Giulia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 26/03/2017

Agrigento

Università e famiglia

Buonasera,
sono una ragazza di 24 anni, frequento la facoltà di giurisprudenza ma sono al primo anno fuori corso. Ho passato due anni difficilissimi, mia nonna ha avuto un ictus cerebrale ed è rimasta paralizzata, a distanza di una settimana abbiamo scoperto che mio zio (il figlio) aveva un tumore, purtroppo dopo una lunga agonia non ce l'ha fatta. Nonna è a casa con noi, ce ne prendiamo cura io mia mamma e mia sorella, con non poche difficoltà; non sa della morte del figlio e non sto qui a spiegarvi lo strazio nel vederla così, oltre alla difficoltà di dover gestire una persona di 86 anni paralizzata (dal cambio del pannolone, al doverla lavare etc). Ebbene in quel periodo mi sono fatta forza, nonostante tutto ho continuato a studiare... Ma adesso sto crollando; non riesco più a studiare e per di più odio quello che studio. Non mi sento a mio agio con l'ambiente universitario, vivo le bocciature come se fossero dei cataclismi e per di più non riesco a rivelare tutto questo alla mia famiglia. Solo il pensiero di rivelare a mio padre l'intenzione di mollare tutto mi fa venire l'ansia, ho il timore che non reggerebbe la delusione e anzi, mi risponderebbe in malo modo facendomi sentire ancora più stupida e infantile. Mio padre è una di quelle persone che crede che la laurea mi serva per cultura personale, mia madre invece dice che se le mie amiche ce la fanno devo farcela anche io. ma non pensano a quello che io voglio veramente, non si rendono conto di quanto questa situazione mi faccia star male. Il mio unico punto di riferimento è il mio ragazzo, che vive lontano da me, ed è l'unico che mi sprona a fare quello che mi piace senza avere paura. Quello che vi chiedo è un consiglio, come posso fare per trovare il coraggio di aprirmi senza timore alla mia famiglia.
Vi ringrazio

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Orsola Monteleone Inserita il 26/03/2017 - 23:48

Cara Giulia,
deve essere stato faticoso per lei gestire questi ultimi due anni di dolore legato alla malattia, alla perdita ma, anche, al sacrificio del "dover" esserci a tutti i costi. La "forza" di cui parla è sicuramente la risorsa che le sta permettendo di affrontare gli eventi della vita che le si sono presentati.

Inoltre immagino che, con la stanchezza di questo periodo, sia anche poco facile confrontarsi con i suoi genitori per confessare e confidare le sue difficoltà e la sua avversione per il percorso di studi intrapreso.
Alle volte la difficoltà sta anche nella paura di deludere le loro aspettative, di cambiare quell'immagine di figlio che negli anni è stata costruita. Il confronto, però, è anche la matrice dello sviluppo e della crescita. Attraverso il confronto possiamo trasmettere agli altri parti di noi che decidiamo di svelare.
Lei dice di provare ansia al solo pensiero di svelare a suo padre di voler mollare tutto. L'ansia è un sintomo ed, in quanto tale, è un messaggio che il suo corpo e la sua mente le stanno inviando per permetterle di capire che qualcosa così com'è rappresenta un disagio per lei!

Ha mai pensato di chiedere un sostegno ad uno psicologo? Potrebbe aiutarla a sentirsi meno sola in questo passaggio della sua vita. Potrebbe, anche, essere una risorsa per fare un pensiero circa le paure che, ad oggi, non le permettono di fare ciò che invece a lei piace.