Come far rispettare le proprie idee senza arrivare al conflitto: il training assertivo

L'allenamento all'assertività: cosa è e come si effettua

Pubblicato il 1 agosto, 2016  / Ansia e Depressione
Come far rispettare le proprie idee senza arrivare al conflitto: il training assertivo

A volte pensiamo di essere "troppo buoni" o di non riuscire a rispondere "a tono" a determinate persone, nonostante ci sia chiaro che si stiano approfittando della nostra educazione o eccessiva indulgenza.

Il risultato può essere una sensazione sgradevole di impotenza, frustrazione e rabbia per non essere riusciti a far valere il nostro punto di vista, che magari era logico e corretto e persino ben spiegato.

Se queste situazioni dovessero ripetersi nel tempo potrebbero diventare un pericolo per l'idea che abbiamo di noi stessi, lo schema o l'insieme di pensieri che conserviamo su chi siamo e come siamo, minando l'autostima e l'efficacia sulle relazioni interpersonali.

Molti meccanismi che alimentano l'ansia hanno alla base la paura di non riuscire a far fronte a dinamiche relazionali, nelle quali non pensano di avere competenze adeguate.

Una tecnica per evitare questi problemi è il training o addestramento all'assertività.

Il termine "assertività" deriva dalla parola inglese assertive, ed indica la capacità di un individuo di conoscere le proprie esigenze e di riuscire ad esprimerle nel proprio ambiente sociale.

La particolarità dell'assertività è che per affermare la propria personalità e i bisogni non si arriva a prevaricare l'altro, ma lo si riesce a fare con rispetto e senza degenerare nel conflitto.

Essere assertivi significa anche avere una "buona immagine di sè", evitando che la passività e i comportamenti eccessivamente rinunciatari finiscano per limitare la vita del soggetto, senza tuttavia diventare aggressivi.

Il training assertivo è svolto da uno psicologo esperto in queste specifiche. 

Fondamentale è la fase di analisi dei comportamenti e dei pensieri che li muovono. Una volta effettuata, lo psicologo formula un vero e proprio piano di intervento, con obiettivi chiari e condivisi sui risultati.

Le fasi sono quindi:

  1. analisi comportamentale e personologica
  2. stesura del piano e degli obiettivi
  3. implementazione delle tecniche e modifica degli schemi interni passivi e disfunzionali
  4. adozione pratica, da parte del paziente, delle tecniche nelle interazioni quotidiane e rinforzi o modifiche dello psicologo.

La comunicazione non verbale fa parte integrante del training e lo psicologo deve conoscere il linguaggio del corpo e i significati associati, al fine di insegnare al paziente ad utilizzare anche questo potente strumento.

La durata del training assertivo dipende da molte variabili:

  • impegno e disponibilità del paziente;
  • numero di abilità sociali da sviluppare;
  • tipo di ostacoli ambientali e sociali presenti nella vita del paziente, ecc...

Infine, il training di assertività può essere condotto nel formato individuale, anche con la modalità online, o di gruppo.