articoli di psicologia della Dott.ssa Alessia Ferraroni

risposte dello specialista Alessia Ferraroni

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Il mostro dentro di me

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Carissima anima inquieta, complicato e a volte inutile, come ha ben evidenziato Lei, cercare di dare una catergoria o un nome predefinito ai cambiamnti che ci accadono nella vita. Sicuramente la perdita di un genitore è un'evento estremamente traumatico e doloroso che non può essere elaborato in poco tempo; due anni sono nulla rispetto ad una vita insieme, al grande disorientamento e alla grande instabilità che può accompagnare una perdita di questo genere. "Il grande abbandono", la persona che ci ha dato la vita, che ci ha amato in modo incondizionato anche se a volte non ci si è mai soffermati su questo, il grande vuoto che lascia in noi una figura di riferimento così importante. La malattia del secondo genitore richiama immediatamente alla mente quella paura dell'abbandono che è alla base dei nostri rapporti personali. Il momento che stà passando è estremamente doloroso e stressante e le energie che richiede per poter affrontare ogni singola giornata possono svuotare una persona fino a sentirsi immobile, stanca, non interessata più a nulla. Credo ci siano altre componeneti che potrebbere essere aggiunte a questi grandi eventi, ( personalità di base, esperienze del passato, rapporto con i genitori e con gli altri), ma solamente lei con le sue riflessioni e la ricerca della sua strada interiore potrà conoscerli; se desidera accompagnata da qualcuno che la saprà ascoltare, capire e contenere, soprattutto in questo momento di grande stanchezza. La strada esiste, è dura e a volte oscura, richiede impegno, forza, pazienza e desiderio, ma l'oscurità che vede intorno può essere affrontata e farà meno paura. I rapporti affettivi in questo momento potrebbero sembrarle una via di uscita dal dolore, almeno un lenimento di questo, ma sono molto confusi e complicati perchè ora Lei è fragile e vulnerabile, provi ad affrontare ciò che è in grado di affrontare, faccia quello che ritiene più coerente con la sua persona, cerchi di non utilizzarli come valvola di sfogo e come riempitivo di una solitudine che in questo momento sentirà profonda. Immagino benissimo la sua stanchezza, ma non abbandoni le Sue passioni, i suoi obiettivi, tutto ciò che nella Sua vita le creava passionalità. Cerchi la bellezza, in Lei prima di tutto e in tutto quello che ha intorno, sarà complicato e sicuramente saranno cose molto piccole, ma ci sono, le ha amate, le ha vissute e le hanno dato forza. Sarà difficile all'inizio seguirle e cercarle e mantenerle per se, ma scoprire che dal "fango" possono nascere dei bellissimi fiori, come ci ricorda Fabrizio De Andrè, è un grande regalo che ci è stato donato. Vorrei poterle scrivere tanto, ma non la conosco abbastanza per poterle dare un ulteriore sostegno; posso solo dirle che sono qui, con Lei, quando ne sentirà il bisogno e nella modalità che sentirà più vicna a se stessa. Le augura una giornata sera. Dott.ssa Alessia Ferraroni...

Mi sento estremamente deluso, la mia autostima è stata distrutta

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Buongiorno a Lei. Prima regola non si danno consigli ad altri, si cercano insieme le strade più consone da seguire a seconda dele persone. Il problema del lavoro è un problema che molti pazienti mi presentano in questo periodo, conosco molto bene il senso di delusione personale, di stanchezza e di impotenza di fronte a tutto questo; non è Lei che non va bene, la vita intorno a noi ha subito grandi variazioni. Sorridere alla vita è una sensazione che viene da dentro, che dobbiamo cercare dentro di noi ed amarla; sorridere per un tramonto, una bestiola, unfiore, un amico, sorridere di se stessi e delle nostre qualità, perchè ne abbiamo e non dobbiamo permettere a nessuno di farci allontanare da loro. Chiudersi sempre di più non credo sia la risposta giusta; aprirsi a tutte le possibilità che si presentano davanti a noi, ovviamente vere possibilità, non cadere nel tranello di farci sentire fallati, non consoni ai nostri tempi, non accettati. Cercare sempre le nostre qualità, credere in esse, lottare per credere in esse e fare di queste qualità i nostri punti di forza. Non ha nulla di meno rispetto a tutti noi, forse è timidezza, sensibilità, capacità di riflessione, intelligenza emotiva, grande emotività e senso della responsabilità; tutte qualità positive, proi a cercarle e farle proprie, credere veramente nelle proprie capacità, divenire padroni della nostra vita e delle nostre scelte. La ringrazio per avermi scritto e sarò qui per Lei se ne avrà bisogno. Cordiali saluti Dott.ssa Alessia Ferraroni...

Difficoltà a mantenere un'amicizia

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Gentile Francesco, queste situazioni possono farci entrare in un vortice di confusione e tristezza molto pensanti se perdurano per troppo tempo. Tutte le situazioni non chiare e direi soprattutto contraddittorie rischiano di non riuscire a farci sentire centrati su noi stessi, anche se delusi e dispiaciuti, a volte molto tristi. I famosi "doppi messaggi", cioè contraddizioni tra ciò che viene detto e fatto capire verbalmente e non, in contraddizione con i fatti veri e propri rischiano di tenerci legati con fili trasparenti a persone che potrebbero non andare bene per noi. Possiamo fissare la nostra mente su pensieri o desideri che ci hanno accompagnato per molti anni, come nel Suo caso, ma è necessario lavorare sodo per combatterli e renderci coscienti che forse queste persone, a volte più confuse di noi o a volte no, non sono adatte alla nostra vita o comunque alle nostre scelte. Allenare la mente a pensare che fuori esiste tanto altro e che non possiamo bloccarci per troppo tempo quando è nostro dovere tutelarci ed allontanare, anche se con dispiacere, persone a cui ci siamo legate ma con cui non possiamo costruire nulla della nostra vita. L'abbandono crea dolore, ma bisogna lavorare sodo e lottare per non far cessare il motere della vita che è dentro di noi, ci vorrà un pochino di tempo, rimarrà comunque un ricordo, ma sarà un'esperienza da cui si dovrà apprendere e non un'esperienza che ci dovrà abbattere. Cordiali saluti. Dott.ssa Alessia Ferraroni...

