Adolescenti: istruzioni per l'uso

Perché l'adolescente di oggi ci sembra così fragile?

Pubblicato il 19 ottobre, 2016  / Genitori e figli
Adolescenti: istruzioni per l'uso

Una domanda che spesso mi viene rivolta dai genitori è: perché mio figlio adolescente è così fragile? Cosa posso fare per aiutarlo?

Potrei rispondere in molti modi, analizzando la questione da diversi punti di vista. Prenderò in esame solo quelli che ritengo più importanti.

Ravvedo certamente una delle ragioni di tale fragilità nel cambiamento dei ritmi di lavoro imposti alle famiglie. Oggigiorno, in Italia, non può più lavorare un solo genitore ma, nella gran parte dei casi, entrambi devono portare lo stipendio a casa per poter arrivare a fine mese. Non parlo, ovviamente, dei pochi privilegiati. Mi riferisco, in generale, di un cambiamento culturale rispetto a quando il genitore poteva essere più presente; oggi questo, in molti casi, non è possibile.

Allo stesso tempo, l'istituzione scolastica è in decadenza. Lo Stato non investe nelle scuole pubbliche, quanto più in quelle private. Non si punta, nella gran parte dei casi, all'insegnamento di materie pratiche ed utili allo sviluppo cognitico-comportamentale - educazione civica, educazione alimentare, educazione sessuale, specie per quanto riguarda la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e la prevenzione di gravidanze indesiderate - ma ancora, troppo spesso, a materie obsolete.

Non che queste non possano rivelarsi importanti nel favorire la strutturazione di un cervello neurologicamente in fase di sviluppo (ad esempio, lo studio del latino e del greco aiuta a sviluppare il ragionamento logico) ma, a mio avviso, dovrebbe essere data precedenza ad insegnamenti che educhino il giovane a stare nella società moderna e non solo ad immaginare quella che fu (e che non è più).

Puntando, ad esempio, sull'insegnamento dell'inglese e dello spagnolo, attualmente le lingue più parlate al mondo. In questo modo non solo avremmo adolescenti più consapevoli – di come funzioni la politica, di cosa significhi avere rapporti sessuali non protetti, di cosa sia un’educazione alimentare – ma anche più colti e pronti all’ingresso dell’odierno mondo del lavoro, in cui la conoscenza delle lingue è fondamentale.

Inoltre, non tutte le scuole superiori dispongono di uno Psicologo Scolastico. A mio avviso, tale figura è fondamentale per tamponare situazioni di emergenza: episodi di bullismo, esordi di disturbi alimentari, abuso di droghe, problematiche familiari ecc.

Non possiamo poi dare risalto all' avvento prepotente delle nuove tecnologie. Se appena 20 anni fa, per entrare in contatto con l'altro, era necessario farlo "fisicamente" (vado a dormire dall'amica, organizzo un pigiama party, ecc.) adesso la comunicazione viene quasi del tutto mediata da un "like" su un social, un cuoricino di approvazione su una fotografia, una spunta blu su una chat a cui qualcuno, dall'altra parte, dovrebbe rispondere.

Inoltre pc, cellulari, tablet ecc. utilizzati ormai quotidianamente da tutti non fanno che sovraccaricare il sistema nervoso. Questo incide sul tono dell'umore, sulla qualità del sonno, della concentrazione, nonché su problematiche cliniche tra cui cali della vista, della memoria ecc.

Proveniamo da generazioni (bisnonni e nonni) cresciute a pane ed acqua, spesso senza scolarizzazione; siamo passati poi per generazioni cresciute ad abbondantissimi pasti in famiglia (la convivialità post-bellica, per la quale il bambino sano era rubicondo; il bambino magro era povero e/o malato) e libri (ma ancora la scuola dell'obbligo si fermava alla 3a media). Poi c'è stato l’avvento della generazione cui appartengo, quella degli anni '80, che ha vissuto "metà e metà"... pane, libri e tecnologia

Oggi è tutto DIGITALE. Digitale significa, assimilando il concetto a quello del filosofo Baumann, "liquido": fuggevole, effimero. Gli adolescenti di oggi sono TUTTI DENTRO  la tecnologia. Pressati, bombardati (svantaggiati) da continue distrazioni, notifiche, schermi che si illuminano, luci che si accendono. Non è facile, per un sistema nervoso in evoluzione, star dietro a tanti stimoli.

Da troppo poco tempo l'uomo moderno ha introdotto tali tecnologie. Troppo poco perché mente e corpo vi siano “abituati”. L'evoluzione della struttura di un sistema nervoso non avviene certo in tempi così brevi. Basti pensare alle ERE necessarie per passare dal primo ominide all'uomo moderno... ora, si pensi a quanto tempo ci vorrà prima che i nostri sensi saranno in grado di mediare, filtrare e digerire come "normali" tutti questi stimoli, senza risentirne.

Non poi dimentichiamo un ultimo, fondamentale fattore.

Nella società moderna, la bellezza esteriore viene considerata un valore di fondamentale importanza e può essere forte il desiderio di sentirsi ammirati ed apprezzati da un punto di vista prettamente estetico.

Questo desiderio può divenire estremamente forte negli adolescenti, più ricettivi per natura al mondo esterno e più sensibili ai giudizi del gruppo dei pari, che possono farli sentire “dentro o fuori“, “giusti o sbagliati“. In adolescenza, il corpo cambia a causa degli squilibri ormonali fisiologici: le ragazze possono trovarsi a disagio con le nascenti forme corporee. I ragazzi possono sentirsi inadeguati rispetto alle immagini di superuomini prestanti che sono (siamo) abituati a vedere negli spot pubblicitari.

Basta un ritardo nella pubertà o, al contrario, uno sviluppo troppo precoce a mandare in tilt un sistema già in equilibrio precario. Normali e minime imperfezioni possono divenire difetti insormontabili per l’adolescente, che spesso giudica se stesso positivamente o negativamente più per come appare che per come realmente è. L’autostima, che viene a costituirsi proprio in questa fase della vita, può subire duri colpi.

Ma facciamo bene attenzione a non giudicare tutto questo come “superficiale”. A noi, noi di altre generazioni, tali problemi possono sembrare tali;  a noi, che non siamo nati a pane ed internet.

Ma per un ragazzo/a di oggi, tutto questo è estremamente rilevante. Con tale rispetto, a mio avviso, i problemi dell’adolescente di oggi andrebbero trattati.

Questo ed altri fattori andrebbero dunque tenuti in considerazione ove l’adolescente esprima, in famiglia, a scuola o con gli amici, un disagio. Queste problematiche possono condurlo a chiudersi in un guscio protettivo, nel tentativo di proteggersi dalla sofferenza che deriva dall’ incomprensione e dal senso di rifiuto che la relazione col mondo esterno può generare.

Il rischio, per il giovane, è quello di perdere la fiducia nell’aprirsi, l’attitudine a sapersi raccontare, confrontare con l’altro e mettersi in discussione, e di non affinare quelle capacità di resilienza e adattamento necessarie per poter emergere da momenti di crisi con maggiore consapevolezza e maturità.

Inoltre, una valutazione eccessivamente critica e negativa del Sé può portare, più avanti, ad un disagio clinico di maggiore gravità: è questo il caso dei disturbi d’ansia, depressivi, disturbi alimentari, di relazione con l’altro, di utilizzo di sostanze stupefacenti, e così via.

É dunque necessario imparare a cogliere i segnali di richiesta d’aiuto dell’adolescente, tenendo presente da dove viene lui e da dove veniamo noi!

Intervenendo attraverso la costruzione di un linguaggio comune, che possa generare un clima di fiducia e parità, in cui egli possa esprimere il proprio disagio senza sentirsi giudicato o rifiutato.