Xenofobia, Isolazionismo, Rigetto dell'umanità, Fobia sociale
Salve, ho 23 anni e sono di Napoli.
Non voglio perdermi in inutili scritture su una patologia auto-diagnosticata, no.
Premetto che non ho mai usufruito di psicologi\psicoterapeuti in tutta la mia vita, ripudiandoli, criticandoli ma forse, arrivati ai miei livelli, c'è bisogno di un piccolo consulto. La mia ex ragazza ne frequentava uno, tutto qui.
Piuttosto il mio sarà (credo) uno sfogo, un urlo digitale, per comprendere se la mia è una cosa grave o uno stato mentale.
Vengo deluso ogni giorni dall'essere umano, dal suo modo di concepire l'esistenza, sono shockato dall'eccessivo consumismo della società occidentale, dove è più importante apparire che essere.
Vivo anche in un contesto sociale sufficientemente ignorante, le persone che conosco non mi danno stimoli, le giudico superficiali. Massa di pecore.
La consapevolezza è un peso sapete?
No, attenzione ora posso essere frainteso: non mi ritengo superiore a nessuno, anzi, purtroppo faccio parte anche io della spregiudicata razza umana.
Siamo dei parassiti, ci pompiamo l'ego sui social network, chiudiamo gli occhi per la sicurezza.
Se permettete, vorrei linkarvi un video di un minuto e mezzo da YouTube, di uno spezzone di un telefilm che mi ha molto appassionato perchè rispecchia effettivamente ciò che penso della società odierna: https://www.youtube.com/watch?v=njIc062qmg4
Questo video vi farà comprendere in parte cosa penso e come lo penso. Le parole che dice il ragazzo nel video rispecchiano perfettamente le mie.
Questa... "cosa", questo metodo di pensiero va avanti da 7 lunghi anni.
Già in adolescenza ragionavo in modo diverso dagli altri, guardavo l'ambiente con occhio diverso.
Sono diventato "xenofobo", spesso mi isolo dal mondo ma non del tutto perchè internet anche è diventato parte della mia (nostra) vita.
Mi capita di svegliarmi la mattina con l'ansia che dura un paio d'ore poi sparisce, interi periodi, settimane mi sale un'angoscia e una malinconia tali non dall'indurmi al suicidio, ma uno stato di vuoto, di grigio, di apatia.
Ho pochi amici e quei pochi che ho sono dei decerebrati, li frequento giusto per ingannare il mio cervello che sta socializzando.
Ho solo un amico che sento molto vicino a me ma è andato a lavorare all'estero e ogni tanto ci sentiamo tramite Skype e simili.
Con la mia famiglia è tutt'altro discorso.
Voglio chiuderla qui, mi chiedo più che altro se qualcuno di voi psicologi risponderà e se la sua risposta mi soddisferà, non so.
Vi auguro una buona giornata a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere.