articoli di psicologia della Dott.ssa Valentina Cannetti

risposte dello specialista Valentina Cannetti

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Non so cosa fare

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Carissima, da quello che scrive si evince che la situazione le stia molto a cuore. Capisco chiaramente le preoccupazioni in merito al ruolo del suo amico, che è anche un uomo di chiesa. Ovviamente è un pò difficile avere un quadro ben definito, ma sento di poterle dire di fare chiarezza innanzitutto in merito a quello che lei prova nei confronti di questo ragazzo, cosa sente rispetto a questa persona, se gradisce le sue attenzioni e in che termini (amico? altro?), come si comporterebbe rispetto alla situazione se il suo amico facesse tutt'altro "lavoro". Insomma sia onesta con se stessa prima di ogni cosa. Per quanto riguarda i sentimenti del suo amico, credo che lei sia in grado di comprendere se si tratti di semplice amicizia o se interessato a lei come giovane donna. Faccia chiarezza, si prenda del tempo per pensare. Buona serata cara....

Paura per mia figlia

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Cara Loredana, comprendo pienamente le sue preoccupazioni, non ha detto molto di sua figlia, ma credo di non sbagliare pensando si tratti di una ragazza molto giovane (su questo sarà lei in tal caso ha dare maggiori elementi). L'adolescenza, oggi senza dubbio più lunga di un tempo, spesso è un periodo per certi aspetti turbolento in cui "si cerca" la propria identità e lo si fa spesso "provando" vari ruoli, situazioni e amicizie, per capire (o comunque pensare di capire davvero) il contesto e la cerchia di persone con cui ci si sente più a proprio agio. Venendo alle sue preoccupazioni di madre, la inviterei a notare la frequenza di questi episodi e se si verificano in seguito ad alcuni eventi (es. litigi, brutti voti a scuola, incomprensioni) o se ritiene piuttosto si tratti di un "divertimento" del sabato sera con i coetanei e in che termini il comportamento di sua figlia sia influenzato dal gruppo di pari, magari per desiderio di accettazione e omologazione. Per quanto riguarda il vostro rapporto, la invito a pensare a cosa è tra voi motivo di scontro e a non cercare necessariamente un confronto "verbale". Senza molta immaginazione credo che a sua figlia venga un pò complicato spiegarle e raccontarle delle sue ragazzate. Le suggerisco di mantenere la calma, di cercare di avvicinare a lei sua figlia, di portarla al punto di capire che se ha un problema può parlarne liberamente con lei, senza incorrere in una punizione. Chiaramente le suggerisco di trovare un modo poco invasivo, ma efficace, di ridurre le distanze. Come ha detto lei, la ragazza si chiude a riccio. Potreste provare a passare del tempo assieme, facendo qualcosa che a sua figlia piace o coinvolgendo l'intero nucleo familiare (marito/padre, eventuali altri figli) se ritiene sia meglio. Comprendo anche la paura che possa accadere qualcosa a sua figlia, potrebbe metterla così e trovare una scusa per non lasciarle la macchina, però senza impedirle l'uscita, ad esempio accompagnandola e riprendendola. Le consentirà di essere un pò più serena, almeno sulla questione "guida ubriaca". Spero di esserle stata d'aiuto. Potrebbe valutare l'ipotesi di una "chiacchierata" dal vivo con un professionista della sua zona, senza però coinvolgere la ragazza, ma come una sua risorsa personale per affrontare al meglio la cosa. Resto comunque a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordiali saluti. Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa...

Sono stata abusata..

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Cara amica, certamente non deve essere stato facile per lei riparlare di fatti passati che comunque l'hanno profondamente segnata. Le posso dire che non è affatto tardi e che la speranza è viva nella misura in cui scegliamo di darci la possibilità di stare meglio e di prenderci cura di noi. Spesso capita di non avere il giusto supporto di fronte a situazioni di questo tipo e a volte nella volontà di allontanare il pensiero si finisce per continuare a stare male. Dalle sue righe mi sembra una donna piena di risorse che ha già sacrificato abbastanza di sé, probabilmente cercando di mettere a tacere, ma le voglio dire che nonostante i fatti passati e gli errori, può rivolgersi ad un professionista del settore che saprà accompagnarla in maniera delicata e competente. Per quanto riguarda la paura nelle relazioni, ritengo sia comprensibile, ma non impossibile che lei riesca piano piano, facendo un percorso, a liberarsi di questi timori. Lo stesso vale per gli attacchi di panico, che sono un po il campanello che le indica che è il momento di risolvere alcune questioni. La invito a contattare un professionista che la seguirà anche dal punto di vista alimentare. Non so il genere di disturbo alimentare, ma è chiaro che non può sottovalutare la situazione e che deve prendersi cura di sé a 360 gradi. Per il resto, mi sento di dirle di non avere paura di amare e di amarsi perchè lei non ha colpe. Non esiti a contattarmi. Spero di esserle stata d'aiuto. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti -Psicologa...

Non sentirsi abbastanza

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Cara Matilde, non conosco le motivazioni che le fanno pensare di essere la causa di tutto e di avere lei la responsabilità di tutto. Ritengo che lei debba parlare con i suoi genitori di queste preoccupazioni e che non esistano problemi insormontabili, anche se a volte ci appaiono tali. Accenni i suoi timori ai suoi genitori, sono sicura che l'unica cosa che sta loro a cuore è il suo benessere e che saranno in grado di aiutarla. L'adolescenza è a volte un periodo turbolento in cui le cose appaiono tutte bianche o tutte nere, ma le posso assicurare che esistono le sfumature e che la soluzione è non aver paura di chiedere aiuto. Troverà senza dubbio una mano tesa. Spero di esserle stata d 'aiuto. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa...

Separazione

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Caro Marco, comprendo le sue difficoltà nell'accettare la fine del suo rapporto con sua moglie, ma credo anche che potesse essere prevedibile che i tradimenti reciproci prima o poi avrebbero minato alla base le fondamenta del vostro rapporto. Comprendo il suo senso di smarrimento di fronte alla separazione, lasciarsi non è mai facile, ma possibile anche se spesso la mente rifiuta l'idea, almeno inizialmente. Indubbiamente non si può costringere una persona a cambiare idea, una decisione che sicuramente sua moglie ha maturato nel tempo, magari anche dopo vari tentativi di "aggiustare" tutto. La invito a riflettere su quello che ritiene siano stati gli errori, ma per non ripeterli più. Riconquisti la sua dignità di uomo e cerchi di vivere la separazione come un'opportunità di crescita, non escluda che possa esserci un ritorno, ma non faccia di questo il suo unico scopo. Probabilmente continuare ad utilizzare le stesse modalità che finora non si sono rivelate essere di successo non la porterà nella direzione sperata, come non glielo hanno consentito sino ad ora. Pensi ai suoi figli, ad offrirgli un padre sereno e momenti di qualità perché questi saranno pur sempre i suoi e i vostri figli. Si rimbocchi le maniche, recuperi se stesso e la stima nei confronti di se stesso. Se ritiene potrebbe contattare un professionista del settore che saprà accompagnarla in questo percorso. Ricominci da sé, a smussare gli angoli e a prendere coscienza. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti -Psicologa...

Mi sento annullato, vorrei trovare una soluzione

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Caro Nino, dalle sue righe traspare un profondo senso di vuoto lasciato da questo rapporto più o meno finito, ma comunque sempre un po' discontinuo e comprendo il suo stato d'animo. Chiaramente, non conosco lei e non conosco la ragazza in questione, ma è chiaro che si tratta di un rapporto un po' altalenante in cui siete stati "poco sincronizzati" sui momenti l'uno dell'altro e sulle fasi di vita che attraversavate. Momenti di incomprensioni e allontanamenti sono possibili in una coppia, ma sembra che il vostro percorso insieme abbia risentito molto di questi momenti, probabilmente anche influenzati dalle precedenti "distrazioni" (ex, ecc). Indubbiamente il disturbo alimentare della sua ragazza e il fatto che lei non abbia ben compreso la situazione ha favorito il suo distacco perché un disturbo che riguarda la sfera dell'alimentazione non è un disturbo che riguarda esclusivamente il cibo, ma anzi.. Le risposte le può trovare solo lei, ma il mio suggerimento è di riprendere piano piano in mano la sua vita e ricominciare a fare tutte le attività che le davano soddisfazione e che gradisce. Capisco il grande senso di vuoto lasciato da una storia finita, ancor di più nel caso di una storia vissuta "a capofitto", come lei stesso dice, ma è necessario che lei si riabiliti alla vita e viva innanzitutto come singolo, prima di essere uno della coppia. Torni in palestra e torni a fare tutto quello che ha sempre fatto, riacquisterà la sicurezza e allontanerà pian piano il senso di vuoto che per ora la mantiene in questa condizione di stallo e solitudine. Chissà, probabilmente questa ragazza si riavvicinerà un giorno. Con l'augurio che possiate stare meglio e risolvere i vostri momenti grigi, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa....

Gravidanza: mia moglie non mi parla più

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Caro Angelo, comprendo il suo stato di agitazione, ma in questo caso probabilmente le servirebbe di più un momento di riflessione per capire la situazione. Sicuramente lei conoscerà bene sua moglie; quello che principalmente le serve per affrontare la situazione è in questo momento comprendere il motivo di questo suo atteggiamento. Cerchi di fare mente locale e riordinare le idee, ripensando agli ultimi periodi e cosa può, secondo lei, aver provocato questa reazione di chiusura nei suoi confronti. Magari un gesto di cui lei non si è nemmeno reso conto può aver ferito i sentimenti di sua moglie o probabilmente può essere un problema che non riguarda strettamente lei come partner, ma che ha delle ricadute sulla coppia. Rispetti il momento, ma cerchi di capire con dolcezza e delicatezza. Si resta a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa....

Ansia e problemi di erezione

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Caro Fabio, certamente i disturbi di ansia possono avere delle ricadute anche sulla sfera sessuale, che non significa che lei ha necessariamente una disfunzione, ma chiaramente stati d'animo, disagi emotivi, stress entrano inevitabilmente nella vita di coppia e anche nell'intimità. La mente è uno strumento potentissimo che può portarci tanto in alto quando si vive in una condizione in cui si ha un proprio equilibrio, quanto darci dei problemini quando questo equilibrio un po' vacilla. Non so ovviamente se i suoi stati d'ansia siano a livelli tali da richiedere un supporto farmacologico, ma le posso dire che le gocce non vanno alla radice del disagio, anzi possibilmente la ancorano a questa condizione, in cui lei si convince di aver bisogno dell'ausilio del farmaco. Le suggerisco di rivolgersi ad un professionista della sua zona, col quale approfondire la questione. Sicuramente l'ansia ha la sua buona dose di responsabilità nelle sue difficoltà di erezione e lavorando su quella starà meglio sotto tutti i punti di vista. Si resta a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa....

Ho dovuto mentire ma adesso soffriamo in due

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Cara Emanuela, comprendo la sua confusione in merito a questa situazione e capisco che non sia bello essere dipinta per quello che non si è, ma non credo lei abbia bisogno di prove per provare la sua estraneità ai fatti, piuttosto ritengo doveroso fare un po' di chiarezza nei suoi sentimenti per capire cosa desidera davvero e cosa prova per questo ragazzo. Se ritiene di amarlo, cerchi semplicemente di dimostrarglielo facendogli capire che nel suo cuore non ci sono altri. Spero di esserle stata d'aiuto. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa...

Carattere che cambia, cambio di personalità ... aiuto

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Gentile Elena, capisco le sue preoccupazioni e le sue sono domande indubbiamente lecite. Dalle sue parole si comprende che per Lei questo è un problema importante, per cui le suggerisco di non sottovalutare la cosa, ma soprattutto di non rassegnarsi a questa situazione se la rende infelice. Chiaramente so poco di lei, se non quello che ha scritto e pare che il suo ragazzo abbia avuto la sua parte in questo "cambiamento". È pur vero che le parole degli altri hanno un peso fino ad un certo punto, nel senso che siamo poi noi a scegliere la considerazione da dare a quello che viene detto e in che misura consentire che ci vengano dette certe cose, soprattutto se le sentiamo dissonanti rispetto alla nostra persona o crediamo comunque che non si tratti di critiche costruttive. È ovvio che questa situazione le ha creato profonde insicurezze e ha perso (forse) i suoi amici, ma permanere nella stessa situazione equivale a decidere di continuare a percorrere la stessa strada. La invito a fare qualcosa per sé stessa e contattare un professionista che la aiuti a chiarirsi le idee e a comprendere meglio. Si resta a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa...

Non so come dire a mia moglie che è finita

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Gentile Mac, comprendo le sue difficoltà. Dalle poche righe da lei scritte si evince comunque che per lei si tratta di una situazione di disagio, nonostante sia lei a voler porre fine al matrimonio e a "decidere". Probabilmente perché teme di ferire i sentimenti di sua moglie. Anche se lei ha finora tentato di tenere tutte queste cose per sé, quasi sicuramente sua moglie si è già accorta che qualcosa è cambiato, ma forse ha paura di chiedere spiegazioni perché questo potrebbe comportare ricevere risposte a lei poco gradite. D'altra parte, potrebbe pure essere che anche lei sia ormai "assuefatta" alla situazione e che non senta l'esigenza di avere con lei un'intimità, ma che porti avanti questo rapporto per "tenere unita" la famiglia. Si tratta chiaramente di una decisione complessa, con tanti sentimenti contrastanti: da un lato la famiglia e la sua unità, dall'altro l'esigenza di poter essere liberi di vivere situazioni sentimentali nuove ed essere sinceri. Ma per quanto difficile, non si tratta di due cose inconciliabili: chiudere il rapporto con sua moglie, o quanto meno troncare il matrimonio, necessita indubbiamente di una fase di successivo assestamento, ma questo non vuol dire perdere i suoi figli. Provi ad introdurre il discorso delicatamente, magari anche sua moglie si trova in questa stessa situazione; sottolinei il fatto che rimane un affetto profondo e che sarà comunque pronto a sostenere i suoi figli per qualsiasi cosa e che sarà presente. Forse non sarà semplice spiegare, ma è necessario che lei trovi il coraggio se tergiversare in questa condizione non le consente di stare bene. Sicuramente "recitare" non significa che tutto sia come è sempre stato. Ci rifletta su e cerchi dentro di sé il modo migliore per esprimersi. Per qualsiasi chiarimento, sono a sua disposizione. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Cannetti - Psicologa....