Ginevra domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 08/03/2017

Lecce

Rifiuto verso il proprio figlio

Sono una giovane mamma di 24 anni, ho due bambini di 1 e 5 anni. Ho avuto una vita non facile ho perso il papà da piccola e la mamma sempre lontana per lavoro, cresciuta qua e là. Poi ho trovato il mio compagno attuale e le cose vanno malissimo, a causa della sua possessivita nei miei confronti. Arrivo al dunque. Il bambino più grande, c'è l'oceano fra di noi, non gioco mai non lo sopporto non manifesto affetto verso di lui. Il bambino lamenta sempre mal di pancia io sono ipocondriaca e lui me lo fa apposta tanto che arrivo a non rispondere alle sue richieste. Ho sofferto gravemente di depressione è attualmente d'ansia. Non so cosa fare. Preciso che di notte non dormo perché allatto il restante della giornata me la sbrigo da sola perché non ho nessuno che mi aiuta per staccare un po'. Sono effettivamente stressata sto perdendo tento peso, ma non mi preoccupo. Vorrei solo capire il perché ho questo rifiuto per mio figlio. Perché penso di andarmene con il più piccolo e lui no. Aiutatemi per favore

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Stefania Vianello Inserita il 09/03/2017 - 15:42

Buongiorno Ginevra,
lei ha fatto un passo importante: si è mossa per cercare aiuto.
E' una donna giovane che, mi immagino leggendo le sue parole, ha avuto poco tempo per essere bambina e che a 19 anni si è trovata mamma, con un bimbo che rivendicava il suo diritto di essere accudito.
Immagino sia stato un passaggio non facile, specialmente avendo sperimentato nell'infanzia una figura materna lontana, poco presente...
E poi, quattro anni dopo, è arrivato un secondo bimbo: mi immagino, ancora, che il suo vissuto sia stato di non farcela ad accudire entrambi... E, allora, in maniera inconsapevole, potrebbe aver pensato che, se lei è riuscita è riuscita a crescere senza l'amore di un papà e di una mamma, anche questo bambino avrebbe potuto farcela senza il suo amore e ha riversato le poche energie che sentiva di avere a disposizione per crescere il secondogenito, più piccolo e quindi più bisognoso di accudimento. Mi chiedo, anche, a che età lei ha perso il padre... è forse vicina all'età del suo primo figlio?

Le mie sono ipotesi, ma una cosa sento con forza, come le ha sottolineato anche la collega che ha risposto in precedenza: che lei, prima di tutto, fatica a comprendere e ad amare sé stessa. non si giudichi, quindi, se non sente di amare il proprio bambino ma cerchi aiuto, esattamente come ha fatto scrivendo qui.
Si rivolga ad un consultorio, che oltre ad un sostegno psicologico le potrà offrire anche un supporto nella relazione con i suoi figli, sollevandola dalla fatica di doverli gestire da sola.
Le sono vicina,
un abbraccio.
Stefania Vianello

Dott.ssa Lucia Inverso Inserita il 08/03/2017 - 16:34

Cara Ginevra,
sento innanzitutto di dirle che ho letto attentamente le sue parole, e che ogni sfaccettatura del suo vissuto merita una particolare riflessione. Credo che ci siano molte cose che lei dovrebbe elaborare dentro di sè per entrare maggiormente in sintonia non solo con suo figlio, ma anche con sè stessa. Mi chiedo se anche lei è la primogenita o anche se è figlia unica, ed ipotizzo che riscoprire ed amare la bambina che lei è stata potrebbe aiutarla nel suo difficile rapporto con suo figlio più grande. Sento anche di dirle che ha fatto un grande lavoro ammettendo i suoi sentimenti ostili nei confronti di questo bambino, e che dimostra per questo una forza importante, nonchè la voglia di affrontare la situazione anzichè negarla a sè stessa. Cara Ginevra, credo che sia necessario affrontare tutte queste tematiche con un professionista, con degli incontri vis à vis, cominciando un percorso importante per lei e, di conseguenza, per suo figlio, il quale credo stia cercando di mandarle dei segnali forti attraverso i suoi mal di pancia. Sia coraggiosa; ci sono i presupposti per un fruttuoso lavoro che sistemi al meglio le cose.

Resto a sua disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Lucia Inverso- Foggia.