Sono come tu non mi vuoi: la terapia come occasione di crescita

Pubblicato il 8 aprile, 2019  / Psicologia e dintorni
Sono come tu non mi vuoi

Cosa cerchiamo in un rapporto amoroso e perché molte relazioni oggi si consumano per futili motivi?

Durante le consulenze con i pazienti in studio emergono spesso delle problematiche riguardanti la delicata sfera dei sentimenti che oltre a procurarci grandi gioie, piaceri e condivisioni a volte alimenta in noi sofferenze, dubbi e frustrazioni.

Se ci guardiamo intorno, anche durante una cena al ristorante, possiamo subito notare come il nucleo "coppia" sia spesso affetto da un'atmosfera di distanza, ipocrisia e insoddisfazione. Tali quadri relazionali denotano spesso rapporti spenti o "bruciati" in cui nessuno è attento ai bisogni dell'altro. Il percorso clinico, attuato da uno psicologo competente può rappresentare un valido supporto poiché può fornire all'individuo l'occasione di uscire fuori dal guscio narcisistico che spesso si manifesta attraverso la maschera dell'Egoismo con la seguente didascalia: "Io non vedo te e tu non vedi me".

Mi è capitato di accogliere in studio la seguente domanda: " Dott.ssa, esiste una strategia per mantenere la solidità di un rapporto? Come si fa a renderlo felice e duraturo?".

Questa domanda contiene probabilmente da parte del mittente un "desiderio" ( d'amore, d'affetto, di sicurezza, di affiliazione...ecc...) ed è da questo che bisogna partire aiutando l'individuo a giungere più lontano rispetto a dove è già arrivato. Non esiste una risposta standardizzata ma esiste la possibilità di considerare una forma di disagio/difficoltà come un'occasione di crescita e di esplorazione individuale. Il compito è aiutare il paziente ad assumersi le proprie responsabilità ad essere più efficace nel rispondere agli eventi e a rendersi conto dei propri punti di forza e di debolezza messi in atto all'interno della relazione.