risposte dello specialista Marzia Mazzavillani
Dovrei confessare il tradimento?
Apri domandaBuongiorno Lorena, dici che sei fidanzata a distanza. Presumo che questo significhi che non hai modo di vedere spesso il tuo fidanzato. E dici che per ben due volte ha avuto un contatto intimo con il tuo migliore amico, contatto che non ti è piaciuto e che ti ha fatto sentire molto in colpa e con il dubbio di confessare o non confessare ecc. Hai pensato che forse giovane come sei sia proprio il fatto di avere la vicinanza del tuo fidanzato a farti "cedere" ad altri rapporti? Non sei di marmo, sei una giovane donna che, come tutti, ha impulsi sessuali naturali.Questo non significa che tu debba soddisfarli a destra e manca soprattutto quando poi ti senti così male, ma devi valutare invece quali sono le tue esigenze emotive e sessuali e se, all'interno della coppia, vengano soddisfatte. Io credo che sia importante per te rivolgerti all' aiuto di un professionista con cui poter parlare sia di quello che ti sta succedendo in questo momento che della tua ansia e del tuo DOC . Pensaci seriamente. Un cordiale saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...
Spannolinamento
Apri domandaBuongiorno Mary, mi pare di aver capito che hai tolto il pannolino perchè il bambino manifestava fastidio e non lo voleva, ma anche perchè spesso lo trovavi asciutto. Questo sono piccoli segnali che fanno pensare che, nonostante il bimbo si a ancora molto piccolo, possa essere pronto per fare un tentativo e si possa cominciare ad accompagnarlo in questa fase. Ho parlato di fase per farti capire che il risultato che ricerchi non è automatico ed immediato e che ci vuole pazienza. Devi valutare come procedere con calma e senza scoraggiarti. Non forzarlo a stare sul vasino se non vuole, ma se invece ci sta volentieri usa questo momento per incoraggiarlo e lodarlo. Non mettere il pannolino di notte se non lo vuole e vedi che non bagna il letto. Proponilo di giorno soprattutto se dovete uscire, ma sempre senza forzarlo. Approfitta del fatto che siamo in estate per lasciarlo quanto più libero possibile, monitorandone il bisogno. E se la fa addosso, pazienza. Ci vuole il suo tempo per raggiungere l' abilità di sentire lo stimolo ed associarlo alla necessità di farla nel posto adeguato. Affidati alla tua sensibilità di mamma che conosce il suo bimbo e sa cogliere i segnali giusti. Un caro saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...
Dipendenza affettiva con "amante"
Apri domandaBuongiorno Tatiana ho letto con attenzione ciò che hai scritto su questa relazione clandestina e sul vostro prendervi e lasciarvi, cercarvi e e rifiutarvi reciprocamente. L'epilogo finale fatto di cose sgradevoli dette con rabbia e aggressività mostra le emozioni di delusione e la ferita reciproca che vi siete inferti ed un viraggio dei toni emotivi che purtroppo non fa altro che mantenere l'interesse l'uno verso l'altro. Il vostro sembra un gioco che si alimenta di gesti fatti per provocare l'altro e non per chiudere definitivamente una fase. Al presente tu ti senti divisa fra il legame che senti ( tipico dell'innamoramento vissuto fuori dalla convivenza) e la speranza che lui senta le stesse cose e il timore che abbia perso interesse per te. IO credo che l'unico modo che hai per riprendere il controllo della tua mente e liberarti di questi pensieri come chiedi, sia quello c di portarli in un ambiente protetto quale è quello della relazione terapeutica. Penso veramente che tu abbia bisogno di rimettere tutto in discussione, compreso il legame stabile che già hai e il matrimonio imminente, bisogno di fare chiarezza e di capire cosa vuoi dalla vita. Pensaci seriamente. Io sono disponibile ad aiutarti anche online. Un caro saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...
Senso di colpa e risentimento nei confronti dei miei genitori
Apri domandaBuongiorno Aurora, hai spiegato molto bene la tua situazione ed il tuo sentirti divisa fra il senso di gratitudine per quanto i tuoi hanno fatto per garantirti gli studi, ed il senso di colpa che si è trasformato in risentimento per le loro richieste e le loro aspettative. Capisco la sofferenza che questo dualismo ti provoca, ma sento anche molto forte la spinta all’autodeterminazione ed il bisogno di salvaguardare il tuo spazio personale e le tue scelte. Hai fatto molto bene a scrivere e a cercare aiuto di un professionista. Io sono certa che portare nella relazione terapeutica i tuoi pensieri, sensi di colpa, dubbi ed emozioni ti aiuterà a fare chiarezza e ti permetterà di recuperare le risorse necessarie per trovare la tua strada. Io sono disponibile ad affiancarti in questo percorso anche online. Un caro saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...
Collega autistico?
Apri domandaBuonasera Andrea, lei ha descritto molto bene il comportamento del suo collega ed i sintomi in effetti "potrebbero" indicare un disturbo dello spettro autistico, ma sto parlando di "spettro" proprio perchè non si può fare una diagnosi precisa in questo contesto. E che scopo poi? Mi chiedo cioè che bisogno abbia lei di dare una etichetta ai comportamenti di questo collega. Pensa forse di consigliarlo di "farsi vedere? Non so che tipo di relazione ci sia fra di voi, ma mi parrebbe indelicato e anche inopportuno. Solo se siete molto amici e lui manifestasse e condividesse con Lei un senso di disagio e di malessere o chiedesse il suo consiglio, allora potrebbe provare ad indirizzarlo. Ma capisco le sue difficoltà di interazione e su queste sue difficoltà deve intervenire. Non posso dirle come non conoscendo la sua/vostra situazione lavorativa, ma se questa fosse per lei insostenibile si concentri nel trovare una soluzione. Un cordiale saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...
