) aventi malattia di Ménière sono stati assegnati al gruppo sperimentale; e 30 soggetti (15 di sesso femminile e 15 di sesso maschile) apparentemente sani e non aventi malattia di Ménière, sono stati assegnati al gruppo di controllo.

In entrambi i gruppi i soggetti hanno un'età compresa tra 20 e 70 anni. Nel gruppo sperimentale gli anni di malattia di Ménière vanno da un minimo di 1 anno ad un massimo di 48.

 

Strumenti

Lo strumento di valutazione impiegato è stato il POMS (Profile Of Mood States); un test ideato da Douglas M. McNair, della Boston University School of Medicine, con la collaborazione di Maurice Lorr e di Leo F. Doppleman.

Suddetto test identifica, quantifica e analizza diverse variabili psicologiche e stati affettivi particolari.

É costituito da 65 aggettivi valutati dai soggetti su una scala di 5 punti e misura sei fattori e altrettanti stati dell'umore; dalla tensione ansiosa alla depressione e al senso di disorientamento.

Analizzando i risultati del test applicato ricaviamo i seguenti fattori:

 

* Fattore T. Tensione – Ansia

Descrive un aumento di tensione dei muscoli scheletrici; una tensione somatica che può non essere osservabile dall’esterno, come pure manifestazioni psicomotorie visibili; si riferisce inoltre anche a stati di ansia vaga, diffusa.

* Fattore D. Depressione – Avvilimento

Indica uno stato depressivo accompagnato da un senso di inadeguatezza personale. Tale stato viene ben definito da scale che indicano sentimenti di indegnità personale e di inutilità degli sforzi per adattarsi oltre che un senso di isolamento emotivo dagli altri e senso di colpa.

* Fattore A. Aggressività – Rabbia

Descrive un umore di rabbia e di antipatia verso gli altri.

* Fattore C. Confusione – Sconcerto

Caratterizzato da sensi di sconcerto e di turbamento. Non è ancora chiaro se questo fattore rappresenti un tratto di inefficienza cognitiva, uno stato dell’umore, o entrambe queste condizioni; è verosimile che il fattore C sia collegato alla classica dimensione emotiva dell’organizzazione – disorganizzazione. Esso può rappresentare il risultato di una valutazione circa la propria efficienza cognitiva, forse una conseguenza dell’ansia o di stati a questa collegati.

* Fattore S. Stanchezza – Indolenza

Rappresenta un umore caratterizzato da noia, indolenza e scarsa energia.

* Fattore V. Vigore – Attività

Dà l’idea di vigore, esuberanza ed energia, ed è in relazione negativa e quindi inversamente proporzionale con gli altri cinque fattori del POMS. Indica anche uno stato d’animo euforico ed ottimista che è in netta contrapposizione con quello indicato nel fattore D.

 

Risultati

CONFRONTO GRUPPO SPERIMENTALE – GRUPPO DI CONTROLLO

Dallo studio dei risultati è emerso il seguente grafico

Dall'analisi effettuata è stato possibile constatare come l’arrivo della malattia abbia avuto un forte e considerevole impatto emotivo, oltre che naturalmente fisiologico, su tutti i soggetti e come tutti i valori esaminati risultino nel gruppo sperimentale più alti e quindi maggiormente patologici e determianti rispetto al gruppo di controllo.

Premesso che i fattori esaminati risultano comunque alterati in misura maggiore nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo; definiti come normali percentuali comprese tra il 40 e il 60 %, sono risultati difformi e patologici nei soggetti affetti da malattia di Ménière i seguenti valori:

  • Fattore D (65%)

  • Fattore C (62%)

  • Fattore S (69%)

 

Sono stati analizzati e approfonditi quelli che sono gli aspetti psicologici della malattia di Ménière e l’impatto fisico e umorale, oltre che sociale, che questa patologia ha su chi ne è affetto.

Indagine sulla qualità della vita e sull'umore delle persone affette da malattia di MénièreNei soggetti che si trovano a dover convivere con la malattia di Ménière vi è uno stato di tensione e ansia elevato, e si riscontra un maggiore stato di aggressività e rabbia dovuta alla condizione in cui si versa. Molta è la confusione che i malati ménièrici sviluppano, questo dovuto sia ai sintomi stessi che hanno un esordio improvviso e che alterano anche la lucidità mentale, ma anche al fatto che molti aspetti della malattia sono ancora sconosciuti e quindi creano sconcerto, è molto più difficile affrontare un “nemico” che non si conosce. Dati ancor più considerevoli riguardano lo stato di stanchezza e di scarsa energia che raggiunge valori molto alti. A questo quadro di evidente sofferenza si aggiunge la formazione di uno stato umorale depressivo o tendente tale, che indica un senso di inadeguatezza, di impotenza.

La presenza di tutti questi fattori in così elevata misura è anche resa possibile dal fattore V, per cui va fatto un discorso a parte. Questo fattore indica il vigore, l'ottimismo, la voglia e la volontà di reagire ed è l'unico fattore che più è presente e meglio è. É l'unico del test che si contrappone a tutti gli altri, essendo inversamente proporzionale ad essi ed in particolar modo al fattore D.; ne consegue che l'aumentare di questo fattore indebolisce gli altri. Tutto ciò è dimostrato proprio dalla differenza di valori del fattore V nei due gruppi (sperimentale e di controllo). Esso è infatti presente in minor misura nei soggetti affetti da malattia di Ménière, rispetto ai soggetti non aventi la malattia in questione; ciò determina poca voglia di reagire e tendenza a farsi schiacciare dalla malattia, vengono inoltre meno gli aspetti della personalità che spingono e forniscono energia alla persona.

 

Conclusioni

È dunque possibile stabilire che i soggetti esprimono una forte e spiccata difficoltà nel gestire la malattia e che questa provoca un enorme disagio, con ripercussioni sulla qualità della vita e sul tono dell’umore del paziente affetto. Viene minata la totale integrità psicofisica e sociale della persona. Queste affermazioni trovano riscontro dal momento che la malattia ha mutato l’intero stile di vita dei soggetti affetti, alterandone la qualità ed il loro stato di benessere (inteso sempre come condizione ottimale di benessere psicofisico e sociale). Ma non solo, vengono modificate anche abitudini, sensazioni, emozioni e l’umore in generale. I soggetti con malattia di Ménière risultano essere limitati in quelle che noi, a volte erroneamente, consideriamo attività banali, o “normali”; come andare al cinema, prendere un caffè al bar con gli amici, uscire con le persone amate, fare un giro in bici, e tante altre innumerevoli attività. L’intera malattia con annessa sintomatologia viene vissuta con paura, con terrore dell’imprevedibilità.

É importante saper gestire e farsi carico dei pazienti, del loro diritto e bisogno di cura, conforto e comprensione. Teniamo a dire che nel settore operano seri professionisti competenti che agiscono secondo scienza e coscienza.

In definitiva possiamo dunque affermare che la malattia di Ménière incide sullo stile e sulla qualità della vita, alterandone in maniera negativa anche quelli che sono gli aspetti psicologici e l’umore delle persone affette.

Per concludere, sosteniamo che la soluzione ideale, oltre che continuare sulla ricerca, è la creazione di un team specialistico – multidisciplinare, che preveda figure medico-sanitarie e psicoterapeuti; per avere così un approccio olistico e quindi di maggior efficacia.

Grazie per l’attenzione.