Anoressia e bulimia: le malattie dell'amore

Pubblicato il 12 settembre, 2016  / Psicologia e dintorni
Anoressia e bulimia: le malattie dell'amore

DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Anoressia e bulimia sono gravi patologie che utilizzano il corpo come mezzo per esprimere la propria sofferenza.

Un corpo che pian piano sembra scomparire fino ad arrivare all’osso, da un lato, ed un corpo ingolfato, riempito fino all’estrema conseguenza opposta.

Nell’immaginario collettivo anoressia e bulimia sono spesso considerate due condizioni contrapposte. In realtà esse possono essere pensate come due facce della stessa medaglia. Infatti in entrambi i casi, solitamente l’esordio della malattia, percorre inizialmente la forma anoressica, sviluppando una crescente attenzione nei riguardi del cibo, del peso corporeo e della propria immagine.

Essa può sfociare successivamente nella forma conclamata della malattia: l’anoressia; sviluppando il rifiuto netto del cibo e l’ossessione per l’immagine e il controllo delle calorie; o nella bulimia con abbuffate compulsive accompagnate a volte da vomito autoindotto trascinando dietro di se sentimenti di vergogna ed inadeguatezza.

PERCHE' CONSIDERARLE MALATTIE DELL’AMORE

Pensare all’anoressia e alla bulimia come malattie dell’amore significa liberarle dall’idea che si tratti di una semplice disfunzione corporale, di un corpo inteso come l’inceppamento di una macchina, restituendo il carattere relazionale, punto focale della malattia.

Soffermarsi a ciò che appare visibilmente agli occhi nell’anoressia e bulimia significa ignorare gli aspetti più profondi ed importanti del problema.

Il legame tra il disturbo alimentare e l’amore fu analizzato già dallo psicologo D. Winnicott, il quale rintracciò un nesso tra i disturbi dell’alimentazione in età infantile e il dubbio che i bambini avevano nei confronti dell’amore materno. L’atto d’amore è pensabile infatti come un dono. Si tratta del dono che una madre (o chi ne fa le veci) fa accompagnando il cibo ad un altro tipo di nutrimento per la vita: l’attenzione particolare ed unica verso il bambino.

Ciò che il bambino chiede dunque non è soltanto di essere riempito con il cibo per la sopravvivenza della vita biologica. La sopravvivenza della sua vita dipenderà molto dal fatto che quel nutrimento verrà accompagnato o meno da un segno d’amore. Ciò è ancor più pensabile all’interno di una società consumistica come quella contemporanea dove il cibo è un oggetto in esubero e considerato ormai una merce reperibile a basso costo. L’amore non è però considerabile come una merce a basso costo ma percorre la via unica del desiderio.

ALCUNE POSSIBILI CAUSE DELL’ESORDIO

  1. Un’esperienza di separazione: Un distacco, uno sradicamento del soggetto dal proprio mondo, dalle proprie abitudini. In questo caso l’esordio del disturbo potrebbe rappresentare un modo attraverso cui il soggetto esprime il proprio dissenso da una situazione vissuta come un’imposizione da parte dell’Altro.
  2. Un’esperienza di perdita: La separazione dei genitori, un lutto. In questo caso la malattia può rappresentare la difficoltà del soggetto di elaborare la perdita.
  3. Esperienze amorose negative: Riconducibili soprattutto all’età adolescenziale e dunque alle prime relazioni amorose. L’esperienza negativa in questo senso rimanda direttamente al dubbio d’amore originario. La malattia in questo caso potrebbe fungere come mezzo per opporsi al rapporto amoroso con l’altro avvertito come troppo pericoloso.
  4. Rottura dei legami: anche la rottura di legami intensi d’amicizia possono destabilizzare il soggetto provocando un forte senso di smarrimento.

COME SI PUO' CURARE?

Nel supporto psicologico diventa fondamentale accogliere il disagio, rispettando il sintomo del soggetto istaurando una buona relazione di fiducia. Essa punta a rimettere in moto l’unicità del soggetto, la sua particolarità, spostando l’attenzione dal cibo al soggetto, dall’ossessione per l’immagine del corpo magro alla persona. Nella bulimia è necessario sostenere la persona in un percorso di ricerca delle cause personali che hanno innescato la malattia aiutando a comprendere e a modificare determinate scelte patologiche. Nell’anoressia è importante altresì incrementare la consapevolezza nei confronti delle proprie decisioni e convinzioni affinchè determinati scelte problematiche possano modificarsi a favore del benessere della persona.

Fonti:

  • Recalcati M., L’ultima cena: anoressia e bulimia. Bruno Mondadori, Milano 2007.
  • Guercioni P., Nicastri C., Anoressie e bulimia. Perché sono due malattie dell’amore? Di girolamo, Trapani 2010, cit., p. 54.