Gelosia, insicurezza o altro?
Apri domandaBuongiorno Gaia, quello che provi è comprensibile: sei coinvolta in una relazione in cui ti senti spesso esclusa dalla quotidianità del partner, e ora una terza figura femminile, di cui lui ti parla spesso e in termini anche seduttivi, sembra accentuare quel senso di distanza. È naturale che emergano gelosia, insicurezza e confusione. Il fatto che lui sottolinei certi aspetti di questa ragazza può effettivamente rispondere a un suo bisogno di sentirsi desiderabile, ma ciò non toglie che tu abbia tutto il diritto di interrogarti sul rispetto dei tuoi confini emotivi e sui tuoi bisogni nella nella relazione. Il disagio che senti è un segnale importante: ascoltalo. Non si tratta tanto di essere “gelosa” o “insicura”, quanto di riconoscere che forse qualcosa nel modo in cui lui si relaziona con te non ti fa sentire scelta, valorizzata, inclusa. E questo merita di essere affrontato con chiarezza e rispetto, prima di tutto verso te stessa. Potresti valutare l’idea di portare questo tema in uno spazio terapeutico, dove esplorare più a fondo le tue emozioni, i bisogni relazionali e i confini che desideri proteggere, così da fare chiarezza su ciò che vuoi per te stessa all’interno di questa relazione. pensaci seriamente. Sono a disposizione anche pe r consulenze online. un caro saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...
Cosa lo spinge a passare da una frequentazione a propormi solo sesso?
Apri domandaBuongiorno M.C. La tua confusione è comprensibile: hai vissuto un’intensa idealizzazione iniziale, seguita da un’improvvisa inversione di rotta che ha lasciato spazio a incertezza e dolore. È plausibile che lui non sia realmente disponibile a una relazione affettiva profonda, nonostante la forte seduttività e il coinvolgimento iniziale. La proposta di mantenere un legame sessuale potrebbe essere un modo per restare in contatto senza impegnarsi, ma rischia di alimentare illusioni e ambiguità. Un chiarimento diretto con lui è un passaggio importante: non tanto per cercare conferme, ma per affermare con dignità ciò che desideri e meriti in una relazione. Esprimere apertamente i tuoi bisogni e chiedere trasparenza può aiutarti a uscire dall’ambiguità e a proteggere la tua integrità emotiva. Dopo questo confronto, un eventuale percorso terapeutico può accompagnarti nell’elaborare ciò che emergerà, rafforzando la tua consapevolezza e il tuo valore personale. Un cordiale saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...
Confusione tra Amore o Amicizia gay
Apri domandaBuonasera e grazie per aver condiviso con così tanta sincerità una vicenda che appare emotivamente complessa e coinvolgente. Hai già fatto un lavoro importante di consapevolezza, distinguendo tra l’idealizzazione di un legame e la realtà dei tuoi sentimenti. Devi pensare che il tempo, in certi incontri, conta meno dell’intensità e della qualità del contatto. Con Giuseppe hai sperimentato comprensione e affinità, che ti hanno dato sollievo rispetto a un senso di esclusione e “stranezza” che ti accompagna da tempo. Questo tipo di legame può accendere emozioni forti, a volte confuse, tra amore, amicizia, bisogno di appartenenza e desiderio di intimità. È normale. Anche se ha evitato il confronto diretto, ha riconosciuto il suo comportamento e si è scusato. Ti ha detto chiaramente che non prova un sentimento romantico e questo ti ha permesso di iniziare a distanziarti emotivamente, con una maturità che ti fa onore. Il bisogno di sentirti accolto e compreso sembra essere al centro del tuo dolore. Il fatto che tu abbia definito "strano" il tuo modo di essere e vivere le emozioni segnala un tratto sensibile e profondo, che forse per troppo tempo non ha trovato uno spazio legittimo né nella tua famiglia né nelle amicizie. Giuseppe è stato uno specchio di qualcosa che stavi cercando da molto più tempo. È importante rispettare questo momento di confusione e non cercare di forzare subito un riavvicinamento o una nuova definizione del rapporto. Concederti tempo per chiarire cosa desideri davvero da lui – **e cosa desideri per te nelle relazioni** – ti aiuterà a decidere come muoverti con maggiore lucidità. Stai affrontando molte pressioni: relazionali, familiari, accademiche e legate al concorso. Quando ti senti sopraffatto, è fondamentale non gestire tutto da solo. Uno **spazio di ascolto psicologico** potrebbe aiutarti a fare ordine dentro e fuori di te, sostenere la tua emotività e valorizzare la tua identità, senza giudizio. io penso che quello che stai vivendo meriti accoglienza, non colpa né fretta. Ti invito a considerare un percorso terapeutico: non solo per questo episodio, ma per approfondire le tue emozioni, la tua autostima e la possibilità di relazioni sane e coerenti con ciò che sei. Hai il diritto di sentirti "normale" anche nella tua unicità. E di costruire legami che ti facciano bene davvero. pensaci seriamente un caro saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani...