Riflessioni sulla consulenza psicologica online

Dell’inalterata efficacia delle sedute via internet

Pubblicato il 1 aprile, 2020  / Crescita Personale
COUNSELING ON LINE

Sono nata negli anni ‘60… non esattamente una Millenials.

Acquisire competenza con lo strumento computer e successivamente con il mondo della rete mi ha richiesto impegno e un sacco di pratica. Più di una volta mi ha richiesto anche di superare pregiudizi e credenze limitanti, così da poter abbracciare nuovi modi di “fare le cose”.

Ma se molto velocemente ho colto e applicato i vantaggi di internet per quanto riguarda la comunicazione, la trasmissione di contenuti, la grafica, la ricerca… rispetto al mio lavoro, nello specifico quella parte del mio lavoro che è la conduzione di sedute individuali, per molto tempo ho nutrito grosse riserve.

Il mio lavoro, pensavo, si basa sulla relazione e la relazione ha bisogno di contatto fisico.

Le mie sedute di counseling, continuavo a pensare, non sono solo verbali, spesso includono una forma di mediazione corporea che può essere respiro consapevole, danza, esercizi bioenergetici… come sarebbe possibile virtualmente, senza la mia presenza fisica lì, accanto al cliente?

E che dire della sottile percezione dell’energia di una persona e di come cambia nel corso della sessione, informazioni preziose che andrebbero perse se filtrate dallo schermo di un computer…

Mi sono dovuta ricredere.

Innanzitutto mi sono resa conto che intorno a me stava prendendo forma e si stava diffondendo una forma di aiuto alla persona che permetteva di superare barriere di spazio e di tempo la cui efficacia e validità era tale da essere riconosciuta dall’Ordine Psicologi della Lombardia.

Da diversi anni ormai l’Ordine sta monitorando i risultati della pratica della consulenza psicologica a distanza, offrendo punti di riferimento normativi e scientifici, condividendo linee guida e i risultati indicati dalla ricerca. 

Mi sono poi trovata nella condizione di dover ricorrere alla consultazione a distanza con un particolare cliente ed è stata l’esperienza dunque a far crollare i miei pregiudizi.

Inaspettatamente, questa persona con cui avevo già lavorato in passato nel mio studio, nelle sedute on line si mostrava molto più aperta e rilassata, arrivando spesso a profonde comprensioni.

Questi buoni risultati mi hanno spinta a continuare e approfondire.

Mi rendo conto che i pregiudizi che avevo sono gli stessi che il più delle volte frenano il cliente dallo sperimentare questa opportunità che invece presenta molti vantaggi.

Innanzitutto l’abbattimento delle barriere spazio-temporali: fare counseling diventa molto più accessibile, comodo. Si può fare più spesso.

Amo anche i percorsi “misti”, in cui ogni tanto ci si incontra fisicamente e ogni tanto virtualmente, a seconda della disponibilità.

Per il Counseling on Line le uniche accortezze necessarie sono:

-avere una buona connessione internet, computer dotato di webcam e audio funzionanti

-trovarsi in uno spazio riservato e privato (senza interferenze o interruzioni da parte di parenti o animali domestici).

La consultazione a distanza diventa fondamentale risorsa in caso di infermità o malattia, in caso di prolungato viaggio di lavoro o trasferimento inaspettato; più semplicemente viene richiesta quando si vive distanti e raggiungere lo studio può essere un problema.

Dunque Internet facilita l’accesso alla cura di sé, annullando alcuni tra gli alibi più frequenti.

In questo tempo di lockdown dovuto al Corona Virus, il counseling psicologico on line è l’unica modalità di lavoro su di sé disponibile alla popolazione, non sono italiana ma europea e praticamente mondiale.

Sono felice di averla adottata e sperimentata già da tempo, così da non essermi trovata impreparata nell’emergenza.