Senso di colpa: cos'è e come gestirlo efficacemente

Pubblicato il 15 novembre, 2019  / Ansia e Depressione
senso di colpa

Il senso di colpa è un'esperienza emotiva sgradevole che si prova quando si ritiene di aver trasgredito ad una norma morale facendo soffrire altre persone o negando loro il nostro aiuto.

E' considerato, infatti, un'emozione morale e sociale, perchè si basa su un confronto con gli altri e l'ambiente esterno.

E' la manifestazione dell'empatia, poichè solo un individuo capace di mettersi al posto degli altri, può immaginarne la sofferenza.

Si configura, perciò, come un'emozione sana perchè aiuta a rispettare gli obblighi della vita in società.

Quando però, il senso di colpa, diventa eccessivo e prolungato, incrementa il rischio di sviluppare patologie mentali come la depressione e l'ansia cronica.

Il meccanismo principale che innesca il senso di colpa persistente è rappresentato dal desiderio di conseguire un controllo onnipotente sugli eventi di vita. Ad esempio, una donna che minaccia il patner di suicidarsi qualora venga interrotta la loro relazione, cerca di colpevolizzare il partner manipolando la relazione e negando la libertà di scelta che ognuno dei due ha.

In questo modo, la donna acquisisce un potere illusorio di controllo sul partner che la rassicura rispetto ad una realtà per lei angosciante: l'impotenza di fronte alle decisioni altrui. Qualora il partner accetti, più o meno consapevolmente, questa manipolazione, può percepire a sua volta un vissuto di onnipotenza che induce, però, nella relazione una sensazione di coercizione la quale limita fortemente la libertà affettiva di entrambi e quindi la soddisfazione di coppia.

Proprio perchè il senso di colpa eccessivo offre l'illusione di poter eliminare l'angoscia dell'incertezza, l'individuo che lo sperimenta trova difficile moderarlo.

Per gestire efficacemente il senso di colpa è, quindi, essenziale aiutare l'individuo a prendere coscienza del senso di limite ed impotenza, intrinseco alla nostra condizione umana, lavorando sui seguenti punti:

1) Rinunciare alle proprie fantasie di onnipotenza e accettare che spetta agli altri attribuirsi le conseguenze delle propie azioni. Ciò equivale a restituire agli altri le responsabilità di ciò che fanno, dei loro pensieri ed eventualmente del loro malessere. Poichè tutti hanno la libertà di scegliere, non è possibile imputare la responsabilità delle loro scelte a qualcun altro. Il ricatto affettivo descritto nell'esempio precedente, pone in evidenza la deresponsabilizzazione della donna che tenta di attribuire al partner il peso di un'azione che potrebbe compiere lei e rispetto alla quale, è di fatto, la responsabile.

2) Accettare di vivere in un mondo in cui non possiamo controllare ogni cosa, un mondo in cui la nostra influenza è senza dubbio reale, ma limitata.

3) Potenziare l'intelligenza emotiva: le nostre emozioni dipendono dalle nostre valutazioni personali, quindi la causa di esse va ricercata in noi stessi. Ossia: l'evento che attiva la nostra reazione emotiva viene definito detonatore, mentre la causa è il nostro modo di interpretare questo evento. Ad esempio: un dipendente completa a fatica un documento richiesto dal capo, che però, si limita a dargli un'occhiata veloce. Il dipendente prova frustrazione. Il detonatore di questa emozione è senza dubbio, l'atteggiamento del capo, ma la causa della frustrazione è la valutazione che fa il dipendente circa la situazione: il suo bisogno di riconoscimento professionale non è stato soddisfatto, perciò prova frustrazione.

Questa distinzione tra causa e detonatore è fondamentale per chi desidera imparare a gestire le proprie emozioni, in particolare il senso di colpa.

Infatti, un gran numero di persone pensa di subire le proprie emozioni, perdendo tutto il potere su di loro. Al contrario, riappropriandosi della causa di ciò che si prova e lavorando sulle nostre interpretazioni degli eventi, è possibile imparare a gestire efficacemente le emozioni ed il senso di colpa.

In questo modo, si è consapevoli di avere la scelta di agire, anzichè limitarsi a reagire passivamente, giungendo così a restituire al senso di colpa la sua funzione di regolatore sociale e morale.

Un percorso di psicoterapia individuale può aiutare il soggetto sopraffatto dal senso di colpa a rinforzare la sua intelligenza emotiva ridimensionando il nucleo pervasivo del senso di colpa, identificato come uno dei principali meccanismi di innesco e mantenimento della depressione e dell'ansia.

Riferimenti Bibliografici:

  • Thalmann I.-A.: "Responsabile sì, colpevole no! Il giusto approccio al senso di responsabilità", 2010.
  • Bastin C. et al.: "Feelings of shame, embarassement and guilt and their neural correlates: a systematic reviews", 2016.
  • Rosenberg M.: "Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla comunicazione non violenta", 2017.
  • Goleman D.: "Intelligenza emotiva", 2011.