Daniela domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 29/02/2016

Venezia

Bulimia, depressione insoddisfazione...

Salve
ho 33 anni. Sono Bulimica da 6.
In questo momento della mia vita mi sento depressa insoddisfatta e priva di qualsiasi interesse. Sono stata da una psicologa e per un periodo sono riuscita a stare bene. Ma ora mi sento a terra. Priva di qualsiasi energia e voglia di fare, senza Hobby. Vengo al lavoro perché devo ma spesso mi rifugerei in casa sotto le coperte mangiando fino a scoppiare.
Cosa devo fare? Come posso rialzarmi?
Grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Antonio Amatulli Inserita il 01/03/2016 - 09:13

Gentile Daniela,
una domanda: cosa accadeva con la collega che la faceva stare bene?

Per mia esperienza la bulimia è un modo per dirsi che la propria vita non ci soddisfa e utilizziamo il cibo come sfogo.

Detto questo, io qui individuo due ordini di richieste:

la vita di cui lei è insoddisfatta
la questione della bulimia.

La questione della bulimia, per risolverla è opportuno individuare le intenzioni positive che la muovono (qual è il vantaggio di mangiare? Cosa mi permette di ottenere? Cosa mi permette di evitare?) ed individuare nuove soluzioni a quelle intenzioni (Cosa potrei fare di diverso dal mangiare per raggiungere gli stessi risultati?).

Per la prima problematica, va fatta un'analisi della sua questione, credo che, risolta la questione del mangiare, sicuramente la sua autostima aumenterebbe e si innescherebbe un percorso di miglioramento che le permetterebbe di uscire dal suo stato di insoddisfazione.

Per mia esperienza ho trovato fondamentale l'uso dell'ipnosi per risolvere queste problematiche.

Resto a disposizione,
cordiali saluti e un grande augurio,

Dott. Amatulli

Dott.ssa Maura Cavana Inserita il 01/03/2016 - 17:08

Cara Daniela, ritengo che il disturbo bulimico sia un po' come un cane che si morde la coda. Mangiare fino a scoppiare non può che farla sentire ancora peggio, ma senza questo "riempirsi " spesso vi è un senso di vuoto , di apatia , di tristezza. Perciò da un lato il cibo rappresenta una salvezza ma una condanna nello stesso tempo, che può portare a sentire ancora di più senso di colpa, svalutazione della propria immagine corporea, senso di inettitudine e talvolta anche impotenza.
Spesso durante le crisi bulimiche la persona non ha il tempo per riflettere su quanto sta per accadere. E' un impulso a cui viene dato libero sfogo. Sarebbe importante "inserire" in questo processo altri elementi più cognitivi diciamo e in questo senso è utile un diario alimentare , nel quale segnare gli stati d'animo e in pensieri che precedono e seguono alle crisi e ai pasti. Questo unito agli alimenti consumati, orari e luoghi dell'evento . Tutto ciò serve per meglio comprendere le motivazioni che portano al sintomo . Sarebbe altrettanto necessario che questo materiale venisse poi sviscerato meglio con un professionista che la possa sostenere in questo processo di acquisizione di maggiore consapevolezza di sé. Se dalla collega a cui si era rivolta aveva avuto benefici può considerare l'idea di rivolgersi ancora a lei.
A disposizione
Dr.ssa Cavana Maura