articoli di psicologia della Dott.ssa Stefania Vianello

risposte dello specialista Stefania Vianello

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A 34 anni non essere mai stato con una donna mi fa stare malissimo

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BUONGIORNO vITO, VORREI INNANZITUTTO TRANQUILLIZZARLA: DEDICARSI ALL'AUTOEROTISMO NON SIGNIFICA ESSERE MALATO. è IL MODO CHE HA TROVATO, AD OGGI, PER DARE SFOGO AD UNA PULSIONE SESSUALE CHE NON HA ANCORA AVUTO Possibilità DI REALIZZARSI ALL'INTERNO DI UNA RELAZIONE. aLLO STESSO MODO, PENSARE SPESSO ALLE DONNE O AGLI AMICI CHE ANCORA NON HA è INDICE DI UN DESIDERIO DI RELAZIONE, UNA SPINTA VITALE AD APRIRSI ALL'INCONTRO CON ALTRI E NON VEDO IN CIò UN SINTOMO DI "MALATTIA". VENIAMO ALLA QUESTIONE Più DELICATA: IL RAPPORTO CON SUA MADRE. Può ESSERE CHE LE ABBIA RESO Più DIFFICILE IL PERCORSO DI CRESCITA E DI SEPARAZIONE DA LEI, MA QUALCOSA HA IMPEDITO A LEI, VITO, DI IMPORRE A SUA MADRE UN DISTACCO: PARTA DA QUESTA DOMANDA E SI LASCI INTERROGARE... cREDO ABBIA GIà FATTO UN PRIMO PASSO: PRENDERE IL CORAGGIO DI SCRIVERE UNA RICHIESTA DI SPIEGAZIONI RISPETTO A CIò CHE LE STA SUCCEDENDO è UNA PRIMA PRESA DI Responsabilità NEI SUOI CONFRONTI. VADA AVANTI SU QUESTA STRADA, LASCIANDO CHE SUA MADRE PORTI AVANTI LA PROPRIA: SIETE DUE PERSONE DISTINTE E I SUOI STESSI DESIDERI LE DICONO CHE LA Modalità RELAZIONALE CHE AVETE FINO AD ORA MANTENUTO NON FUNZIONA Più, PER LEI. LE AUGURO DAVVERO UN BUON CAMMINO!...

Malessere generale

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Buongiorno Simona, penso che sia utile andare un po' più a fondo nella sua storia per capire da dove arriva la sua ansia. come saprà, l'ansia è uno stato di attivazione che ci prepara a fronteggiare dei possibili pericoli: è pertanto funzionale per mantenerci in stato di allerta nelle situazioni in cui potremmo essere a rischio... nel suo caso, però, appare dopo una serie di successi: la laurea, come mi pare di capire, il matrimonio, un trasferimento. e la necessità di un cambio di vita, di routine, di relazioni. Non conoscendola, non sento di poterle dare indicazioni più precise, ma le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia: potrà aiutarla davvero a focalizzare le cause di questo suo blocco e a trovare le risorse e le energie necessarie per ripartire... buona ripresa!...

Rifiuto verso il proprio figlio

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Buongiorno Ginevra, lei ha fatto un passo importante: si è mossa per cercare aiuto. E' una donna giovane che, mi immagino leggendo le sue parole, ha avuto poco tempo per essere bambina e che a 19 anni si è trovata mamma, con un bimbo che rivendicava il suo diritto di essere accudito. Immagino sia stato un passaggio non facile, specialmente avendo sperimentato nell'infanzia una figura materna lontana, poco presente... E poi, quattro anni dopo, è arrivato un secondo bimbo: mi immagino, ancora, che il suo vissuto sia stato di non farcela ad accudire entrambi... E, allora, in maniera inconsapevole, potrebbe aver pensato che, se lei è riuscita è riuscita a crescere senza l'amore di un papà e di una mamma, anche questo bambino avrebbe potuto farcela senza il suo amore e ha riversato le poche energie che sentiva di avere a disposizione per crescere il secondogenito, più piccolo e quindi più bisognoso di accudimento. Mi chiedo, anche, a che età lei ha perso il padre... è forse vicina all'età del suo primo figlio? Le mie sono ipotesi, ma una cosa sento con forza, come le ha sottolineato anche la collega che ha risposto in precedenza: che lei, prima di tutto, fatica a comprendere e ad amare sé stessa. non si giudichi, quindi, se non sente di amare il proprio bambino ma cerchi aiuto, esattamente come ha fatto scrivendo qui. Si rivolga ad un consultorio, che oltre ad un sostegno psicologico le potrà offrire anche un supporto nella relazione con i suoi figli, sollevandola dalla fatica di doverli gestire da sola. Le sono vicina, un abbraccio. Stefania Vianello...

