La rabbia e i suoi meccanismi: come gestirla?

Pubblicato il 26 ottobre, 2016  / Psicologia e dintorni
La rabbia e i suoi meccanismi: come gestirla?

La rabbia viene considerata una reazione necessaria e benefica, una risposta biologica protettiva, ma può diventare un’emozione estremamente devastante che falsa la percezione della realtà, impedendo una valutazione lucida e oggettiva dei fatti.

Nella vita moderna, in particolare nelle relazioni ritenute importanti, agire in base a questo impulso primitivo genera distruzione.

La rabbia è il sentimento che ci mette in allarme, è un segnale paragonabile al dolore che ci avvisa di un potenziale problema da affrontare; essa fa parte dei nostri meccanismi primordiali di sopravvivenza.

Perché ci si arrabbia?

  • Non ci si sente apprezzati

  • Ci si vuole difendere o si è feriti e non si vuole apparire vulnerabili

  • Qualcuno viola i nostri diritti

  • Si ha paura e, quindi, si prova rabbia nei confronti di se stessi

Cosa avviene nel corpo?

La tendenza all’azione associata alla rabbia comprende modificazioni circolatorie, vocali, muscolari e della mimica facciale che preparano l’individuo a farsi avanti e ad attaccare:

  • nel cervello parole e immagini subiscono un processo di interpretazione, attivando così il sistema fisiologico;

  • le zone primordiali del nostro cervello entrano in azione, inviando messaggi al corpo per prepararlo all’azione;

  • il sistema nervoso simpatico invia messaggi e prepara un’ allerta generale: i surreni producono adrenalina e noradrenalina, i peli si drizzano, i muscoli sono pronti ad agire, la pressione arteriosa sale, il battito cardiaco aumenta, le pupille si dilatano e il viso assume l’espressione della rabbia.

I meccanismi cognitivi della rabbia

Molto spesso alla base della collera e dei conflitti interpersonali vi sono comunicazioni confuse ed equivoche.

Fondamentale è la nostra interpretazione di ciò che l’altro fa e dice.

Per evitare fraintendimenti nelle relazioni è utile capire come funziona la nostra mente quando ci sentiamo frustrati. I nostri schemi cognitivi ci predispongono ad interpretare erroneamente il comportamento degli altri o ad esagerarne il significato, portandoci ad attaccare l’altro.

Conflitti interpersonali: chi ha ragione e chi no?

Nel conflitto il problema non è stabilire chi abbia ragione o torto, ma il fatto di pensare che io ho ragione e l’altro torto.

Ognuna delle parti in conflitto considera i propri valori giusti, ma i valori hanno significato soltanto per chi li condivide.

Non vi sono regole universali per decidere chi “ha ragione” e chi “ha torto”, ogni parte in questione parla dal suo punto di vista. In un conflitto, è meglio trovare una soluzione per risolverlo che focalizzarci sul cercare di avere ragione.

Le conseguenze della rabbia

E’ stato calcolato che nel mondo succede un crimine violento ogni tre secondi e che i delitti più frequenti sono proprio quelli preceduti da un’esplosione di rabbia.

Molte donne sono picchiate dai mariti, ma altrettanto frequente è anche il contrario. Spesso, queste violenze tra le mura domestiche, non vengono denunciate.

Oggetto di violenza incontrollata sono anche i bambini. Accade spesso che i genitori esplodano perché le urla notturne del neonato impediscono di dormire.

La difficoltà di controllare la rabbia è all’origine di molti litigi fra automobilisti, sia pure per piccoli tamponamenti, parcheggi…

Come gestire la rabbia?

Di fronte ad un sentiento di rabbia, il soggetto può scegliere di:

  • lasciarla senza controllo

  • canalizzarla e gestirla

Quando viene in terapia un soggetto con un sentimento di rabbia è importante:

  • portare i soggetti ad accettare l’evento o gli eventi scatenanti;

  • chiarire i vantaggi e gli svantaggi della rabbia.

Svantaggi della rabbia

  • la rabbia non ci permette di valutare correttamente la realtà;

  • quando siamo arrabbiati siamo convinti di aver ragione, non abbiamo l’impressione di esagerare;

  • selezioniamo alcuni aspetti negativi della situazione;

  • rifiutiamo ogni consiglio o interpretazione ragionevole in contrasto con la nostra visione delle cose.

N.B.: Quando siamo arrabbiati, giudichiamo l’evento attraverso il filtro del nostro egocentrismo.

Passi per gestire la rabbia

  1. accettare l’evento o gli eventi scatenanti;

  2. essere consapevoli del proprio stato;

  3. cercare soluzioni efficaci per adattarsi alla situazione, evitando che gli eventi negativi ci distruggano.