risposte dello specialista ilaria beltrami
disturbo di personalità?
Apri domandaGentile utente, dalla descrizione del disagio da lei riportato si evincono dei tratti di timidezza nei rapporti con gli altri e di una sensibilità al giudizio degli altri nei suoi confronti. Parlando di "disturbo di personalità" lei fa riferimento ad una situazione ben più complessa e grave e forse sarebbe da chiarire cosa intende lei per disturbo di personalità. Il suo disagio ha certamente delle radici e dei significati che sarebbe opportuno approfondire per aiutarla a superarlo. Le consiglio di non esitare a cercare chi può aiutarla a migliorare la qualità della sua vita sociale e la esorto a non preoccuparsi oltremodo di avere una grave patologia o a ricercare una qualche etichetta patologica con cui identificarsi. Sono certa che riuscirà facilmente a raggiungere una maggiore sicurezza ed un maggiore benessere nel vivere i rapporti sociali. i migliori auguri e restiamo a disposizione....
La mia ragazza, problemi con l'alimentazione
Apri domandaCaro Oscar, comprendo la tua preoccupazione e da quello che hai scritto sul comportamento della tua ragazza il problema va affrontato seriamente con uno psicoterapeuta. Non è questo il luogo in cui fare una diagnosi e se ne occuperà il professionista che prenderà in cura la tua ragazza a valutare la situazione. Il problema con i pazienti come la tua ragazza di solito sta nel convincerli a farsi aiutare in quanto spesso loro non ritengono di avere alcun problema ma di seguire più che altro un loro stile di vita personale fatto di attività fisica e diete "particolari". In ogni caso tu e le persone care vicino a lei purtroppo non potete darle l'aiuto di cui ha bisogno e con questa certezza nel cuore, cerca di stare sereno e di trovare insieme ai suoi cari che conosci, la mamma probabilmente, il modo di farla arrivare all'attenzione di uno psicoterapeuta. Resto in ascolto. D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
Aiuto..
Apri domandaCara Carmen, comprendo la tua preoccupazione ma direi di non allarmarti in quanto siamo agli inizi di un disagio che può positivamente essere risolto. E da come scrivi, sembra tu abbia già colto che c'è qualcosa da fare e sembri disposta ad agire. Il cibo assume tantissimi significati per la persona e a volte diventa una consolazione in momenti un pò difficili. L'importante è intervenire tempestivamente per restituire al cibo la sua valenza nutritiva e lavorare per risolvere il disagio che si sta riversando sul comportamento alimentare. Forse un colloquio con uno psicologo della tua città potrà aiutarti a decidere cosa fare e forse a ritenere opportuno un supporto psicologico in questo momento. Resto in ascolto. D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
Disturbo Ossessivo Compulsivo
Apri domandaBuonasera Stefano, in primo luogo è importante comprendere se si tratta di un vero disturbo ossessivo compulsivo oppure di pensieri ricorrenti e rimuginii vari su determinate situazioni o problematiche della tua vita. Nella tua mail accenni ad un disturbo e non alla fonte della diagnosi. Ovvero se sei già stato da qualcuno che ti ha diagnosticato il doc oppure se si tratta di una tua auto-diagnosi. Il problema che al momento si prospetta è che nel corso della tua quotidianità da alcuni mesi hai spesso pensieri ricorrenti che comportano fastidio e disagio. E' necessario per poterti aiutare e affrontare il tuo problema analizzare se ci sono stati eventi particolari nella tua vita prima di questo periodo, qual è la tua condizione attuale di vita (lavoro, affetti, socialità, salute in generale) se questi pensieri sono associati ad azioni che quasi ti senti obbligato a compiere a seguito di essi, se hanno un carattere di intrusività nella tua vita, se li avverti come illogici e immotivati ed infine la natura di questi pensieri, ovvero il loro contenuto. Per far questo ti consiglio una prima valutazione psicologica con un professionista della tua città con il quale definire la natura del problema e le modalità più consone per te per affrontarlo e risolverlo. Con i miei auguri, resto in ascolto. D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
mal d'universo!
