articoli di psicologia della Dott.ssa Maura Cavana

risposte dello specialista Maura Cavana

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Apatia e depressione

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Buonasera , La situazione che ha descritto sembra indicare un periodo di forte cambiamento (il trasferimento ) che certamente in qualche misura impatta sul nostro livello di stress:cambiamento di luogo,abitudini, rete sociale, distanza dalle persone care, necessità di adattamento ad un ambiente nuovo, vissuti di solitudine e necessità di avere qualcosa o qualcuno che ci possa dare amore (bisogno forse precedente al trasferimento ). Infatti esplicita in qualche modo un bisogno di mantenere un legame con questo ragazzo. Probabilmente aveva delle aspettative rispetto a questa relazione che pero' sono state tradite. Da quello che scrive sembra che queste aspettative fatichino ancora oggi a trovare soddisfacimento nella storia con questa persona. Sarebbe importante che cercasse di fare chiarezza su ciò che per lei è importante ricevere in una relazione e come mai ritiene che solo questa persona possa soddisfare il suo bisogno. Cosa potrebbe succedere nel caso le sue aspettative non venissero soddisfatte proprio da questa persona? A disposizione Dr.ssa Cavana Maura...

Bisogno di parlare

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Cara Carmen, quello che lei descrive potrebbe rientrare nell'area dei disturbi di tipo ansioso. Dalle sue parole pare che questa situazione le renda la vita quotidiana un po' più complessa rispetto a quella della maggioranza delle persone: come se fosse in uno stato di costante allerta dove non può permettersi di abbassare la guardia. Spesso si entra in un circolo vizioso dove ci si prefigge di farcela da soli a tutti in costi ma questo ci impedisce di trovare il supporto e conforto in qualcuno. Perciò quando poi non riusciamo a farcela da soli spesso stiamo ancora più male per la frustrazione di non avercela fatta. È come se vedessimo un caro amico stare male:penseremmo che debba trovare da solo un modo per stare meglio oppure gli consiglieremmo di farsi aiutare da qualcuno? Può iniziare a capire se riesce a parlarne almeno con una persona di cui si fida, se non se la sente ancora di rivolgersi ad un professionista . Tutti noi talvolta fatichiamo a trovare autonomamente una soluzione....

Xenofobia, Isolazionismo, Rigetto dell'umanità, Fobia sociale

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Buongiorno Ucronista, ho letto ciò che ha scritto e la prima cosa che ho pensato e sentito dentro di me (noi lo chiamiamo controtransfert oppure risonanza del terapeuta) è stata che la mia risposta molto probabilmente sarebbe stata poco fruttuosa, criticata, snobbata. Le spiego meglio quello che intendo dire: leggendo ciò che ha scritto ho avuto la sensazione di essere impotente, di non avere nessuna carta da giocare già in partenza, perchè sapevo che sarei stata "ripudiata", "criticata". La difficoltà che a mio avviso emerge è quella di una forte idealizzazione di quello che dovrebbe essere il mondo, che tuttavia appunto, essendo un'idealizzazione, non corrisponde alla realtà e questo porta a grande frustrazione. I motivi di questa idealizzazione potrebbero essere svariati e credo che questo non sia il contesto adatto per passarli in rassegna, a maggior ragione perchè non ci sono elementi sufficienti per farlo. Tuttavia, credo che il suo livello di consapevolezza di sè denoti una certa intelligenza e fondamentalmente la presenza di notevoli risorse. Le auguro che questo primo passo che ha fatto, scrivendo qui, possa essere il primo di altri. A disposizione Dr.ssa Cavana Maura...

