Le origini storiche dei DSA (disturbi specifici dell'apprendimento)

L'evoluzione nel tempo di dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia

Pubblicato il 26 settembre, 2017  / Psicologia e dintorni
Le origini storiche dei DSA (disturbi specifici dell'apprendimento)

Il primo caso narrato di DSA risale al II sec D.C in cui Erode Attico, politico e letterato ateniese, affronta le difficoltà del figlio nell’applicarsi allo studio della lettura e della scrittura, ideando la soluzione di associare le 24 lettere dell’alfabeto greco con 24 schiavi, affinchè rappresentassero e differenziassero ogni lettera.

Erode Attico nulla sapeva dei DSA , ma aveva applicato delle tecniche tutt’oggi in uso per il sostegno degli scolari con tale disabilità. Bisogna attendere fino a metà del secolo scorso per il riconoscimento di uno studio mirato alla categoria dei DSA. Fino ad allora erano considerati una forma lieve di ritardo mentale che sfociavano in vere e proprie forme di disadattamento sociale ed emarginazione del soggetto.

In Italia, il primo studioso che formò gli insegnanti, nel 1900, fu il professore Giuseppe Ferruccio Montesano che fonda a Roma la prima scuola magistrale ortofrenica coadiuvandosi della collaborazione della formatrice e pedagogista Maria Montessori.

Nel 1925 Samuel Orton, neuropatologo americano, utilizza il termine dislessia evolutiva, per indicare la difficoltà di apprendimento riscontrata sui bambini che nonostante un Q.I nella norma, mostravano grosse difficoltà nelle capacità di lettura e scrittura.

La prima definizione specifica risale al 1990 da parte di Donald Hammill che parla di “learning disability” definendole come “un gruppo eterogeneo di disturbi manifestati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto,espressione orale, lettura, ragionamento e matematica dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale”.

La normativa italiana ha emesso il decreto 5669 del 12 luglio 2011 del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, attuativo della legge 170/2010, che riconosce giuridicamente la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come disturbi specifici dell’apprendimento e tutela il diritto allo studio di alunni e studenti,valorizza nuove metodologie didattiche e valutative e la formazione dei docenti.