Effetto yoyo nelle cure dimagranti

Cause e conseguenze psicologiche: una breve riflessione

Pubblicato il 1 dicembre, 2016  / Psicologia e dintorni
Effetto yoyo nelle cure dimagranti

Quando intraprendiamo qualsivoglia percorso di cambiamento, riponiamo in esso tutta una serie di aspettative delle quali ci rendiamo più o meno conto.

Quando iniziamo una dieta dimagrante ad esempio, ci viene automatico fare delle fantasie su come sarà il dopo ed anche su come andrà il durante (sarà difficile, non ce la farò mai, finalmente potrò entrare di nuovo nella taglia 42 e chi più ne ha più ne metta).

Questo accade perché la nostra mente funziona come una perfetta macchina del tempo: siamo bravissimi a fare congetture sul futuro o a rimuginare sul passato; il ché ci porta purtroppo a perdere spesso il contatto con il momento presente.

Essere troppo focalizzati sul futuro (“mannaggia, è quasi un mese che sto a dieta e ho perso solo un kg, quando se ne andranno i primi 5, quando perderò la prima taglia? Questa dieta non sta funzionando, non funzionerà, non dimagrirò mai…”) durante un percorso dimagrante può essere davvero disfunzionale e deleterio in quanto questi brutti pensieri che la nostra mente ci pone davanti possono portarci a non seguire più lo schema alimentare con conseguente recupero del peso perso ed aumento di ansia e frustrazione.

L’aumento di ansia e frustrazione durante un percorso dimagrante può portare poi a vari tipi di comportamento che possono innescare il famoso effetto yoyo il quale sicuramente non contribuisce a farci stare bene da nessun punto di vista: se iniziamo a prendere peso perché sfiduciati e diminuiamo drasticamente la quantità e la qualità di cibo infatti, inizialmente ansia e frustrazione diminuiranno perché vedremo finalmente l’ago della bilancia scendere di nuovo; nel lungo termine ci renderemo però conto che, per prima cosa non possiamo mantenere a vita un regime alimentare così restrittivo (e state sicuri che anche per il più tenace di noi si rivelerà essere così, l’ago della bilancia è destinato a stabilizzarsi di nuovo ed il nostro metabolismo ne uscirà non poco provato).

Secondariamente, una volta che sgarriamo anche solo di poco, l’ago della bilancia sale…ed ecco di nuovo frustrazione, ansia e, perché no, mettiamoci pure l’umore depresso che tornano a farci compagnia e a ripeterci quanto siamo falliti e quanto diventeremo grassi perché con noi le diete non funzionano…e quindi mangiamo, e quindi ingrassiamo di nuovo con gli interessi…e quando siamo in buona torniamo a restringere la nostra alimentazione nella vana speranza di restringerci noi una volta per tutte, ma così non è e si va avanti in questo circolo vizioso fino allo sfinimento.

Questo accade non perché siamo sbagliati, semplicemente perché siamo esseri umani e la nostra mente funziona così, proiettata nel futuro o persa nel passato: “ah, com’ero bella e magra in questa foto, non tornerò mai più così”, nel frattempo magari ci facciamo fuori un bustone di patatine perché in qualche modo ci offre sollievo momentaneo, salvo poi pesarsi e farsi prendere da sensi di colpa, ansia, frustrazione e tutte le belle cosine che abbiamo già detto.

Cosa possiamo fare allora quando stiamo seguendo una dieta e siamo frustrati perché l’aspettativa che avevamo si rivela essere più lenta e statica del previsto? (sempre con annesso nutrizionista mi raccomando, non cadiamo nell’errore del “posso farcela da solo” o del “che figata la nuova dieta iperpoteicasenzacarboidrati di Pincopallino che ho letto sul giornale Pincoquadratino e che ha fatto perdere 18 kg in 10 giorni alla Pincopina” perché, o Pincopina ha raccontato una megaballa o presto si ritroverà di nuovo tutti i suoi kg con gli interessi, oppure è semplicemente più fortunata di noi.Ogni programma nutrizionale deve essere personalizzato; ciò che funziona per pincopina non è detto che funzioni per te, anzi, molto probabile che non funzioni.).

Ci sono numerose tecniche che possiamo imparare per affrontare più serenamente questo percorso e non farci catturare da ansia e frustrazione, ovviamente questa non è la sede più corretta per affrontarle ed impararle insieme ma vi assicuro che esistono e che noi psicologi del benessere esistiamo apposta per aiutarvi in questo cammino.

Al di là delle tecniche che ognuno potrà decidere se approfondire o no, quello che possiamo dirci quando ci vengono brutte idee in testa è questo: “sono qui, adesso, noto i miei pensieri, lascio andare le mie frustrazioni e continuo a muovermi verso quello che è importante per me”.

Ragioniamo sul fatto che mangiare perché siamo frustrati per la non perdita di peso momentanea non ce ne farà perdere di più; restringere il nostro regime alimentare a lungo termine non funziona, anzi, peggiora le cose.

I risultati arrivano se ci impegniamo ogni momento a raggiungere il nostro obiettivo.

Concludendo, quali sono dunque le cause psicologiche dell’effetto yoyo?

Come abbiamo detto esse sono i pensieri proiettati al futuro o fermi al passato che generano ansia, frustrazione ed umore depresso. Come li combattiamo? Allenandoci a rimanere concentrati nel momento presente e ad agire verso i nostri obiettivi.

Quali sono invece le conseguenze psicologiche dell’effetto yoyo?

Sicuramente le già citate ansia, frustrazione ed umore depresso ed i circoli viziosi annessi e connessi; mettiamoci poi il calo di autostima ed autoefficacia poiché inizieremo a sentirci incapaci di raggiungere il nostro obiettivo.

L’effetto yoyo avrà inoltre un grande impatto sulla nostra vita sociale in quanto essendo vittime del nostro stesso giudizio, ci sentiremo messi a giudizio anche dagli altri con conseguente rifiuto e ritirò sociale.

L’effetto yoyo è anche associato ad un aumento del rischio di sviluppare disturbi alimentari come anoressia e bulimia; facciamo quindi qualcosa per noi stessi cercando figure valide che siano in grado di seguirci e indirizzarci, e ricordiamo che, come disse Tolstoj: “C’è un solo tempo importante, - ADESSO! È il tempo più importante perché è l’unico tempo su cui abbiamo potere”