Incubi notturni

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Buongiorno Maria, immagino la fatica di andare a letto ogni sera con la paura di ciò che le comparirà in sogno! Mi pare chiaro dai suoi sogni che il tema della morte sia tuttora molto presente in lei, nonostante durante il giorno gli attacchi di panico non si presentino più. Lo Xanax, farmaco che le è stato prescritto a 14 anni per controllare gli attacchi di panico, le è servito al tempo per superare i sintomi dell'enorme sofferenza conseguente alla perdita di suo nonno, ma non ha potuto lavorare sulle cause che l'hanno portata a vivere in maniera così paralizzante un evento che fa parte del normale ciclo di vita. Intendiamoci: la morte di una persona così importante porta sempre con sé il dolore della separazione ed il bisogno di ricostruire un equilibrio in cui la presenza della persona scomparsa sia radicalmente diversa da prima, non essendo più una presenza fisica, ma gli attacchi di panico ci parlano anche di un suo sentirsi in punto di morte. E' come se, con la scomparsa del nonno, avesse sentito minacciata la sua stessa esistenza. Ora, a 24 anni, età in cui sta affrontando il passaggio all'adultità e quindi con l'essere simbolicamente alla pari con i suoi genitori e antenati questo tema torna a farsi sentire... io penso che sarebbe molto utile per lei affrontare questa tematica con l'aiuto di uno specialista: i suoi sogni le stanno segnalando con forza che i suoi "spettri" interiori hanno bisogno di essere ascoltati. Provi a cercare uno psicoterapeuta nella sua zona e si faccia coraggio... non le nascondo che il cammino potrà essere faticoso, ma le sarà sicuramente utile! In bocca al lupo, un abbraccio, Stefania Vianello...

Paura di vivere... fobia sociale

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buongiorno Rossella, partirei dalla tua ultima affermazione per rassicurarti: sei perfettamente in tempo per lavorare sulle tue fatiche! Non esiste una "data di scadenza" dopo la quale non è più possibile affrontare i propri nodi... ma esiste un tempo per farlo ed è un tempo personale, e per te sembra essere arrivato ora: non sei più disposta ad accettare che l'ansia di incontrare gli altri ti precluda la possibilità di avere relazioni soddisfacenti. Individui nel tuo passato un evento traumatico importante: sicuramente questo ha avuto un ruolo importante nell'emergere delle tue difficoltà e sarebbe importante esplorarlo con l'aiuto di uno psicoterapeuta. Vorrei anche mettere in luce la forza che stai dimostrando: nonostante la fatica nell'incontrare altre persone, continui a fare passeggiate, ad andare a fare la spesa... in sostanza, a giocarti in situazioni in cui è altamente probabile trovarti nella situazione che temi. Ti consiglio di intraprendere un percorso psicologico, sei davvero nel momento giusto per poterne trarre il massimo! Per qualsiasi chiarimento, sono a disposizione. Stefania vianello...

In quanto tempo passa l'ansia?

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Buongiorno Luca, ci sarebbe bisogno di elementi in più per poter dare una risposta alla sua domanda: ogni persona ha la propria storia, che determina un modo diverso di rispondere agli stimoli che la vita quotidianamente ci offre. L'ansia è una risposta del nostro organismo a situazioni in cui potremmo essere a rischio: è una dotazione utile, perché ci mette in allerta così da essere pronti a reagire con rapidità e concentrazione. A volte, però, questo meccanismo si inceppa e i segnali di ansia diventano così intensi da diventare faticosi da sopportare: immagino che questo sia il suo caso! Per affrontare il problema in maniera completa, sarebbe utile valutare le caratteristiche della sua situazione in maniera più approfondita. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti, d.ssa Vianello Stefania...

Iper sensibilità

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Buongiorno Luca, la sua richiesta mi colpisce: come mai sente di dover fare qualcosa per "superare" (mi passi il termine, se non è quello che lei avrebbe usato) questa sua nuova sensibilità? Lei ha vissuto due eventi fondamentali e connessi con la natura intima dell'uomo, la nascita di una figlia e la morte di una persona cara: si è immerso nella fragilità e nella forza della nostra esistenza. Può essere che queste esperienze abbiano ampliato la sua capacità di entrare in risonanza con le emozioni altrui e che la portino quindi a commuoversi di frequente. Mi pare, però, di cogliere una sua fatica nel vivere questo sovraccarico emotivo: forse le sue lacrime sono una valvola di sfogo, una via d'uscita da un'intensità di sensazioni che in precedenza potrebbero non aver avuto molto spazio... Le voglio comunque dire che trovo molto tenera l'immagine di un neo papà che si commuove spesso: è una risorsa per la sua bimba che sta crescendo e incontrando il mondo, se riuscirà a trovare lo spazio per condividere con lei (e quindi familiarizzare per primo con) il suo prestare attenzione ai piccoli gesti e alla vita degli altri. Resto a sua disposizione, Stefania Vianello...