Apri domandaCaro Mark, mi dispiace per il dolore che stai provando ed è comprensibile che tu avverta l'incomprensione dei tuoi genitori come una ferita che non ti aspettavi e come un disconoscimento riguardo al tuo diritto legittimo di soffrire per la scomparsa del nonno. Purtroppo anche i genitori talvolta commettono degli errori e lo fanno perché anche loro a volte hanno problemi che li preoccupano e di fronte ai quali si sentono insicuri e non sanno come fare. Cerca di parlare loro con gentilezza e fermezza spiegandogli che hai ricevuto un dolore forte e inatteso e che hai bisogno di un periodo per rimetterti in sesto. I miei auguri per tutto. Resto in ascolto, D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
è indifferente ma non ne sono del tutto sicura
Apri domandaCara Lory, non è facile da qui immaginare e comprendere le dinamiche tra due persone da segnali così sottili riportati per mail. Inoltre il comportamento di quest'uomo denota una notevole ambiguità ed è comprensibile la tua confusione. Di solito quando una persona è interessata lo fa capire, attua dei comportamenti coerenti con il proprio interesse: è disponibile ad incontrare e conoscere sempre di più la persona oggetto di interesse. Forse quest'uomo sta vivendo un periodo di confusione, forse ha qualche legame precedente non risolto o forse non è sufficientemente interessato a te. In ogni caso il tempo ti renderà la risposta che cerchi e intanto, se posso darti un consiglio, non inseguire qualcuno che sfugge e non permettergli di portare troppo a lungo avanti questa situazione ambigua. A costo di negarti con cortesia. un saluto, D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
Problemi di intimità
Apri domandaCaro Mike, dietro al blocco ed alla vergogna femminile riguardo alla sessualità ci sono ancora troppi condizionamenti culturali e stereotipi sbagliati ma potenti. La cultura e questi stereotipi trasmettono un messaggio più o meno forte, dipende dal contesto di provenienza, che dice che la donna che gode della propria sessualità e attraverso di essa in qualche modo è colpevole e sporca. Quello che normalmente dovrebbe essere considerato un gioco d'amore, in cui divertirsi, amarsi e trasgredire anche un pò insieme, alimentando la complicità di coppia viene vissuto come peccato. Potreste avvicinarvi gradualmente alla sessualità, affinché Lei non si blocchi e non si senta giudicabile (in primo luogo da sè stessa) attraverso il sentimento. Le carezze e i baci in punti diversi dai genitali, sperimentare il contatto dei corpi magari solo restando abbracciati a lungo a coccolarvi. Quello che la tua Lei ha bisogno di sperimentare è che il sesso viene dopo, da sé, con i suoi (di lei) tempi, e che il protagonista è il vostro sentimento reciproco. Per la tua ansia da prestazione non preoccuparti affatto, è comprensibile che in questa situazione tu abbia paura di sbagliare. Abbi pazienza e dedica questo periodo della vostra relazione alla dolcezza dell'intimità. Un saluto, D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
Ansia per tutto e non so chi sono.
Apri domandaCaro Mattia, la società in cui viviamo non elogia la timidezza e la riservatezza, benché siano grandi qualità e le persone che le possiedono sono spesso anche sensibili, delicate, molto affettive, riflessive e profonde. E perciò è un peccato che tu te ne stia chiuso in casa privando il mondo del valore che porti con te e ancora di più privando te stesso dei tuoi 20 anni. E' un'età bellissima e anche difficile in cui si costruisce e si mette a fuoco la propria identità, un 'età di paure, sofferenze e grandi gioie anche però. Che tu sia gay o meno ed il fatto che te lo stia domandando può essere alla base della tua paura di uscire o può anche essere la conseguenza ad una chiusura verso il mondo...che ti porta a sentirti diverso, e quindi forse anche gay. Che tu sia attratto da uomini o da donne, tu dici da uomini ok, è importante che tu lo scopra. Ma etero o omo, hai bisogno di trovare chiarezza in questa confusione e riprendere a investire con soddisfazione nella tua vita. Il confronto ed i dialogo con uno psicologo potranno aiutarti a riemergere da questo momento di crisi più sicuro e consapevole di te. un caro saluto e resto in ascolto. D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
24 anni di differenza e un grande amore
Apri domandaCara Angelica, il rapporto che descrivi è molto positivo, come lo definisci tu nel titolo della mail "un grande amore". Mi domando come mai questi tuoi dubbi, al di là dell'età di Lui e del rapporto col figlio di 14 anni che non approvi molto. Ci sono forse degli aspetti ulteriori del vostro rapporto che al momento non cogli e che alimentano queste ansie? Per quale motivo il vostro bambino dovrebbe essere il "secondo"...i figli sono tutti uguali. I partners no. Ti consiglio di approfondire con uno psicologo le tue emozioni riguardo alla relazione per trovare maggiore sicurezza e serenità. un caro saluto, resto in ascolto. D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...
Come faccio a rimediare alle mancanze del padre?
Apri domandaCara equilibrista, comprendo quanto sia difficile in questo momento gestire un cambiamento di vita così importante, il fatto che tuo marito sia andato via (non dici se per scelta consensuale o meno) e la preoccupazione per le bambine. La tua domanda si intitola "come faccio a rimediare alle mancanze del padre" e si capisce bene quanto saresti disposta a tutto pur di salvaguardare il benessere delle tue figlie. Purtroppo i genitori sono fatti per essere due ed un solo genitore può occuparsi solo di fare bene il proprio ruolo. Sii una mamma presente e affettuosa e al limite cerca di trasmettere alle tue bambine l'idea che il papà vuole loro sempre molto bene e in questo periodo sta lavorando molto ed è stanco (per esempio...non dici quanti anni hanno le tue figlie). Il problema cerca di affrontarlo con tuo marito, e dalla situazione che descrivi potrebbe essere molto utile un ciclo di consulenze in coppia per favorire in tuo marito la presa di consapevolezza che al ruolo di marito che è venuto meno non potrà mai venire meno quello di genitore. La consulenza potrà aiutarvi a rinascere come coppia genitoriale, dando importanza a questo ruolo e aiutandovi ad apprendere nuove modalità di relazionarvi tra voi per il bene delle figlie. un caro saluto e resto in ascolto. D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica - Roma...