Perché siamo così arrabbiati quando siamo al volante?

Una spiegazione alla sensazione di nervosismo e collera quando siamo alla guida.

Pubblicato il 19 ottobre, 2020  / Psicologia e dintorni
rabbia al volante

Sei in strada, al volante della tua auto. Improvvisamente ad un incrocio, vedi un'altra auto che sbuca e fa capolino come a voler entrare tagliandoti la strada. Immediatamente il tuo corpo si attiva, reagisce al pericolo e ti permette di mettere un piede sul freno per scampare ad un possibile incidente. Magari suoni anche il clacson e d'istinto inveisci contro il conducente dell'auto urlando e tirando fuori tutta la rabbia che è in te. Ti sei chiesto perché sei sempre così facilmente irascibile alla guida? É grazie al tuo sistema nervoso simpatico che sta lavorando per te.

La Teoria di Porges e i tre livelli di sicurezza

Secondo la teoria polivagale di Porges esistono tre stati fisiologici fondamentali regolati dal sistema nervoso autonomo, che si attivano a seconda del livello di sicurezza che sperimentiamo in un determinato momento.

Primo livello: coinvolgimento sociale

Di fronte ad una minaccia attiviamo d'istinto il primo livello: il coinvolgimento sociale. Quando ci sentiamo minacciati la prima cosa che facciamo è quella di chiedere aiuto, conforto e supporto alle persone intorno a noi.
 

Secondo livello: risposta di attacco o fuga

Se non abbiamo il tempo di chiedere aiuto o se nessuno ci presta soccorso, il nostro organismo ritorna ad una modalità di sopravvivenza a livello primitivo: l'attacco o la fuga. Se ci troviamo di fronte ad un pericolo e nessuno ci può aiutare, la cosa che ci viene naturale è attaccare se è possibile o fuggire per metterci al sicuro.
 

Terzo livello: congelamento o collasso

Se non è possibile ricevere aiuto e non è neanche possibile attaccare o fuggire perché non ci riusciamo, siamo intrappolati o non c'è una via di uscita, allora l'organismo ricorre al terzo livello: congelamento (freezing) o collasso. Quando non c'è alcuna via di uscita per salvarci ci spegniamo al fine di preservarci e risparmiare il più possibile le nostre energie distaccandoci dal momento presente. Il nostro corpo segnala sconfitta e ritiro.
 

A quale livello si colloca “la rabbia al volante”?

La rabbia al volante si colloca al secondo livello: risposta di attacco o fuga. Quella sensazione che sperimentiamo tutti di nervosismo e collera quando guidiamo la nostra auto è prodotta dalla risposta di attacco/ fuga del nostro organismo.

Cosa succede?

Quando siamo al volante, non ci può aiutare nessuno, abbiamo noi in mano tutto, la responsabilità è nostra e non c è tempo per farsi aiutare.

La minaccia è alta e costante, siamo continuamente attivati per reagire al possibile pericolo. Il sistema nervoso simpatico prepara il nostro corpo ad affrontare la minaccia. I nostri muscoli sono mobilitati e pronti a partire. Tutto l'organismo è pronto.

Una minaccia inaspettata, come un'auto che sbuca all'improvviso, ci attiva subito e avvertiamo l'impulso a muoverci e ad attaccare per salvarci.

La rabbia ci aiuta, l'aggressività no!

La teoria di Porges ci aiuta a vedere la rabbia al volante come un'emozione che naturalmente si collega ad una risposta di attivazione del nostro organismo per proteggerci dal pericolo.

La rabbia ci aiuta quindi, dal punto di vista evoluzionistico, nella sopravvivenza e quindi è un bene che ci sia.

Quello che possiamo fare è lavorare su noi stessi affinché le preoccupazioni, i problemi e lo stress per gli impegni di tutti i giorni, non diventino per noi eccessivi e difficili da gestire, sfociando in agiti aggressivi. Provare rabbia ci aiuta, essere aggressivi è nocivo per noi e per gli altri.

Possiamo proteggerci dal diventare troppo aggressivi, facendo in modo da non accumulare troppe tensioni e stress. Per esempio possiamo farlo praticando tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno, tecniche di meditazione, come lo Yoga e la Mindfulness, oppure scaricare lo stress accumulato praticando attività fisica, la corsa o il nuoto.

Se agiamo sul corpo, ne trae beneficio anche la nostra mente.

 

Fonti bibliografia:

  • Bessel Van Der Kolk (2015). Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche. Raffaello Cortina Editore
  • Sassaroli S., Lorenzini R., Ruggiero G.M. (2006). Psicoterapia cognitiva dell'ansia. Raffaello Cortina Editore