articoli di psicologia della Dott.ssa Claudia Bellucci

risposte dello specialista Claudia Bellucci

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Forte disillusione e confusione

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Salve Simone, non è facile dare un parere o un consiglio per una situazione come quella che descrivi, che desidereri ascoltare con attenzione, avendo tempo a disposizione e in un contesto reale, con la massima disponibilità ad andare in profondità nella tua situazione di vita. Perchè occorre attraversare il fango prima di risalire. Mi sentirei solo di chiederti: quando ti senti davvero te stesso? Ascolta i segnali del tuo corpo. Dove e quando senti un reale benessere (come un pesce nell'acqua, per invertire il motto)? La risposta a questa domanda è una prima luce per trovare una maggiore autenticità, che sento mancare nella tua descrizione (ma potrei certo sbagliarmi). Seguire quella risposta potrebbe essere molto importante. Buona ricerca, rimango a disposizone un saluto Claudia Bellucci...

Non so che fare

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Cara Sonia, la situazione di tuo marito, che descrivi con grande partecipazione emotiva (so che condiziona anche il tuo stato d'animo e il benessere della vostra famiglia), è quella di una persona che ha "perso il suo centro", ovvero si è irrigidita in una personalità non autentica. A mio avviso, anche per tranquillizzarti, sarebbe utile chiedere il parere di un altro medico (uno psichiatra ad esempio) sulla terapia farmacologica e sarebbe determinante per avviare un cambiamento concreto anche pensare ad un percorso psicoterapico. Cordialmente Claudia Bellucci...

Lasciata dopo 8 anni

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Cara Marta, la rottura di una relazione così importante nella vita di una persona è davvero una grandissima fonte di sofferenza e il fatto che sia avvenuta senza che tu te ne sia resa conto prima (benchè dalla tua descrizione emerga che i segnali c'erano già in abbondanza, ma il coinvolgimento affettivo li ha come mascherati ai tuoi occhi) la rende paragonabile a un lutto improvviso. Le fasi del lutto sono note: negazione, rabbia, dolore. Mi sembra che tu sia ancora nel primo stadio. Mi sentirei di consigliarti un percorso di supporto psicologico per comprendere meglio sia la realtà esterna (e tornare "con i piedi per terra"), sia la tua realtà interna e scoprire le risorse che hai sicuramente per affrontare questo momento. Già il fatto di aver scritto su questo sito è un passo importante, segui questa intuizione e rivolgiti a un professionista della tua zona. Spesso sono queste esperienze che ci permettono di crescere in consapevolezza e autenticità. Ti auguro davvero di poter superare questo momento così difficile e confuso, ritrovando te stessa e il piacere di vivere non condizionata dalle scelte degli altri. Un abbraccio Claudia Bellucci...

Come dire a un bambino che i genitori si separano

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Cara Pamela come professionista mi sono trovata non di rado a fare consulenze a genitori nella vostra situazione, essendo una realtà molto più frequente del passato. Ciò che sappiamo di per certo è che i bambini, anche più piccoli della tua e anche in assenza di manifesti litigi in famiglia, hanno una particolare sensibilità per i cambiamenti emotivi degli adulti di riferimento (anche nonni, zii, ma soprattutto i genitori), perchè dalla loro STABILITA' dipende la propria sopravvivenza. E' del tutto comprensibile come la vostra coppia stia attraversando un momento di grande instabilità. Ma la coppia è una cosa e i genitori sono una cosa distinta, sono due ruoli diversi. Va benissimo, ovviamente, evitare alla bimba un eccessivo coinvolgimento nella separazione (te lo ribadisco, perchè ora state utilizzando tutte le cautele del caso, ma lei andrà tutelata anche dopo che avrà appreso la notizia) e soprattutto essere consapevoli che non dovrà mai venire meno la vostra ALLEANZA GENITORIALE, poichè rimarrete sempre le sue figure di riferimento (nel positivo ma -attenzione- anche nel negativo) e ciò che siete chiamati a fare è evitare in ogni modo di rompere questo "patto" a causa della rottura della vostra relazione di coppia. Come fare per darle al contempo stabilità e autenticità e soprattutto farle capire che non è colpa sua (una delle reazioni più comuni in questi casi)? Intanto tenere aperti tutti i canali comunicativi. Come dicevo prima, la sua sensibilità nei confronti dei vostri stati d'animo la sta "mettendo in allerta" in questo periodo (occorre prestare attenzione a disagi che può manifestare) e procrastinare la notizia non aiuta. In accordo con il papà e alla presenza di entrambi ci si può aiutare con una storia (es. https://www.officinagenitori.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2357:bibliografia-separazione-leggere-per-parlarne&catid=51&Itemid=530&lang=it ma ce ne sono molti altri). il messaggio importante da dare può essere, ad esempio "Mamma e papà si vogliono bene, ma a volte questo bene può cambiare, diventa un bene un pochino diverso, come uomo e come donna preferiamo per questo creare situazioni diverse, che non muteranno il fatto che saremo sempre presenti con te, saremo sempre i tuoi genitori e potrai sempre contare su di noi per qualsiasi cosa". Occorre infatti continuare ad essere genitori presenti, coerenti, neutrali. Se ci facciamo prendere dalle nostre paure e frustrazioni, prima ascoltiamo noi stessi, prendiamoci il tempo di capire come risolvere questi conflitti interiori e poi mettiamo in campo la nostra capacità di ASCOLTO, COMPRESIONE e ACCOGLIENZA delle paure dei figli. A questo naturalmente non ci possiamo sottrarre, cercando sempre l'armonia e la condivisione delle scelte educative. Aiuta molto per darle stabilità e prevedibilità la creazione e il mantenimento di routines quotidiane e settimanali, ma anche l'adozione, nella nuova casa del papà, di "doppi" di ogni cosa che lei ha in casa sua (dai vestiti ai giochi, che ovviamente possono essere diversi, ma si deve assolutamente evitare la valigia ogni volta, a parte quei 2-3 giochi a cui è più affezionata). Pur nelle difficoltà e nel dolore della separazione, avete tutte le risorse per continuare questo vostro percorso come genitori. Ve lo auguro. Un caro saluto Claudia Bellucci, psicologa/psicopedagogista a Modena...