Comunicazione efficace: come migliorare la propria comunicazione con gli altri in modo semplice ed efficace

Pubblicato il 8 giugno, 2017  / Psicologia e dintorni
Comunicazione efficace: come migliorare la propria comunicazione con gli altri in modo semplice ed efficace
Una comunicazione efficace migliora l'autostima e i rapporti con gli altri.

La comunicazione consiste nell’utilizzazione di un codice per la trasmissione di un messaggio tra un emittente e un ricevente.

Esistono 15 fattori che possono definire una comunicazione di qualità:

PRIMA DEL PROCESSO SI COMUNICAZIONE:

1) DISPONIBILITÀ DEL RICEVENTE: Il ricevente sospende la sua attività per prestare attenzione all’emittente.

2) OPPORTUNITÀ DELL’INIZIATORE (contesto e situazione): a) L’iniziatore deve osservare che lo stato d’animo del ricevente sia adeguato al contenuto della comunicazione. b) Che lo stato d’animo dell’iniziatore sia adeguato (calmo e rilassato). c) Che l’attività del ricevente non sia incompatibile con la comunicazione. d) Che vi sia corrispondenza del contesto ambientale. Spazio e territorio senza interferenze, rumori o fastidi. Tempo a disposizione sufficiente.

DURANTE IL PROCESSO:

3) SVUOTARSI PER L’ACCOGLIENZA: Liberarsi dei contenuti e delle emozioni prima del processo di comunicazione attuale.

4) EMPATIA PROSOCIALE: a) Risposta di Feedback caratterizzata dall’espressione di stare procedendo secondo una prospettiva dell’altro, comprendendo secondo le sue coordinate concettuali (empatia cognitiva). b) Risposta di feedback su ciò che si sta sperimentando, sulle proprie emozioni (empatia emozionale). c) Utilizzo della domanda per animare l’interazione e per meta comunicare interesse verso l’altro.

5) VIVERE IL PRESENTE PIENAMENTE: a) Liberarsi da pregiudizi e stereotipi sulle altre persone alimentati dall’esperienza o ricordi della stessa in altre situazioni o momenti. b) Vivere il “qui ed ora” della comunicazione che significa centrare tutta l’attenzione a disposizione nella realtà razionale attuale. Le allusioni o contenuti del passato o a piani per il futuro non devono mascherare la relazione attuale, ma arricchirla.

6) CONFERMA DELL’ALTRO: a) Riconoscere l’altro come persona e possessore di dignità. b) Riconoscere l’altro come fonte di comunicazione, di informazioni e meritevole di attenzione ed interesse. c) Uso del sorriso come accoglienza positiva all’interlocutore.

7) VALORIZZAZIONE POSITIVA. a) Valorizzazione positiva dei comportamenti altrui. Elogi. b) Attribuzione positiva rispetto a capacità e comportamenti possibili altrui. c) Valorizzazione positiva dei contenuti e del processo di comunicazione.

8) ASCOLTO DI QUALITÀ. a) Determinazione nell’adottare atteggiamenti e condotte di pieno ascolto che iniziano con la volontà di “essere il primo ad ascoltare” (nel senso di preferenze ed esecuzione). b) Manifestazioni esterne e comportamento di ascolto: - Contatto oculare. - Espressione verbale coerente con il tono e i contenuti. - Postura di accoglienza: volgendo il corpo verso l’emittente. - Distanza adeguata. - Tranquillità, con assenza di movimenti ansiosi. - Ratificazioni non verbali che riflettano ciò che si ascolta (es. Inclinazione della testa) mantenendo la fluidità del ritmo. - Controllo delle adeguate pause interpersonali.

