articoli di psicologia della Dott.ssa Orsola Monteleone

risposte dello specialista Orsola Monteleone

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Università e famiglia

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Cara Giulia, deve essere stato faticoso per lei gestire questi ultimi due anni di dolore legato alla malattia, alla perdita ma, anche, al sacrificio del "dover" esserci a tutti i costi. La "forza" di cui parla è sicuramente la risorsa che le sta permettendo di affrontare gli eventi della vita che le si sono presentati. Inoltre immagino che, con la stanchezza di questo periodo, sia anche poco facile confrontarsi con i suoi genitori per confessare e confidare le sue difficoltà e la sua avversione per il percorso di studi intrapreso. Alle volte la difficoltà sta anche nella paura di deludere le loro aspettative, di cambiare quell'immagine di figlio che negli anni è stata costruita. Il confronto, però, è anche la matrice dello sviluppo e della crescita. Attraverso il confronto possiamo trasmettere agli altri parti di noi che decidiamo di svelare. Lei dice di provare ansia al solo pensiero di svelare a suo padre di voler mollare tutto. L'ansia è un sintomo ed, in quanto tale, è un messaggio che il suo corpo e la sua mente le stanno inviando per permetterle di capire che qualcosa così com'è rappresenta un disagio per lei! Ha mai pensato di chiedere un sostegno ad uno psicologo? Potrebbe aiutarla a sentirsi meno sola in questo passaggio della sua vita. Potrebbe, anche, essere una risorsa per fare un pensiero circa le paure che, ad oggi, non le permettono di fare ciò che invece a lei piace....

Sono sotto pressione

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Caro Pasquale, innanzitutto complimenti per la sua forza nell'affrontare gli eventi che la vita le ha presentato. Non dev'essere stato facile! Da ciò che scrive si evince che lei è stato, per lungo tempo, un punto di riferimento per molte persone care ma sembra che, invece, lei non si senta circondato da altrettante persone che la possano sostenere nei momenti di difficoltà, proprio come lei vorrebbe! E' come se non sentisse di essere stato ringraziato per il tempo e l'impegno che lei ha deciso di dedicare agli altri. Mi viene da domandarle come mai secondo lei, durante gli anni, ha avuto il bisogno di occuparsi del benessere altrui? A cosa le è stato utile? Inoltre, mi sembra di capire, che ad oggi si trova bloccato contemporaneamente a livello formativo, lavorativo ed, anche, affettivo. Secondo lei come mai proprio in questo momento si sente bloccato? E come mai, in un momento in cui c'è il bisogno di organizzarsi per raggiungere degli obiettivi personali, sembra che abbia esaurito tutte le forze? Se le può essere d'aiuto provi a contattare uno psicologo con cui parlare ed approfondire meglio l'origine del suo dolore e del suo blocco. Rimango a sua disposizione. Cordiali saluti. Dott.ssa Orsola Monteleone...

Come si impara a gestire le proprie emozioni?

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Caro Alessandro, noto che non scrive né la sua età né in che periodo di vita si trova. Potrebbe essere utile saperlo! Succede qualcosa di particolare nella sua vita in questo periodo? In quali momenti le capita di "scappare", perdere la "concentrazione" ed andare nel "panico"? Quando comincia a sentirsi così? E da quanto tempo sente ciò, saprebbe collocarlo nel tempo? Parlando delle proprie emozioni dice di non saperle "gestire" proprio come se ne avesse perso il controllo. Proprio come se questa perdita non le permettesse di trovare una guida nel presente ma, di contro, la distrazione, la chiusura e la ricerca di cose sempre nuove da fare non le permettessero di fermarsi a pensare e riflettere con serenità. Inoltre qual'è la paura che di aprire una porta chiusa o di aprire gli occhi se entra in una stanza nuova? Cosa potrebbe trovare dietro quella porta e cosa potrebbe vedere se aprisse gli occhi? C'è qualcosa che la spaventa nel presente? Provi a chiedere un sostegno psicologico. Rimango a sua disposizione. Dott.ssa Orsola Monteleone...

Gelosia fratellino

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Cara Sara, l'arrivo di un secondo figlio è sicuramente un cambiamento in positivo per la famiglia che, nel ciclo della sua vita, è abituata ad attraversare una serie di trasformazioni e ristrutturazioni. Il primogenito, all’arrivo del piccolo, potrebbe vivere una fase faticosa della propria vita. Potrebbe sentire di perdere l’amore e l’affetto dei suoi genitori, può provare dolore, tristezza e risentimento. Potrebbe, inoltre, sperimentare ostilità nei confronti del nuovo arrivato. I sentimenti di gelosia e di risentimento, che s’innescano dalle nuove dinamiche relazionali, sono naturali e spontanei. Posso essere diversi tra di loro, presentarsi quasi subito oppure manifestarsi nel tempo. Un esempio possono essere gli attacchi di rabbia, i capricci, le aggressioni dirette ed i comportamenti regressivi, come il ricominciare a fare pipì a letto o succhiarsi il pollice. Tali comportamenti possono far pensare ad una difficoltà del bambino di adattarsi al cambiamento ed in questo caso alla nascita del fratellino. I genitori, per cui, ricoprono un ruolo estremamente importante per aiutarlo a crescere ed ad affrontare insieme il cambiamento. E' molto importante che suo figlio abbia voluto confidarsi con lei, esprimendo le sue emozioni ed esplicitandole le difficoltà di questo momento! Risponderei alla sua domanda dicendole di ascoltare il bambino, comprenderlo nei suoi momenti di difficoltà e rassicurarlo. Parlare con lui e permettergli di esprimere le proprie emozioni. Alle volte ci possono essere comportamenti del bambino che al momento sembrano essere inspiegabili o possono essere categorizzati come dei capricci da parte degli adulti. Per cui, può essere utile prendere del tempo per osservare i comportamenti. Potrebbe servire ad andare oltre all'apparenza del capriccio. Le consiglio inoltre di provare a chiedere un sostegno ad un Terapeuta Familiare, con orientamento Sistemico-Relazionale, che possa accompagnare voi genitori ed il piccolo ad affrontare questo periodo di cambiamento e ristrutturazione. Rimango a sua disposizione per ulteriori approfondimenti. Cordialmente Dott.ssa Orsola Monteleone...

Ho un problema a parlare

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Salve Beatrice, intanto io penso che ci sono tanti modi per comunicare con gli altri. Anche l'aspetto non verbale di una persona è una comunicazione! Certo è che l'aspetto verbale è una componente importante dal punto di vista comunicativo soprattutto se lei riferisce che l'impossibilità a farlo le "causa molti problemi", tra cui ansia e bassa autostima. Inoltre, specifica che questo blocco è associato alle persone che ama. Le domando: "Come mai secondo lei proprio con le persone che ama?" e "Prova lo stesso blocco anche con le altre persone che non rientrano in questa cerchia?". Provi a contattare uno psicologo. L'aiuterà a mettere fuori le emozioni che già lei sente ed ascolta internamente. Potrebbe essere un buon inizio per imparare ad esprimere anche a voce ciò che riesce, invece, a fare con la scrittura. Rimango a sua disposizione. Cordialmente Dott.ssa Orsola Monteleone...