risposte dello specialista Cecilia Rizzi
Totale cinismo e voglia di morire
Apri domandaGentilissima, ci sono momenti nella vita (e a volte durano anche tanti anni) in cui sembra che tutto sia inutile, che ciò che ci circonda non abbia alcun significato, che ogni cosa porti solo sofferenza e che il timone della nostra vita non potrà mai essere nelle nostre mani. A volte però, quando no ce lo aspettiamo più, capita di trovarsi di fronte una strada che ci fa vedere una piccola luce in fondo al tunnel e con grande fatica ed energia possiamo provare a cogliere questa occasione. Mi aguro che possa ancora lasciarsi invogliare dalla ricerca di questa possibile strada....
Vivo d'ansia
Apri domandaBuongiorno Domiziana, mentre leggevo il suo post un pensiero mi circolava nella mente: "che vita pesante e faticosa per una ragazza di 19 anni". E il mio stomaco si è stretto, forse di una morsa simile alla sua difronte a quelle situazioni che la fanno tanto faticare. Non ho rirposte pronte, ma alcune domande mi vengono: Cos'è che ha fatto sì che la vita la spaventasse così tanto? Perchè è così grande il timore di deludere? Cose accadrebbe se le persone a lei care fossero deluse? Il percorso della nostra vita, così come i percorsi terapeutici, credo siano fatti di domande importanti che ci dobbiamo porre su noi stessi e sulla nostra storia per cercare di conoscerci meglio e di stare meglio. Un saluto dott.ssa Cecilia Rizzi...
Madre frustrata
Apri domandaBuonasera Michela. Leggendo il suo messaggio arrivano tante emozioni. Quelle che mi colpiscono di più sono la paura per sua figlia sia nel rapporto con lei che con suo marito, la preoccupazione che in famiglia non siate più ognuno al proprio "posto", l'insoddisfazione e la tristezza per Il suo rapporto con suo marito, la rabbia per il senso di impotenza e insoddisfazione che si trova a vivere. Rifletto sulla sua preoccupazione che sua figlia sia stata investita del ruolo e delle attenzioni che spetterebbero a lei. Visto che questo interessa la sfera del rapporto di coppia e di conseguenza le relazioni familiari le suggerirei di consultare un terapeuta familiare. Spero riesca a trovare presto una maggiore serenità...
Problemi di bullismo
Apri domandaGentilissima Barbara, l'esperienze traumatiche che ha vissuto negli anni più delicati per la formazione della propria identità e autostima non sono state ancora da lei elaborate per poter essere superate. Potrebbe esserle di aiuto confrontarsi con uno psicologo per riuscire a rileggere ciò che è accaduto e riacquistare le energie per voltare pagina. In bocca al lupo...
Nostro figlio di 10 mesi ci sta sfinendo
Apri domandaCara Sara diventare genitori è un'esperienza strepitosa, ma allo stesso tempo difficile e faticosa e forse di tutte le fatiche se ne parla poco. L'arrivo di un bambino richiede una completa riorganizzazione dei legami, tempi e spazi familiari. E ci chiedi di fare i conti tra ciò che avevamo immaginato e ciò che è la realtà. Sicuramente i nostri tempi di vita non ci aiutano ad affrontare con calma le diverse difficoltà. Però alcuni piccoli accorgimenti possono aiutarci nel gestire meglio i nostri figli. Magari alcune cose che le dirò le avete già fatte. Tenere la TV spenta duranti i pasti o quando state facendo altre cose. Cercare verso sera di abbassare le luci. Creare qualche rituale per il sonno, per il momento del pasto e del cambio così che suo figlio si possa sentire protagonista partecipe e respirare un clima magari divertente. Provare a proporgli giochi di manipolazione, stimolano la concentrazione e fanno scaricare un po' di energia. Queste sono piccole cose, ma possono aiutare. Probabilmente il vostro bambino si attiva molto facilmente. Se la situazione non dovesse migliorare provi a chiedere consiglio anche al pediatra ed eventualmente ad uno psicologo/a esperto in infanzia che possa accompagnarvi in questa fase di passaggio. Resto a disposizione per qualsiasi necessità. Un saluto...
Ansia da separazione o capricci?
Apri domandaCara Sara Quando ogni giorno,anche per le piccole cose sembra di dover attivare una lotta spesso si ha la sensazione di non potercela fare o forse che c'è qualcosa di sbagliato. Sicuramente vostro figlio fa fatica di fronte alle novità, soprattutto a quelle che gli richiedono separazioni. Forse in lui si riattiva il distacco vissuto da piccolo. Il fatto però che nell'ultimo periodo di nido fosse più sereno mi fanno pensare in modo positivo. Un piccolo aiuto può essere quello di cercare di capire insieme a lui cosa lo spaventa e infastdisce. Provate a proporgli delle ipotesi. Ad esempio quando fatica a prepararsi "non vuoi andare a scuola perché ti dispiace lasciare la mamma?", o altro che vi può sembrare plausibile. In questo modo lo potrete aiutare a dare voce al miscuglio di emozioni che prova e che probabilmente non sono chiare nemmeno a lui. Poi potrete rassicurarlo che dopo la scuola vi rivedrà, che anche a voi dispiace non vederlo, ma che dovete andare al lavoro e lui a scuola. Spesso quelli che chiamiamo capricci sono in realtà bisogni non espressi e non soddisfatti. Esplicitarli non significa che li potrete soddisfare, ma daranno al vostro bambino la possibilità di sentirsi compreso e di imparare a dare voce al suo ricco mondo emotivo. Resto a vostra disposizione per qualsiasi altro chiarimento. Un saluto Dot.ssa Rizzi...
Conflitti familiari
Apri domandaCarissima Luma, l'arrivo di un neonato porta con sè grande gioia ma anche grandi cambiamenti che richiedono una riorganizzazione degli equilibri non solo della coppia, ma di tutta la famiglia allargata. Diventare genitori ci porta a rivivere il nostro essere stati figli e ci chiede di rinnovare la nostra relazione con i nostri genitori non più nella veste di figli, ma di genitori a nostra volta. Tutto ciò può avere inciso sulla depressione del suo compagno. I bambini hanno bisogno di vivere il più possibile in un clima sereno, dove percepiscono che gli adulti accanto a loro cercano di trovare una strada per risolvere le difficoltà, che immancabilmente nella vita ci si trova ad affrontare. Vista la difficile situazione le potrebbe essere utile un confronto con uno/a psicologo/a che la possa aiutare a leggere meglio la situazione che sta vivendo e a comprendere quali sono le emozini che l'attraversano. Oppure, qualora il suo compagno fosse disponibile, vi consiglierei una terapia di coppia che possa aiutarvi a costruire un nuovo equilibrio come neogenitori. Per qualsiasi chiarimento resto a sua disposizione. Un saluto....