Mattia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 14/11/2018

Sono ritornati gli attacchi di panico e l'ansia

Buonasera, vi scrivo in preda alla disperazione più assoluta. Due anni fa iniziai a soffrire di attacchi di panico, passai due mesi in casa nel letto per paura di morire fino a quando non iniziai una terapia presso uno studio di psicoterapia. In contemporanea iniziai ada associare alla psicoterapia anche il cipralex chr ho poi sospeso questo agosto. Pian piano stavo riprendendo in mano la mia vita, guidavo, andavo al supermercato da sola, insomma facevo tutto (anche se mi guardavo sempre in torno in cerca di un bagno nel caso in cui fossi stata male per scappare). Diciamo che le cause dei miei attacchi forse insieme alla dottoressa li abbiamo capiti. Ora da due settimane in seguito ad un nuovo attacco, la mia vita è ricaduta nel buio più assoluto. Sono tornate tutte le paure: paura di stare in casa per paura di svenire, paura di guidare, uscire, dormire, insomma fare qualsiasi cosa. Premetto che da 15 giorni ho riniziato la terapia con il cipralex (iniziato con 5mg e passato a 10mg da tre giorni) associato allo xanax (5 gocce mattina e 5 gocce alla sera). Vi prego, non so cosa fare. Sto malissimo

  5 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Carlo Casati Inserita il 14/11/2018 - 15:41

Milano - Centro storico
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Caro Mattia, prima di tutto non perdere la speranza. E' noto che talvolta gli attacchi di panico sono difficili da eradicare. Ma quasi mai sono impossibili da trattare con esito soddisfacente. E' possibile che il trattamento precedente non fosse quello ideale per te.
- Per la parte farmacologica devi avere un po' di pazienza. Tutti gli anti depressivi, come quello che stai prendendo, hanno effetti positivi solo dopo 1 mese circa dall'inizio assunzione.
-Per la la parte psicoterapeutica, forse uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale potrebbe fare meglio del precedente. Non sempre conoscere le cause significa automaticamente curare il disturbo in modo efficace.
I migliori auguri,
Carlo Casati - medico psicoterapeuta -Milano

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 14/11/2018 - 16:49

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Michela,
Aver ripreso la terapia farmacologica è sicuramente positivo, ma è necessario associare ad essa la psicoterapia.
Come mai non ha ricontattato la terapeuta con cui aveva già seguito un percorso? Il fatto che abbia espresso un dubbio circa la comprensione delle cause degli attacchi ("forse insieme alla dottoressa li abbiamo capiti"), mi lascia supporre che ci siano delle questioni irrisolte. Esse hanno attivato gli attacchi di panico di cui soffre ora.
Pertanto è importante che affronti la questione per risolverla in modo definitivo e acquisire strategie più efficaci nel padroneggiare la sua ansia.
Una consulenza psicologica può aiutarla a capire cosa sia meglio fare.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Alessandra Melli Inserita il 16/11/2018 - 15:15

Mestrino
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Salve Michela,
sono diversi gli approcci psicoterapeutici che possono supportare una persona che vive una problematica di "attacchi di panico". Leggo che due anni fa ha gestito questa stessa problematica, ma leggo anche che permanevano la preoccupazione di nuovi attacchi ed i comportamenti di sicurezza ( "mi guardavo sempre intorno in cerca di un bagno nel caso in cui fossi stata male per scappare") .
Non credo sia sempre necessario per gestire il sintomo, trovarne una causa nel proprio vissuto: a volte può esserci un fattore scatenante che irrompe in un terreno fertile dato da una "sensibilità all'ansia" , attivando un circolo vizioso che è alimentato da interpretazioni catastrofiche del quadro psicofisiologico. Complicano il quadro, una serie di evitamenti e di "comportamenti protettivi" che minano pesantemente la qualità della vita di una persona. La psicoterapia cognitivo comportamentale è una psicoterapia breve e mirata: il mio suggerimento è di contattare un professionista di sua fiducia e nella sua zona di residenza che abbracci questo approccio, poichè sul disturbo di panico presenta importanti evidenze di efficacia.

Cordialmente

Dott.ssa Alessandra Melli

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 15/11/2018 - 12:17

Milano
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Buongiorno M., non si capisce da ciò che scrive, se la psicoterapia è stata interrotta oppure no. Quello che mi sento di dirle è che gli attacchi di panico richiedono un profondo lavoro su se stessi per costruire con il terapeuta una personalità più adeguata a ciò che si desidera, a ciò che si è veramente. Le persone che soffrono di attacchi di panico hanno storie le più varie e non si trova mai un'unica causa, tutte, però hanno in comune l'essersi messe da parte negl anni e non aver costruito se stessi in modo armonico, essendosi troppo spesso adeguate alla situazione. Molto è stato scritto, le cito soltanto Nicola Ghezzani o Renato Pozzetti, che usano anche un linguaggio semplice. Non riesco a dirle altro perché la sua richiesta è focalizzata molto sul sintomo. Ed è comprensibile vista la grande sofferenza. Una curiosità...lei si è firmata come Michela, ma nella homepage del sito è Mattia. Non credo sia una svista della redazione, a volte capita, le persone si firmano con due nomi diversi.

Dott.ssa Chiara Rottoli Inserita il 14/11/2018 - 18:34

Buonasera Michela, dal suo messaggio non sono chiari alcuni punti: la terapia farmacologica l'ha ripresa su indicazione di un medico? Come è avvenuta la prima sospensione, in accordo col medico curante? La cosa che mi sembra più significativa da capire è se il suo percorso terapeutico era terminato o è stato interrotto. Da quel che racconta la terapia le è stata di grande aiuto, potrebbe valutare di ricontattare la sua terapeuta per comprendere se non è stato risolto qualcosa o se forse in questo momento interrompere la terapia, quindi un supporto mentale interiorizzato costante che è stato in grado di supportarla, ha riattualizzato gli attacchi. Nel caso le motivazioni siano diverse può valutare di contattare un altro terapeuta senza scoraggiarsi che quella precedente sia stata inutile: ogni percorso apporta comprensione che ci permette, quando correttamente guidata, di migliorare la nostra qualità di vita. Allo stesso tempo, non è raro che avvicinarsi al nucleo problematico possa ripresentare una sintomatologia storica che si pensava scomparsa.
La invito quindi a contattare un professionista così come ha avuto la forza di scrivere qui.

A disposizione
Dott.ssa Chiara Rottoli