Anna  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 26/01/2021

Treviso

Genitori oppressivi

Ho 31 anni, lavoro e vivo con i miei, quindi una presenza costante. Mia madre, soprattutto, è oppressiva e sempre cerca di farmi sentire in colpa su tutto o mi svaluta, come ad esempio quando parlo di cambiare lavoro e uscire di conseguenza dall'azienda di famiglia. Lo stesso atteggiamento lo manifesta anche nei confronti di mio padre. Arriviamo al dunque, da qualche mese sono insieme con un ragazzo dal passato difficile, non per l'uso di sostanze o per qualche dipendenza, ma per qualche rissa allo stadio o per questioni politiche, guai comunque che riguardano 10 anni fa. Lui mi fa sentire amata, mi coccola, fa di tutto veramente per rendermi felice, i miei genitori però non lo accettano e perciò preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che sia solo un amico. C'è stata una discussione accesa con loro riguardo a ciò e mi hanno definito una stupida e che si vergognano che io frequenti una persona così anche perché mio fratello è nelle forze dell'ordine (ulteriore motivo per cui si vergognano di tale ragazzo) e volevano perciò che lo lasciassi perdere. Però per una volta questo non gliel'ho permesso e continuo a frequentare questo ragazzo, la cosa più brutta è non potermi vivere questa storia con serenità perché loro me la fanno pesare, a quasi 32 anni non mi permettono nemmeno di dormire a casa sua. Naturalmente per installarmi i soliti sensi di colpa mia madre mi ha detto che se sente chiacchere sul fatto che io sia fidanzata con tale soggetto lei se ne va di casa, oppure mi ha accusato di essere la causa dei suoi malesseri fisici. Posso capire la preoccupazione di un genitore, ma non sarebbe ora che nel caso sbagliassi, questo dipenda da una scelta solamente mia?!
Mi manca l'aria e l'ansia è una presenza costante nelle mie giornate, non ce la faccio più, mi sento inutile nonostante la mia età.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 26/01/2021 - 21:43

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Anna,
Da quanto narra, il controllo decisionale dei suoi, in primis di sua madre, è un meccanismo che ha contraddistinto da sempre la sua vita.
Quindi, un sistema di vita per lei che si fonde anche con la sua identità professionale ("azienda di famiglia").
Perciò, per potersi riappriopriare della sua vita, temo che non sia sufficiente allontanarsi fisicamente dai suoi.
Poiché il sistema di controllo è parte della sua identità, quindi è necessario comprendere come mai lei fin'ora abbia concesso ai suoi questo potere e, di contro, come mai oggi ne voglia prendere le distanze.
Perciò, le può essere utile intraprendere un percorso di psicoterapia individuale che la aiuti a trovare la giusta distanza dai suoi genitori, sottolineando i loro meriti relativi all'azienda che hanno costruito, a cui immagino lei sia riconoscente.
E al contempo negoziare un nuovo ruolo di figlia adulta, ossia in grado di costruire la sua strada autonomamente.
Un primo step verso la posizione adulta è proprio canalizzare la rabbia che sembra trasparire dal suo scritto, e usarla in favore di un nuovo patto con i suoi genitori.
Questa rinegoziazione inizia, in primis, dentro di lei, riguarda il suo modo di percepirsi donna, figlia, fidanzata ecc.
Ad ogni modo, le auguro di risolvere la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Helen Fioretti Inserita il 26/01/2021 - 17:32

Roma - Prenestina, Casilina, Quadraro, Pigneto
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Cara ragazza, raggiunta una età adulta la vita con i propri genitori non deve più essere una scelta.
Da quello che leggo lei ha un lavoro e quindi immagino possibilità di una vita indipendente.
Si orienti al più presto verso questa direzione poichè la convivenza con i suoi non sarà anche negli anni a venire una condizione da augurarsi.
Lei deve vivere la sue esperienze al di là del concetto di giusto e sbagliato.
Si imponga una modalità per raggiungere l'autonomia e non abbia paura di commettere errori, la priorità è la sua vita e l'affermazione di una sua volontà personale.
Il conflitto con i suoi deve prendere una posizione subalterna, non può invadere tutta la sua esistenza.
Se ha bisogno di aiuto in questo periodo non facile sono a disposizione.
Si ricordi nessuno ha alternative al processo di divenire propriamente se stessi .
Cordiali saluti.
Dott.ssaHelen Fioretti

Dott.ssa Chiara Rossignoli Inserita il 26/01/2021 - 17:21

Milano
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Buongiorno Anna,
da quello che racconta sembra che i suoi genitori controllino buona parte della sua vita, da dove vive, alla relazione al lavoro. Il suo malessere forse deriva dal fatto che ora sente il bisogno di prendere lei il controllo, di fare ciò che fa stare bene lei e non ciò che decidono i suoi genitori per lei. Possiamo fare delle scelte che possono rivelarsi sbagliate, dal partner al cambio di lavoro, ma anche queste sono utili a formare il nostro carattere, a capire cosa vogliamo dalla vita e come migliorare in futuro. Se siamo costretti a fare sempre ciò che vogliono gli altri altri questo non può succedere. Il fatto che le manchi l'aria, senta ansia e si senta impotente sono probabilmente segnali che ha bisogno di un cambiamento nella sua vita, che la situazione che sta vivendo non la fa stare bene, quindi potrebbe partire da alcune domande: cosa la aiuterebbe a stare meglio in questo momento? Cosa vuole lei? Da dove può iniziare?
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Rossignoli