Fratello psicotico

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Buonasera Francesco, la situazione che lei descrive merita certamente un occhio di riguardo. La sua preoccupazione nel vedere un tale cambiamento in suo fratello è comprensibile. Tuttavia pare ugualmente comprensibile il rifiuto di suo fratello di farsi aiutare poiché in questo momento egli vede negli altri delle persone che possono 'fargli del male'. A mio avviso insistere su questo punto potrebbe non sortire effetto . C'è una persona della quale suo fratello pare fidarsi maggiormente? Una strada forse più praticabile potrebbe essere quella di una richiesta di aiuto fatta dai familiari. Mi spiego meglio:secondo lei sarebbe possibile che i suoi genitori si rivolgano ad un professionista per essere aiutati (loro) ad aiutare suo fratello? Questa potrebbe rappresentare una chiave di accesso al malessere di suo fratello? A disposizione Dr.ssa Cavana Maura...

Rendimento scolastico

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Cara Spirit71, Mi auguro innanzitutto che questa risposta possa esserle di qualche utilità nonostante sia passato un po' di tempo. Ritengo innanzitutto che il suo interrogarsi ("forse dovrei lasciarla più libera ") sia certamente significativo,dal momento che sicuramente conosce sua figlia meglio di chiunque altro e perciò credo sia importante che lei ascolti questo suo pensiero, non tanto nel suo contenuto specifico ma come "segnale" di un genitore che intuisce che in qualche misura il suo comportamento influisce su quello del figlio. Mi sento inoltre di citare il suo "premetto che non va malissimo" per chiederle cosa vuol dire oggettivamente questo? È necessario distinguere tra difficoltà oggettive concrete di sua figlia e le sue aspettative di rendimento della ragazza. Entrambe degne di uguale importanza ma se "fuse" insieme possono creare qualche difficoltà sia a lei sia a sua figlia. Può darsi che vi siano effettivamente difficoltà legate alla timidezza (o forse paura di sbagliare?di non essere sufficientemente precisa?di dimostrare il proprio valore? ) ma questa è solo una possibilità. Infine la vorrei lasciare con una domanda: che cosa potrebbe succedere se sua figlia continuasse così? Quali spese dovrebbe pagare secondo lei? Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento....

Bulimia, depressione insoddisfazione...

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Cara Daniela, ritengo che il disturbo bulimico sia un po' come un cane che si morde la coda. Mangiare fino a scoppiare non può che farla sentire ancora peggio, ma senza questo "riempirsi " spesso vi è un senso di vuoto , di apatia , di tristezza. Perciò da un lato il cibo rappresenta una salvezza ma una condanna nello stesso tempo, che può portare a sentire ancora di più senso di colpa, svalutazione della propria immagine corporea, senso di inettitudine e talvolta anche impotenza. Spesso durante le crisi bulimiche la persona non ha il tempo per riflettere su quanto sta per accadere. E' un impulso a cui viene dato libero sfogo. Sarebbe importante "inserire" in questo processo altri elementi più cognitivi diciamo e in questo senso è utile un diario alimentare , nel quale segnare gli stati d'animo e in pensieri che precedono e seguono alle crisi e ai pasti. Questo unito agli alimenti consumati, orari e luoghi dell'evento . Tutto ciò serve per meglio comprendere le motivazioni che portano al sintomo . Sarebbe altrettanto necessario che questo materiale venisse poi sviscerato meglio con un professionista che la possa sostenere in questo processo di acquisizione di maggiore consapevolezza di sé. Se dalla collega a cui si era rivolta aveva avuto benefici può considerare l'idea di rivolgersi ancora a lei. A disposizione Dr.ssa Cavana Maura...

Gelosia

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Cara Martina , Sono d'accordo su quanto dettoLe dalla collega rispetto ad insicurezze personali. A questo vorrei aggiungere una riflessione rispetto alle sue aspettative nei confronti di questa storia di coppia e del suo ragazzo. Che cosa l'ha attratto di lui? Che visione ideale ha della sua coppia? Avete mai parlato di che cosa vi aspettate l'uno dall'altra? Lei è riuscita a parlargli di questo suo fastidio oppure no? È importante tenere presente la dimensione del dialogo reciproco e la condivisione di una certa visione della coppia per meglio comprendere che cosa entrambi desideriate da essa. A disposizione Dr.ssa Cavana Maura, Bergamo...