Cristina  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Rovigo

Storia parallela

Buongiorno,
Ho scoperto che il mio compagno da 3 anni aveva una storia parallela con un’altra donna con cui si stava già frequentando da 4. Non siamo sposati e non abbiamo figli mentre l’altra donna vive sola con un figlio . Stavano facendo programmi per il futuro e potevo anche rimanere incinta . Quando l’ho scoperto e mi sono confrontata da lui ho avuto solo silenzio …niente giustificazioni e niente scuse . E’ sparito senza farsi più sentire cancellando 3 anni in un secondo . Abbiamo 42 anni io e 45 lui . Come può una persona adulta giocare con i sentimenti in questo modo e continuare a non prendersi le sue responsabilità?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Francesca Mura Inserita il 08/08/2026 - 12:02

Selargius
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Mi dispiace per il suo dolore, sgomento,delusione,rabbia....
Esiste il poliamore cioè la capacità di avere più relazioni insieme anche importanti dove si ama anche intensamente.
La nostra società occidentale è strutturata su un ideale di monogamia ma pensiamo alle varie mogli dei mussulmani che sono abituati alla poligamia.
Si dice che chi nella nostra società viva nel poliamore abbia ferite da attaccamento infantile insicuro con l'abilità emotiva ma non è sempre così

Tutto questo non cambia certo il suo dolore e servirà del tempo perché lei si occupi di se stessa,si riorganizzi la vita relazionale e si fidi di nuovo di un uomo.
Non sprechi tempo a cercare di capire, a darsi colpe.....
Non si possono capire certe situazioni,solo accettare che è andata così e che meglio finire dopo tre che dopo 10 magari con una maternità.
Sono certa che la vita ha in serbo qualcuno di speciale che le dara un amore pieno ed esclusivo.
Se vede che il dolore,lo scompenso le altera troppo l' umore,le condizioni di vita,si faccia supportare da uno specialista per stare meglio più in fretta.

Dott.ssa Annalisa Coco Inserita il 06/08/2026 - 16:39

Vitulazio
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Gentile Cristina,

immagino quanto questa scoperta possa averla profondamente ferita. Oltre al dolore per la fine della relazione, ciò che colpisce è la sensazione di vedere improvvisamente messa in discussione la storia che pensava di aver costruito.

La domanda "Come può una persona comportarsi così?" è del tutto comprensibile. Quando viviamo un'esperienza tanto dolorosa, la nostra mente cerca spiegazioni per dare un senso a ciò che è accaduto. A volte, però, le risposte che desideriamo non arrivano, oppure non sono sufficienti a lenire la sofferenza.

Per questo potrebbe esserle utile, gradualmente, affiancare a quella domanda un'altra: "Che cosa ha provocato tutto questo dentro di me?". Un tradimento può far emergere incredulità, rabbia, tristezza, senso di perdita, ma anche dubbi su sé stessi e sulla possibilità di fidarsi ancora.

Più che cercare di comprendere fino in fondo le motivazioni dell'altro, che probabilmente appartengono alla sua storia personale, può essere importante riconoscere e accogliere il proprio dolore, senza giudicarsi per ciò che prova. Dare spazio a queste emozioni è il primo passo per elaborare una ferita così significativa.

Con il tempo e, se necessario, con un adeguato supporto psicologico, è possibile integrare questa esperienza nella propria storia, affinché non continui a definire il presente o le relazioni future. La fiducia può essere ricostruita, iniziando innanzitutto da quella verso sé stessa, imparando ad ascoltare i propri bisogni, le proprie emozioni e le proprie risorse.

Le auguro di trovare uno spazio in cui possa sentirsi accolta e accompagnata nell'attraversare questo momento così delicato.

Un caro saluto.

Dott.ssa Silvia Boniolo Inserita il 10/08/2026 - 18:01

Gentile Cristina,

quello che ha scoperto rappresenta una ferita importante, non soltanto per la scoperta del tradimento, ma anche per tutto ciò che viene messo in discussione insieme ad esso: tre anni di relazione, i progetti condivisi, la fiducia e persino la possibilità di costruire un futuro insieme.

È quindi comprensibile che oggi lei si chieda come sia stato possibile che una persona adulta abbia potuto comportarsi in questo modo. Probabilmente sta cercando una spiegazione che le permetta di dare un senso a qualcosa che, dal suo punto di vista, è profondamente inconciliabile con ciò che pensava fosse la vostra relazione.

Purtroppo, però, non sempre la spiegazione che cerchiamo dall'altra persona arriva. E il suo silenzio, per quanto doloroso e frustrante, è una scelta di cui è responsabile lui. Non è necessario trovare una giustificazione al suo comportamento per riconoscere quanto questo sia stato lesivo nei suoi confronti.

Essere adulti non significa necessariamente possedere la capacità di affrontare le conseguenze delle proprie scelte, comunicare con chiarezza o assumersi responsabilità emotive. Il fatto che lui non lo stia facendo non rende meno legittime le sue domande, ma potrebbe essere importante non affidare esclusivamente a lui la possibilità di chiudere questa storia.

In questo momento potrebbe essere utile spostare gradualmente la domanda da "come ha potuto farlo?" a "che cosa è successo a me e di cosa ho bisogno adesso?". Potrebbe esserci rabbia, dolore, incredulità, senso di umiliazione, paura per il futuro o anche il bisogno di ripercorrere continuamente ciò che è accaduto per cercare di capire dove siano iniziati gli inganni. Sono reazioni comprensibili dopo una scoperta di questo tipo.

Non deve necessariamente avere già tutte le risposte né decidere subito come elaborare questa esperienza. Può concedersi il tempo di attraversare ciò che è accaduto e, se sente che il dolore o i pensieri diventano difficili da gestire, valutare il sostegno di uno psicologo. Uno spazio professionale potrebbe aiutarla soprattutto a elaborare la rottura della fiducia e a ricostruire gradualmente un senso di sicurezza e di fiducia in se stessa.

Il suo comportamento non definisce il suo valore, né cancella ciò che lei ha vissuto e investito nella relazione. Tre anni non sono stati "cancellati" perché lui ha scelto di comportarsi in questo modo. Quello che è accaduto può essere elaborato e, con il tempo, trasformato in qualcosa che appartiene alla sua storia senza continuare a determinare il suo futuro.

Un cordiale saluto
dott.ssa Silvia Boniolo