L'altalena emotiva dell'amante
La mia è la classica storia di una 30enne con un uomo sposato di 48 iniziata per caso accettando un invito a cena sicura che eventualmente sarei stata in grado di gestirla. E mi ritrovo dopo 6 mesi con la voglia di vivere sotto le scarpe dopo che lui ha deciso che “doveva ritrovare se stesso”. All’inizio il tema sessuale aveva una forte prevalenza ma ha lasciato subito spazio ad un sentimento da parte di entrambi che ha portato casa mia a popolarsi di lui. Una vita parallela fatta di incontri dopo il lavoro,di we rubati,di cene fuori ma anche di tante serate a rotolarci sul divano,della sua voglia di penetrare il mio tessuto sociale. Conosco i suoi figli ed io sono un “ex collega di papà”. Da banale essere umano inizio a nutrire la speranza che lui lasci la moglie ma per paura non gliel’ho mai chiesto. Stiamo bene soffriamo la mancanza dell’altro ad ogni we che non possiamo vederci aspettiamo il lunedì mattina per ritrovarci sotto le coperte del mio letto . Passa il primo we da solo con la moglie a scegliere la cucina per casa nuova,io sto malissimo perché realizzo l’assenza concreta di un futuro insieme. Da lì la fine:non possiamo continuare perché lui non può tornare a casa sentendosi nel posto sbagliato,non può immaginare di non vedermi e sentirmi più,ma poi mi chiede di lasciarlo stare,perché è “orgoglioso di non aver avuto il coraggio di mollare la famiglia” mi dice che aveva addirittura spostato dei soldi per comprare casa con me. Gli ho proposto di tornare ad avere un rapporto più superficiale in cui la componente sessuale riprenda spazi importanti. Dice di non farcela:l’ultima volta abbiamo provato a fare l’amore più per la voglia di sentirci ancora incastrati che per il desiderio sessuale. Mi chiedo e vi chiedo: perché?