M.  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Lecce

Confusione tra Amore o Amicizia gay

Salve, vorrei esporre un problema che continua da un po' di mesi.
Sono un ragazzo, 24 anni bisex, ad inizio anno mi scrissi con Giuseppe, 21 anni gay. Le conversazioni erano rare, ma a marzo si fecero più frequenti e lunghe, ogni giorno e c’era una forte sintonia. Parlavamo un po’ di tutto fino a quando il 16 marzo ci siamo visti per la prima volta, sempre per conoscerci. È andato tutto così bene tanto che 4 giorni dopo la sera sono stato a casa sua, approfittando dei suoi genitori in viaggio. Quella sera non abbiamo solo parlato, siamo finiti a letto (niente rapporto completo e soprattutto baci e abbracci). Siamo riusciti a vederci 2 giorni dopo ancora, prima che tornassero i suoi.
A fine marzo notando che la conoscenza stava prendendo una certa direzione, lui mise subito in chiaro che, anche se potevamo ancora sentirci qualche volta, di non poter aver una relazione per ora: i genitori non avrebbero mai approvato. Iniziammo a scriverci molto di meno. Ad inizio aprile mia madre scoprì che la sera del 16 non ero con degli amici, ma con Giuseppe: si è scatenato l’inferno, perché i miei sanno che sono bisex, ma non approvano. Ho provato a farla ragionare, ma è stato totalmente inutile e mi è venuto un attacco di panico. Aprile è proseguito con io che scrivevo a lui per poterci vedere (anche solo per un caffè), ma lui anche se rispondeva dolcente, poi inventava una scusa per evitarmi…
Tutto questo stava iniziando a farmi impazzire, perché io non mi sono mai sentito così a mio agio e capito con una persona. È difficile per me legare anche solo in amicizia, perché sono sempre stato quello strano, quello che ha hobby e modi di fare strani, non sempre vengo capito e a volte mi sento escluso Con Giuseppe è diverso, probabilmente perché, come ho notato, anche lui è strano a modo suo.
Ho cercato di chiarire con lui, ma era difficile vederlo. Gli scrissi una lettera (una delle mie stranezze) dove gli dicevo che provavo qualcosa di forte per lui, di provare a chiarire la situazione, che avrei accettato qualsiasi sua risposta, senza alcun problema, perché infondo gli voglio bene. L’11 maggio mandai la lettera su Instagram, mi rispose, scusandosi più volte per avermi evitato, in modo volontario, e che non provava niente per me in quel senso, probabilmente anche per i vari ostacoli. Io ci rimasi male, piansi, ma poi provai a ragionare, ho capito che forse non mi mancava Giuseppe, ma come mi faceva sentire Giuseppe. Inoltre, lo conosco da poco, e non credo all’amore in prima vista, stranamente in pochissimi giorni iniziai a stare molto meglio. Ho iniziato a pensare che quello che provavo non era amore, ma un forte sentimento di amicizia, sono molto emotivo e a volte esagero, mi lascio trasportare da quello che provo e sono istintivo. Sabato 17 l’ho rivisto in una piazza di Lecce (ma noi non viviamo li, ma in due paesi vicini), con sorpresa, lui è stato molto gentile come sempre, ed io ho provato solo un senso di piacere, ma nulla di più, niente batticuore, niente euforia, come se fosse un amico… credo di aver confermato quello che pensavo.
Ora sono innervosito dall’idea di avergli detto che lo ‘’amavo’’ quando non è vero a quanto pare. Io vorrei avere un bel rapporto di amicizia (anche scopa amicizia, poco importa) con lui, ma non so davvero come muovermi, vorrei aspettare del tempo per avere le idee meno confuse, ma vorrei dirgli quello che davvero provo, sperando che lui voglia avere ancora un rapporto con me… In tutto questo sono alle prese con l’università ed un concorso militare…. Sono vicino all’esasperazione a volte.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Marzia Mazzavillani Inserita il 01/06/2025 - 18:33

Buonasera e grazie per aver condiviso con così tanta sincerità una vicenda che appare emotivamente complessa e coinvolgente. Hai già fatto un lavoro importante di consapevolezza, distinguendo tra l’idealizzazione di un legame e la realtà dei tuoi sentimenti.

Devi pensare che il tempo, in certi incontri, conta meno dell’intensità e della qualità del contatto. Con Giuseppe hai sperimentato comprensione e affinità, che ti hanno dato sollievo rispetto a un senso di esclusione e “stranezza” che ti accompagna da tempo. Questo tipo di legame può accendere emozioni forti, a volte confuse, tra amore, amicizia, bisogno di appartenenza e desiderio di intimità. È normale.

Anche se ha evitato il confronto diretto, ha riconosciuto il suo comportamento e si è scusato. Ti ha detto chiaramente che non prova un sentimento romantico e questo ti ha permesso di iniziare a distanziarti emotivamente, con una maturità che ti fa onore.

Il bisogno di sentirti accolto e compreso sembra essere al centro del tuo dolore. Il fatto che tu abbia definito "strano" il tuo modo di essere e vivere le emozioni segnala un tratto sensibile e profondo, che forse per troppo tempo non ha trovato uno spazio legittimo né nella tua famiglia né nelle amicizie. Giuseppe è stato uno specchio di qualcosa che stavi cercando da molto più tempo.

È importante rispettare questo momento di confusione e non cercare di forzare subito un riavvicinamento o una nuova definizione del rapporto. Concederti tempo per chiarire cosa desideri davvero da lui – **e cosa desideri per te nelle relazioni** – ti aiuterà a decidere come muoverti con maggiore lucidità.
Stai affrontando molte pressioni: relazionali, familiari, accademiche e legate al concorso. Quando ti senti sopraffatto, è fondamentale non gestire tutto da solo. Uno **spazio di ascolto psicologico** potrebbe aiutarti a fare ordine dentro e fuori di te, sostenere la tua emotività e valorizzare la tua identità, senza giudizio.

io penso che quello che stai vivendo meriti accoglienza, non colpa né fretta. Ti invito a considerare un percorso terapeutico: non solo per questo episodio, ma per approfondire le tue emozioni, la tua autostima e la possibilità di relazioni sane e coerenti con ciò che sei.
Hai il diritto di sentirti "normale" anche nella tua unicità. E di costruire legami che ti facciano bene davvero. pensaci seriamente un caro saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani