Effetto farfalla: riprendere il controllo con il “butterfly effect”

Pubblicato il 10 maggio, 2021  / Psicologia e dintorni
effetto farfalla - butterfly effect


Cos’è il butterfly effect: origini dell’effetto farfalla

L’espressione “effetto farfalla” (butterfly effect) viene da un quesito che si è posto Edward Norton Lorenz, fisico e meteorologo del Massachusetts Istitute of Technology, nel 1979: “Può il battito d’ali di una farfalla in Brasile scatenare un tornado in Texas?”.

Lorenz aveva intuito che delle minime alterazioni di temperatura e di pressione atmosferica possono causare risultati imprevedibili e catastrofici in luoghi lontanissimi. Egli creò un modello matematico capace di elaborare dodici equazioni non lineari per spiegare i sistemi metereologici.

Ottenne così il cosiddetto “attrattore strano”, un espediente matematico che è un cardine della teoria del caos. Graficamente, l’attrattore strano consta di una serie di punti che, se uniti, creano delle linee curve dalla forma di ali di farfalla.

La teoria del caos fa riferimento a dei sistemi caotici, complessi, dinamici, nonché costantemente in movimento. In natura ci sono moltissimi esempi di sistemi di questo tipo: l’evoluzione delle masse d’aria nell’atmosfera, le fibrillazioni cardiache e i sistemi biologici stessi come gli esseri umani, dotati di suscettibilità individuale.

L’effetto farfalla (butterfly effect), che è quindi uno dei concetti fondamentali alla base della teoria del caos, domina la natura deterministica dell’Universo. Il fatto che le cose siano imprevedibili è dovuto all’impossibilità di conoscere con precisione le condizioni iniziali di sistemi complessi.

La percentuale di errore, che è sempre presente nei dati iniziali, andrà crescendo, per via della cascata di eventi che caratterizza l’effetto farfalla, e ciò porterà a delle previsioni incorrette. Questo spiega, nel campo della meteorologia, il motivo per cui le previsioni del tempo a lungo termine sono nella maggior parte dei casi imprecise e inaffidabili.
 

L’effetto farfalla in psicologia e nella vita di tutti i giorni

L’effetto farfalla (butterfly effect) implica tre punti fondamentali:

  1. C’è sempre qualcosa che registra un cambiamento

  2. I sistemi complessi non risentono della distanza tra i loro compartimenti

  3. I cambiamenti avvengono in altri sistemi che sono suscettibili alle variazioni iniziali

L’effetto farfalla si applica a tutti fenomeni che possiamo immaginare, dalle scienze naturali alla biologia. Si applica anche alla medicina: ad esempio, gli effetti avversi di un farmaco possono considerarsi come delle modifiche non previste che accadono al sistema complesso che è il corpo umano in risposta a un’informazione iniziale che è l’assunzione della sostanza.

L’effetto farfalla è stato studiato anche in neurobiologia. Secondo uno studio dell’University College di Londra pubblicato su Nature, il cervello è soggetto al butterfly effect, il che lo rende intrinsecamente inaffidabile. I ricercatori hanno dimostrato che un piccolo stimolo applicato ad un neurone si propagava con un effetto a catena, creando delle perturbazioni ad almeno trenta neuroni contigui.

Nel campo della psicologia, si può osservare la tendenza umana al controllo e alla stabilità. Nella ricerca di fermezza e quiete di fronte all’incertezza, si può giungere alla presa di consapevolezza che tutto è in costante cambiamento e che il futuro è imprevedibile ma è di certo connesso al nostro passato e presente.

Pertanto, le nostre azioni, seppure apparentemente insignificanti, avranno una certa influenza nel futuro. Le caratteristiche più vantaggiose per gli esseri umani, fatte queste considerazioni, sono la flessibilità, la resilienza e l’adattabilità, aspetti ai quali si può lavorare con delle strategie mentali e psicologiche mirate a sviluppare delle abilità nella scelta di azioni che producano gli esiti e le condizioni migliori.
 

Usare l’effetto farfalla (butterfly effect) a nostro vantaggio

Ecco alcuni consigli per sfruttare la coscienza dell’effetto farfalla (butterfly effect):

  • Cogliere l’attimo e vivere il più possibile il momento presente. Non preoccuparsi del domani, perché si genererebbero paure non necessarie, né rimuginare sul passato, perché è un’attitudine che non apporta benefici.

  • Affrontare tutto ciò che sorge, non rinunciare a provare appieno dei sentimenti forti ed esprimere al massimo le proprie emozioni, occupandoci di ciò che succede, dentro e fuori, senza rimandare.

  • Prendersi quotidianamente uno spazio proprio di silenzio, relax e connessione profonda con sé stessi.

  • Qualsiasi cosa facciamo, pensiamo e trasmettiamo, avrà delle conseguenze. Con le parole, i comportamenti e le azioni possiamo creare degli effetti consistenti nell’umore e nella vita degli altri. Per questo è importante compiere ogni giorno dei gesti gentili e amorevoli, così come generare dei pensieri di felicità e di gratitudine, che possano indurre delle modifiche positive nel mondo.