Andrea  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Roma

Collega autistico?

Buongiorno. Mi trovo a collaborare da diversi mesi con un collega, che mi è sempre sembrato "strano", ma da un po' di tempo, leggendo diverse informazioni su internet mi è venuto il forte sospetto che sia autistico/asperger (scusate, so che non si utilizza più ma è per farmi capire). Potrei fare un elenco di non so quante pagine per elencare tutte le situazioni particolari ma ne inserirò solo alcune e non esaustive.
- Parla frequentemente da solo: davanti al computer si fa dei discorsi anche lunghi a bassa voce, anche in contesti in cui ci sono altre persone in stanza e ,a volte, addirittura dai clienti, provocandomi un certo imbarazzo.
- Fa dei discorsi sempre molto pedanti, in cui difficilmente centra il punto, creando spesso imbarazzo e una situazione in cui chi sta discutendo cerca spesso di troncare la conversazione (cosa a cui lui fa caso molto difficilmente).
- È maniaco dell'ordine e della precisione, sulla sua scrivania gli oggetti sono sempre allineati e li sistema spesso
- sta spesso con gli occhiali da sole anche in luoghi chiusi
- Ha apparenti sbalzi d'umore, o comunque fa fatica a regolare il tono della voce. A volte appare molto brusco anche con persone che stanno parlando amichevolmente, poi un minuto dopo è tranquillo
- Ha un senso dell'umorismo strano, ovviamente i sottintesi quasi non esistono (solo l'ultimo esempio, eravamo sul treno ed entrano due persone con marcato accento romano, lui dice "Questi so di Roma eh?" Io con tono sarcastico "Noo" e lui "Ma come no, sono proprio romani" ecc..). A volte ride sfasato
- A volte fissa le persone. A volte è amichevole in maniera "strana" con persone che non necessariamente danno confidenza lo, a volte è brusco con altre che non lo trattano male.
Insomma queste sono solo alcune delle situazioni, in caso potrei anche continuare l'elenco, il problema è che questo tipo di interazione comporta a me un ulteriore stress rispetto al lavoro (perché sono l'unico che ci collabora quotidianamente) e non credo proprio che lui abbia piena contezza della sua situazione. Cosa posso fare? È il caso che si faccia vedere? O questi sintomi possono essere associati ad altri tipi di disturbi? Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Marzia Mazzavillani Inserita il 16/12/2024 - 19:01

Buonasera Andrea, lei ha descritto molto bene il comportamento del suo collega ed i sintomi in effetti "potrebbero" indicare un disturbo dello spettro autistico, ma sto parlando di "spettro" proprio perchè non si può fare una diagnosi precisa in questo contesto. E che scopo poi? Mi chiedo cioè che bisogno abbia lei di dare una etichetta ai comportamenti di questo collega. Pensa forse di consigliarlo di "farsi vedere? Non so che tipo di relazione ci sia fra di voi, ma mi parrebbe indelicato e anche inopportuno. Solo se siete molto amici e lui manifestasse e condividesse con Lei un senso di disagio e di malessere o chiedesse il suo consiglio, allora potrebbe provare ad indirizzarlo. Ma capisco le sue difficoltà di interazione e su queste sue difficoltà deve intervenire. Non posso dirle come non conoscendo la sua/vostra situazione lavorativa, ma se questa fosse per lei insostenibile si concentri nel trovare una soluzione. Un cordiale saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani