Litigare bene: breve guida di sopravvivenza al litigio di coppia

Pubblicato il 9 settembre, 2020  / Sesso e Amore
Litigare bene

L’inizio di una relazione è solitamente privo di discussioni: ognuno mostra solo la facciata, i propri difetti vengono celati senza troppi sforzi mentre quelli del neo-partner, complice l’ottimo umore che accompagna gli inizi di ogni storia d’amore, semplicemente non vengono visti. Solo con il passare del tempo si inizia a concedersi di mostrarsi per quello che si è: se questo, da un lato, dà il là ai primi litigi, dall’altro permette di entrare in intimità.

Litigare è un punto di arrivo per una coppia che sta crescendo: significa che si è disposti a far conoscere lati di sé che potrebbero farci apparire meno amabili, che si sente di poter correre il rischio di urtare il partner e, in definitiva, di poter comunicare in modo autentico: ora posso dirti anche quello che non mi va. I litigi dimostrano che c’è qualcosa per cui vale la pena litigare, nonostante si possa avere la sensazione di combattere l’uno contro l’altro. D’altronde è superando ostacoli, riconciliandosi, perdonandosi l’errore che la coppia si consolida.

Il litigio, tuttavia, non deve diventare un sottofondo continuo, altrimenti rischia di risultare logorante. Quello che risulta utile è imparare a litigare bene, in modo che la discussione non sia fine a se stessa, ma diventi anzi occasione di crescita. 

Partiamo da un presupposto fondamentale: le persone hanno il grande potere di cambiare sé stesse, ma non di cambiare il partner. Assumersi la propria parte di responsabilità nelle difficoltà del rapporto dà la possibilità di stimolare il cambiamento senza aspettare i movimenti dell’altro. È quindi necessario comprendere come si contribuisce ad alimentare il litigio, senza proiettare le colpe sul partner. È utile allora chiedersi: “In che modo contribuisco a creare e/o mantenere il problema?” e ancora: “C’è qualcosa che potrei fare per migliorare la situazione?”

Va da sé che, modificando alcuni atteggiamenti, è assai probabile che il partner ci segua a ruota: gli individui si influenzano a vicenda e questo è ancora più vero all’interno di una coppia.

Concentriamoci ora su alcune strategie subito spendibili per gestire al meglio i litigi: 

  • Considerare che il partner non può leggerci nella mente, sforzarsi quindi di comunicargli il più chiaramente possibile quello che ci disturba. Allo stesso modo, non dare mai scontati i pensieri dell’altro fintanto che non vengono espressi.
  • Esprimere il proprio malcontento senza perdere le staffe: durante un litigio è normale arrabbiarsi, la rabbia non va repressa perché ha il grande potere di permetterci di toglierci da una situazione in cui non stiamo bene.  È tuttavia necessario imparare a comunicare i propri sentimenti senza attaccare, perché perdere le staffe e urlare è controproducente: in generale, un linguaggio e un tono di voce aggressivi non verranno ascoltati a prescindere dal contenuto e metteranno sulla difensiva. È invece importante che chi ascolta possa focalizzarsi sul comprendere e non sul difendersi. 
     
  • Tenere presente che intento ed effetto non sono la stessa cosa. Anziché pensare: Siccome quello che ha detto mi fa male, l’ha detto per farmi male, proviamo a pensare Mi sento ferito da questo messaggio. Cosa intendeva dire il mio partner e perché mi sento così? Anche se una frase può essere dolorosa, l’intento poteva non essere tale.
  • Praticare l’ascolto attivo: spesso si è convinti che il problema di comunicazione derivi dal non parlarsi, ma non di rado a monte ce n’è un altro che è il non ascoltarsi. Ascoltare non significa stare tranquillamente seduti e accennare qualche volta di sì con la testa, ma far sapere a chi parla che abbiamo capito quello che ha detto e come lo abbiamo interpretato.
     
  • Evitare la personalizzazione del problema: nel discutere i partner dovrebbero rimanere focalizzati sui comportamenti e non sulla persona (tu fai, non tu sei)
     
  • Evitare il linguaggio polarizzante: non usare termini quali sempre maigiusto contro sbagliato. È necessario superare un linguaggio che preveda solo bianco o nero: la visione della realtà del vostro partner è reale tanto quanto la vostra, anche se diversa. Non esistono realtà totalmente oggettive.
     
  • Cercare di lasciare il passato ai margini e rimanere ancorati al presente. Ciò che avete fatto l’anno scorso, il mese scorso o quella mattina non è importante quanto ciò che state facendo e pensando ora. I cambiamenti che auspicate non possono essere retroattivi. Le ferite, le offese e i rancori dovrebbero essere discussi quando hanno luogo e poi lasciati lì, per non caricare la coppia con uno zainetto che rischierebbe di toglierle slancio e vitalità. 
     
  • In un litigio intelligente l’atteggiamento deve essere vincitore-vincitore e questo comporta essere disposti a rinunciare a qualcosa per arrivare a un compromesso. L’obiettivo da non perdere mai di vista deve essere quello di ritrovare il benessere di coppia, non di spuntarla sull’altro.

 

 

Bibliografia:

  • Psicologia delle relazioni di coppia, Lucia Carli, Società editrice Il mulino, 2014