Vorrei essere felice! Sì, ma come?

Pochi e semplici ingredienti per la felicità

Pubblicato il 26 gennaio, 2015  / Crescita Personale
Vorrei essere felice! Sì, ma come?

Iniziamo subito andando al dunque: sappiamo cosa è la felicità? Ciascuno di noi potrebbe darci una definizione differente, quindi comprendiamo bene come la mia felicità può essere diversa dalla tua. Partendo da questo, la felicità è una dimensione soggettiva che ciascuno deve cucirsi addosso, partendo dall'essere consapevole di sé stesso.

In linea generale potremmo dire che la felicità è quell'insieme di sensazioni ed emozioni che “fanno star bene” e fanno sentire “appagati”.La sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta.

Potremmo già dire che chi è consapevole di ciò che vuole, di ciò che è il bene per sé e si arma degli strumenti cognitivi, emotivi e contestuali per “procurarselo” è già sulla buona strada.

Vorrei qui evidenziare quali sono i modi di essere, le attitudini di chi esperisce quello stato di benessere con sé stesso e col mondo che chiamiamo felicità.

  • Le persone felici ammettono di poter sbagliare ed usano i loro errori per comprendere cosa potrebbero fare di diverso la volta successiva. Quindi, non piangono sul latte versato, ma lo raccolgono e pensano a come non farlo cadere anche la prossima volta.
  • Le persone felici solitamente hanno acquisito un senso di fiducia in sé stessi, coerente con la reale considerazione delle proprie capacità e del proprio valore, per cui non temono il giudizio degli altri, non vivono col costante terrore di esser trovati in difetto. E quel difetto, se anche fosse dagli altri evidenziato e riconosciuto come tale, non intacca la loro autostima.
  • Le persone felici sanno che è impresa irrealistica poter accontentare in tutto gli altri, per cui non assumono nei loro confronti un atteggiamento passivo di sottomissione per “poter andar bene” a tutti i costi e “piacere”.
  • Le persone felici si arrabbiano. Ma come? Sì, la rabbia non è incompatibile con la felicità. La rabbia può essere sperimentata ed usate per ridefinire con gli altri i limiti del rispetto di sé, per esprimere cosa non ci va, in una parola per affermarci.
  • Le persone felici non si aspettano dagli altri qualcosa che non si prendono la responsabilità di chiedere.
  • Le persone felici non rimuginano sul passato. Così come non piangono sul latte versato, non vivono nel “se avessi...” ma stanno nel presente.
  • Le persone felici sono in contatto con le proprie emozioni, con tutte, e si prendono la responsabilità di imparare ad affrontare e gestire meglio quelle negative.
  • Le persone felici possono non esserlo sempre stati, ma hanno forse avuto il coraggio di prendere in mano sé stessi e la propria vita per condurla verso un cambiamento.