Ossessioni, compulsioni e disturbi del comportamento alimentare

A fronte di rituali simili, è importante distinguere la presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo da un disturbo del comportamento alimentare

Pubblicato il 28 ottobre, 2016  / Psicologia e dintorni
Ossessioni, compulsioni e disturbi del comportamento alimentare

Il Disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è un disturbo d’ansia in cui la persona ha ripetutamente pensieri, sensazioni, emozioni e comportamenti (ossessioni) che conducono verso un’abitudine ripetuta o rituale (compulsioni). Le compulsioni sono un modo per tenere a bada l’ansia e l’angoscia suscitata dalle ossessioni.

Alcune ossessioni possono essere:

  • timore di essere contaminati da germi e batteri;
  • idea che tutto debba essere perfettamente simmetrico;
  • paura di fare innavertitamente del male a sé o ad altri;
  • eccessiva attenzione a credenze superstiziose;
  • paura di perdere i propri oggetti.

Alcune compulsioni invece sono:

  • trascorrere molto tempo a lavarsi;
  • pulire la casa in maniera ripetuta;
  • riordinare continuamente;
  • accumulare cose inutili;
  • avere abitudini ripetute come pronunciare una certa parola o contare un determinato numero di volte prima di fare qualcosa;
  • controllare di continuo se porte, rubinetti o finestre sono chiusi.

Il DOC può essere concomitante ad altri disturbi: in particolare, si stima sia presente in circa il 40% delle persone affette da un Disturbo del comportamento alimentare (DCA).*

I DCA principali sono anoressia, bulimia e binge eating disorder. Esiste un ulteriore categoria di disturbi non altrimenti specificati per descrivere coloro che, pur avendo un disturbo alimentare di rilevanza clinica, non soddisfano pienamente i criteri per una diagnosi.
Chi soffre di questo tipo di disturbo spesso sviluppa una vera e propria ossessione nei riguardi del cibo e del peso: mangiare, non mangiare, mangiare troppo, eliminare il cibo, nascondere gli incarti, mangiare di nascosto, mangiare per tristezza, rabbia o solitudine...


Per tenere a bada l'angoscia innescata da questi pensieri possono essere messe in atto delle compulsioni quali:

  • conteggio delle calorie;
  • esercizio fisico intensivo;
  • controllo continuo del proprio corpo, anche allo specchio;
  • frequenti pesate;
  • utilizzo di diuretici e lassativi;
  • monitoraggio rigido dell’assunzione di carboidrati, zuccheri, grassi,...
  • digiuni compensativi in seguito ad abbuffate.

Se è vero che il rituale serve a ridurre l’ansia, è altresì vero che rituali simili possono essere messi in atto da persone diverse per placare ansie di origine differente.
Prendiamo il caso di due persone che hanno in comune la compulsione di tagliuzzare il cibo nel piatto in piccole parti.

La prima persona ha l’ossessione di restare soffocata mentre mangia: il rituale le serve a tenere sotto controllo l’angoscia derivante da questo timore ricorrente.
La seconda persona ha un disturbo del comportamento alimentare e il rituale viene attuato per avere un miglior controllo delle calorie del piatto e contrastare l’ansoscia derivante dall’aumento di peso.

In entrambe le tipologie di disturbo si innescano dei circoli viziosi. Il lavoro terapeutico consiste in primo luogo nel riconoscere quale sia la problematica più importante, cioè cosa sia più limitante nella quotidianità della persona, e creare una lista di priorità. A questo punto, si cerca di individuare le cause del disturbo, lavorando insieme su due fronti: diminuire i livelli di ansia e trovare modalità più sane per gestirla.

Fonte:

  • * Kaye, et. Al. Relationship between Anorexia Nervosa and Obsessive and Compulsive Behaviors. Psychiatric Annals, 1993. (23):365-373.