9) EMISSIONE DI QUALITÀ. a) Tono e intensità della voce adeguati (secondo il criterio del ricevente). b) Adeguata velocità nelle parole. Pause personali. c) Manifestazioni esterne e comportamentali: - Contatto oculare. - Orientamento del corpo verso il ricettore. - Espressione facciale e gestuale coerente con il contenuto verbale. - Animazione del volto, bocca e occhi. - Distanza adeguata. d) Assertività. Espressione di fiducia e sicurezza, facilitata dall’ascolto dell’interlocutore, che permette la manifestazione e l’affermazione di sé stesso mediante la proprietà o dominio delle parole e concetti utilizzati.

10) ACCETTAZIONE DEL NEGATIVO. a) Capacità ad assumere, accettare rischi, atteggiamenti, condotte, contenuti dell’altro, che il soggetto vive come negativi, in modo che non interferisca nella comunicazione in corso. b) Accettazione di ciò che gli altri considerano come negativo del soggetto, essendo questo capace di assumere la propria responsabilità, senza che interferisca nella comunicazione in corso. d) Superamento emozionale dei propri stati fisici, psichici negativi, per dinamizzare la relazione positiva, prosociale, in funzione dell’altro.

FATTORI DI CONTENUTO:

11) AMPIEZZA DEL REPERTORIO DEI TEMI. a) Proposito condiviso e realizzato al momento di introdurre contenuti nuovi a misura che aumenta la convivenza. b) Ambito di comunicazione rispetto agli "inputs" e sua risonanza nell’ambito psichico interiore, percepiti durante la vita quotidiana. Specialmente quelli provocati : dalle letture, i mezzi audiovisuali, le manifestazioni artistiche e la contemplazione della natura in generale.

12) SUFFICIENTE QUANTITÀ DI INFORMAZIONE. a) Quantità sufficiente di informazione trasmessa in ogni comunicazione.

13) APERTURA E RIVELAZIONE DEI SENTIMENTI. a) Espressione frequente di sentimenti positivi di: Gradimento, ringraziamento, desideri… b) Espressione non frequente di sentimenti negativi : disgusto, scoraggiamento, irritazione, rimproveri. Riferiti a contenuti in cui non è implicato l’interlocutore o che non lo feriscano. c) Rivelazione cauta e solo in momenti adeguati, dei sentimenti negativi di rimprovero ed irritazione relative alle condotte dell’interlocutore. Assumere la proprietà di tutti i sentimenti. Imprescindibile farlo Personalmente evitando l’accusa diretta dell’altro. Uso dell’"Io mi sento disgustato per ....(lista di comportamenti altrui molto concreti e determinati e no caratteristiche stabili o invariabili)...". d) Evitare assolutamente rimproveri sull’andamento.

FATTORI DI META-COMUNICAZIONE:

14) VERIFICA E CONTROLLO DEL PROCESSO COMUNICATIVO. a) Presenza dei messaggi di meta comunicazione che siano congruenti con la trasparenza, conferma dell’altro e controllo della comunicazione in corso. Frequenza di frasi o messaggi “annunziatori”, precedenti l’intervento, che chiarifichino e contestualizzino ciò che si dice in un contesto. b) Coscientizzazione rispetto al processo e alle regole della comunicazione, espresso in condotte regolatrici. c) Regole accettate dall’interlocutore.

15) VERIFICA DEI SIGNIFICATI MUTUI. DISTANZA SEMANTICA. a) Conoscenza del mondo dei significati propri e dell’interlocutore, specialmente riferito alla risonanza emozionale delle parole e dei concetti usati frequentemente e che intervengono in situazioni conflittuali. (Distanza semantica) Esistono poi diverse tecniche ( oltre al tenere conto i fattori precedentemente elencati) che permettono di migliorare la comunicazione con gli altri e il proprio rapporto con gli altri. Queste tecniche sono trattate nella terapia cognitiva comportamentale nel training affermativo. Esso spiegherà al paziente i suoi diritti affermativi, oltre alle tecniche per fare dei complimenti, fare ed accettare delle critiche, fare delle richieste, come dire di no in maniera efficace sia per l’emittente che per il ricevente.