La Pet Therapy

Pubblicato il 30 marzo, 2015  / Psicologia e dintorni
La Pet Therapy

 

Le difficoltà relazionali degli esseri umani risiedono molto spesso nell’incapacità di stabilire un contatto autentico per paura di essere  giudicati o respinti. Questo disagio ci induce talvolta ad adottare atteggiamenti  di diffidenza verso i nostri simili, il che ci spinge ad isolarci.

Gli animali, con la loro grande capacità di attaccamento e la loro fedeltà, ci procurano una dose infinita di affetto, e questo senza mai giudicare e senza aspettarsi soprattutto nulla in cambio.

Il contatto con l’animale ci trasporta in un mondo di pace e contribuisce a ridurre lo stress sempre più dilagante nella nostra vita quotidiana.

L’animale fornisce al bambino un senso del dare e dell’avere puramente affettivo e non utilitaristico come quello fornito dall’uomo, avendo inoltre, un valore terapeutico tanto sul piano fisico quanto su quello verbale.

Questo contatto con “un essere che, pur animato, non attiva richieste verbali”, insegna al paziente ad utilizzare uno spazio fisico, corporeo e relazionale con il mondo esterno, costringendo per esempio il malato di autismo ad uscire dal suo isolamento ed a stabilire una relazione con il terapista oltre a rafforzare e stimolare l’uso delle sue capacità cognitivo-relazionali anche con i propri cari (De Palma,2007).

Esistono diversi “effetti” che possono essere attribuiti agli animali da compagnia e un elemento importante ci viene fornito dalla constatazione che, chi possiede un animale non lo considera come un oggetto, ma come un soggetto con una propria personalità e con il quale instaurare un rapporto affettivo, che non è uguale al rapporto che ci può essere con un amico o un parente.

Dovremmo pertanto renderci conto di quanto influiscano i legami affettivi sulle condizioni fisiche e mentali umane.

Non è un’affermazione particolarmente straordinaria affermare che l’uomo, per natura, necessita di rapporti sociali con i propri simili o con altri esseri viventi e che molte volte le relazioni sociali vengono instaurate senza un fine e pertanto si chiamano “amicizie”.

La Pet TherapyIl bisogno di socialità deve essere soddisfatto per sentirsi interamente felici e realizzati, così come per la sete e la fame, che sono bisogni primari, anche la necessità di avere contatti affettivi con gli altri è indispensabile. Il fatto di non poter soddisfare questo tipo di bisogno è detto senso di solitudine che non equivale ad essere fisicamente soli. Sappiamo tutti bene che molte volte si può essere circondati da moltissime persone e sentirsi soli allo stesso tempo.

I contatti sociali possono quindi influire sul benessere di tutti noi e anche su quello degli animali, poiché noi non siamo i soli individui a temere la solitudine.

Quindi come gli animali possono trarre giovamento dalla compagnia delle persone, anche le persone possono trarre giovamento dalla compagnia di questi ultimi.

Questo è stato dimostrato da alcune ricerche condotte da Reinohold Berler nel 1992 in cui sono stati confrontati i comportamenti sociali di possessori di cani e di non possessori. Si è notato che questi ultimi soffrivano maggiormente di ansia, mal di testa, perdita di appetito, depressione ecc., inoltre erano meno in grado di affrontare e superare i problemi quotidiani che possono nascere dal contatto con gli altri, per esempio nell’ambiente di lavoro. Avere un animale da compagnia si è dimostrato un efficace mezzo per affrontare con forza la vita di tutti i giorni ( Del Negro,2004).

Per concludere, la Pet Therapy si basa sul rapporto tra due esseri viventi, con caratteristiche differenti. Da una parte l’animale, con il suo bagaglio di spontaneità, dall’altra persone bisognose di affetto e di trovare una chiave personale per entrare nel mondo.

Ho scelto di approfondire il rapporto uomo animale essendo fermamente convinta delle potenzialità affettive nonchè terapeutiche dei pet, della loro capacità di esprimere affetto e dedizione in modo incondizionato e di entrare in sintonia con l’uomo, favorendo spesso la comunicazione tra individui.

Ho avuto modo, in un’occasione, di vivere un’esperienza che mi ha dimostrato come gli animali possano anche essere validi catalizzatori sociali. Un pomeriggio di primavera, una vicina di casa, di carattere molto introverso e poco incline al dialogo, trovandosi in grande difficoltà per aver trovato nel motore della sua auto un cucciolo di gatto con un solo occhio che miagolava disperatamente, mi ha chiesto aiuto per poter liberare il gattino dal vano motore e poterlo quindi rifocillare, dato che ella aveva paura dei gatti. Trascorremmo tutto il pomeriggio cercando di aiutare l’animale. Dopo quest’episodio, la signora, che non mi aveva mai rivolto la parola, è diventata mia amica, ha tenuto con sé il gattino, vincendo il suo timore.