Cooperative learning: i benefici dell’apprendimento cooperativo

Pubblicato il 12 febbraio, 2021  / Psicologia e dintorni
cooperative learning


Cos’è il cooperative learning?

Il Cooperative Learning è un insieme di tecniche didattiche che prevedono la formazione di gruppi di studio, in cui si pone lo studente al centro del processo di apprendimento.

Consiste in un insieme di tecniche di conduzione della classe nelle quali gli studenti lavorano in piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevono valutazioni sulla base dei risultati conseguiti (Comoglio e Cardoso, 1996).

L’insegnante si pone come guida di un processo in cui sono gli studenti stessi ad avere la responsabilità dell’apprendimento, nel contesto di un gruppo di studio che segue un progetto previamente progettato e definito.
 

Caratteristiche e vantaggi del cooperative learning

Il cooperative learning, secondo gli studi, ha un effetto positivo sul rendimento scolastico e garantisce un apprendimento addirittura superiore a quello tradizionale, facilitando lo sviluppo di abilità cognitive di alto livello.

Ci sono evidenze scientifiche che questo metodo potenzi le capacità di comprensione e fissi stabilmente nella memoria i nuovi contenuti appresi. Inoltre, migliora le competenze relazionali, preparando gli studenti all’ambiente di lavoro, e influenza positivamente gli aspetti emotivi e sociali.

Sono più di 200 le metodologie di cooperative learning da poter adottare, in base agli obiettivi didattici e sociali da raggiungere. Le diverse modalità si differenziano per durata, organizzazione, tipo di apprendimento e presupposti teorici, e hanno in comune il principio per cui un gruppo ridotto, di 2-5 membri, può essere un efficace veicolo del miglioramento individuale nell’apprendimento di contenuti e abilità sociali (Comoglio e Cardoso, 1996).

La tipologia di cooperative learning più diffusa è il Learning Together (Johnson& Johnson, 1975-1984), che consiste in gruppi di studenti, organizzati in modo che siano eterogenei e che i membri possano aiutarsi reciprocamente apportando l’uno all’altro risorse utili, che si occupano di un compito specifico che rappresenta un contributo al lavoro dell’intera classe.
 

I principi fondamentali del metodo

Il cooperative learning si basa su alcuni principi fondamentali.

  • Alla base di un gruppo cooperativo deve esserci per prima cosa un’interdipendenza sociale positiva, cioè un forte legame reciproco che vincola i singoli a partecipare attivamente per raggiungere gli obiettivi individuali, che diventano gli obiettivi del gruppo. Per un’attività cooperativa di successo, ogni studente dovrebbe percepire la connessione tra lo sforzo individuale e il risultato del gruppo. Per generare tale vincolo, l’insegnante chiarisce degli scopi, fornisce delle risorse e definisce dei ruoli.

  • Un aspetto che caratterizza l’apprendimento cooperativo è che ogni membro è responsabile individualmente del proprio lavoro, sulla base del concetto che il gruppo rende più forte il singolo. Le teorie motivazionali che stanno alla base si fondano sulla ricompensa di gruppo: i membri possono raggiungere i risultati solo se tutti portano a termine i propri compiti. Ecco come sono strettamente relazionate la responsabilità individuale e di gruppo.

  • Va stimolata un’interazione promozionale. L’insegnante dovrebbe promuovere comportamenti di aiuto reciproco, incoraggiamento, motivazione, facilitazione e sostegno nel gruppo, per cui i ragazzi mantengono una comunicazione efficace e si impegnano per raggiungere gli scopi collettivi. La partecipazione equa è un valore fondamentale che sostiene questi primi tre punti.

  • Perché il lavoro sia efficace, gli studenti devono possedere abilità sociali. Più è alto il livello di tali abilità, migliori saranno le prestazioni dei singoli e del gruppo.

  • Un altro elemento fondamentale è uno spazio di riflessione sul lavoro, che permetta una valutazione individuale e collettiva, in cui gli studenti analizzino la relazione tra lavoro svolto e risultati ottenuti.

  • L’insegnante ha dei ruoli fondamentali tra cui la delega dell’autorità ai gruppi (Cohen, 1999), il monitoraggio e la revisione del processo.

È importante specificare che il cooperative learning non si identifica con la dinamica di gruppo, non è il tradizionale lavoro in gruppi che si propone a scuola, né equivale al Peer Tutoring o al Problem Based Learning, pur presentando con essi dei punti comuni.

La differenza sta nella modalità con cui la cooperazione tra gli studenti viene promossa e stimolata dall’insegnante. Il cooperative learning si caratterizza per una specifica configurazione di principi di riferimento, per l’attenta pianificazione e strutturazione del compito e delle attività, per il ruolo centrale dell’insegnante nel monitoraggio (Davidson, & Major,2014).
 

Il cooperative learning è attuabile anche in dad a distanza? Ecco alcuni consigli utili

Il cooperative learning offre delle soluzioni efficaci anche nella didattica a distanza. Una lezione cooperativa è generalmente caratterizzata da tre punti: presentazione della tematica, organizzazione dei gruppi con rispettivi ruoli e compiti e restituzione e condivisione finale.

Questa struttura è senza dubbio applicabile a una classe virtuale, con un utilizzo strategico delle tecnologie a disposizione. Per esempio, un’idea funzionante è quella di organizzare varie riunioni Hangouts Meet, una per ogni gruppo più una per i momenti collettivi all’inizio e alla fine della lezione, e servirsi degli strumenti di produttività GSuite per scrivere documenti, mappe e presentazioni a più mani, in modo che ogni membro del gruppo apporti il proprio contributo.

L’insegnante può monitorare costantemente tutte le fasi del processo, dall’inizio alla consegna, esercitando un ruolo di regia e supervisione.


 

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