Non ha voglia di studiare

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Buongiorno Sig. Angelo, l'adolescenza è un momento della vita estremamente particolare, confuso e complicato per un ragazzo. Le poche parole dichiarate da suo figlio non sono abbastanza per tentare di avere un quadro della situazione più chiaro. Credo che la cosa migliore sia valutare, con suo figlio ovviamente, la possibilità di avere uno spazio personale dove poter indagare, con uno psicologo, quali possano essere i motivi di questa sua mancanza di energia, soprattutto nello studio; a volte indagando un pochino di più possono essere svelati motivi personali e interiori che tendono a portare le persone, in questo caso suo figlio, ad avare momenti di stanchezza e fragilità, senza nemmeno esserne a conoscenza. Uno spazio personale e protetto, possiamo dire sicuro, può aiutare molto per capire la "Bufera" che a volte sentiamo dentro di noi e può essere un'utile strumento per fare chiarezza e cercare in noi stessi le nostre potenzialità. Tutti abbiamo grandi potenzialità, cercarle, capirle e riuscire a farle nostre ed utilizzarle è un obiettivo fondamentale per la crescita e le esigenze di tutti, anche di suo figlio. Rimango in attesa per qualsiasi necessità , anche di suo figlio se dovesse manifestare interesse. Le porgo un caro saluto e Le auguro una buona giornata. Dott.ssa Alessia Ferraroni...

Periodo difficile tra scuola e casa

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Cara Clara, i senso di vuoto interiore è un sintomo che purtroppo si presenta spesso in questi ultimi tempi. Il vuoto interiore è uno spazio colmo di dolore che si insinua all'improvviso dentro noi stessi, come un compagno silenzioso e costante delle nostre giornate. Ci sentiamo spenti, lontani da tutto e tutti, svogliati,senza nulla che ci possa risvegliare. A volte questa sensazione può essere stimolata in seguito a dei cambiamenti avvenuti, situazioni familiare, come Lei mi ha accenato, caotiche e conflittuali o perdite di persone care. Vorrei però sottolineare un elemento altrettanto importante di cui Lei ha parlato; la Sua sensazione di inappropriatezza nelle relazioni sociali. Spesso sono sensazioni provate diverse volte nella vita e che parlano dell'opinione che noi abbiamo di noi stessi, del senso di fragilità e mancanza di fiducia personale che a volte, uniti a problemi concreti ci immobilizzano. A volte riprendere il contatto con noi stessi, mettendoci in ascolto con il proprio io interiore più autentico e vero può aiutarci in questo percoso; a tal fine, possono essere un valido aiuto la letteratura, la musica e lo sport, qualsiasi passione riusciamo a trovare in noi stessi. Questo percorso non deve essere necessariamente affrontato da soli, un valido sostegno psicologico se lo desidera, potrebbe essere sicuramente di aiuto. Potrebbe tentare di individuare un professionista nella Sua zona che possa darle sostegno e comprensione in questo momento di difficoltà. Elaborare il nostro dolore, i nostri limiti ma soprattutto le nostre potenzialità è un processo utile ma anche difficile da affrontare, ma è essenziale per non rimaner all'oscuro delle nostre difficoltà e paure, per per poterle affrontare e vincere; almeno provarci è sicuramente meglio di continuare a rimanere immobili. Coraggio e determinazione, volendo un proprio spazio personale dove affrontare questo processo con l'aiuto di uno psicologo, sono essenziali. Rimango a sua disposizione per altre domande e può contattarmi se vuole in qualsiasi momento. Le auguro una buona giornata. Ditt.ssa Alessia Ferraroni...

Sudorazione

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Gentile Gianvito, credo che una piccola riflessione su se stesso possa aiutarla, almeno in parte, per capire cosa le stia accadendo. Generalmente questi sintomi, se non legati ad altre condizione, si presentano in momenti della vita particolarmente stressanti ed impegnativi per le persone. Se lo desidera potrebbe consultare uno psicologo con cui poter valutare quali siano i motivi di questo suo stato ansioso; parlarne con una persona fidata e al di fuori dal suo contesto amicale potrebbe liberala da forti pressioni, pensieri ricorrenti, momenti di insoddisfazione personale o qualsiasi altro motivo Le possa stimolare quella sensazione di fuoco nello stomaco; altro sintomo di una mancanza di serenità. Controllare la sudorazione può essere molto difficile, la strategia migliore spesso è quella di non pensare a questa eventualità quando si trova a parlare con le persone; non credo ci sia nulla di cui si debba preoccupare mentre conversa con gli altri. Certo molto più facile a dirsi che a farsi, ma imparare a controllare e gestire reazioni come questa richiedono impegno e determinazione e in questo lavoro non è detto che debba essere solo. Le auguro una buona giornata e spero di averLe dato un aiuto seppur piccolo; questa piccola conversazione è sempre stata un Suo piccolo spazio personale. Potrà contattarmi qualora lo desiderasse. Dott.ssa Alessia Ferraroni...